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Ciao Amelia, ovunque tu sia

di Rosanna Conte

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Stamattina è scomparsa Amelia Migliaccio, figlia di Domenico Migliaccio ed Elena Vitiello, moglie di Pierino Mazzella e madre di Federico e Gregorio. Attualmente insegnava a Terracina, ma anni fa ha lavorato alla scuola elementare di Ponza.

Lunedì mattina tornerà sulla sua isola dove riposerà per sempre.

Ciao Amelia
Te ne sei andata in silenzio e lasciando un vuoto tra chi è rimasto. Hai sempre avuto la capacità di stare pienamente fra le persone  senza  mai prendere la scena, già, perché eri spontanea. E non avevi bisogno di mediare emozioni e riflessioni perché nascevano dalla tua fiducia negli altri, nella loro umanità.

Eri sempre presente quando avvertivi la necessità di dover dare un aiuto concreto o anche  il solo  sostegno morale. Avvertiremo molto la tua assenza, cara Amelia, ma il tuo sorriso non lo dimenticheremo perché era un’apertura al mondo, un invito a vivere e a convivere in serenità.

Un caro abbraccio a Pierino – come si sentirà l’insostituibile compagno della tua vita adesso che tu non ci sarai più al suo fianco? – e a Federico e Gregorio che dovranno con la forza dei giovani continuare a vivere senza quel faro di affetti che eri tu, Amelia.

Ciao, ovunque tu sia.

La maestra Amelia con i suoi alunni
Foto di Alex Balzano

4 commenti per Ciao Amelia, ovunque tu sia

  • Enzo Di Fazio

    Ho un ricordo molto bello e relativamente recente di Amelia. E’ legato ai momenti di sistemazione dei locali del museo il giorno prima della inaugurazione della mostra delle “Penelopi”, che presentammo ad agosto dello scorso anno.
    Ero alle prese con il montaggio dei ventilatori che, appena acquistati e ancora in parte imballati, dovevano servire a lenire l’afa di quei giorni e ad arieggiare il camerone, quando, Amelia, staccandosi dal gruppo delle altre donne, si avvicinò e, con il sorriso che le era connaturale, mi disse: “Dai, ti do una mano, così facciamo prima”. E insieme, tra una chiacchiera e l’altra, senza accorgercene montammo i quattro ventilatori. Conoscevo Amelia perché appartenente ad una famiglia, quella del fanalista Filippo Vitiello e Giuseppina, con i cui componenti, grazie allo stesso lavoro che aveva fatto mio padre, ci sono stati sempre rapporti di reciproca stima e rispetto. Ma di lei non sapevo null’altro.
    E quella fu l’occasione per trovarla insegnante, sposata e madre orgogliosa di due bravi ragazzoni. Così li chiamò. Mi meravigliò la cosa poiché il suo aspetto era piuttosto quello di una ragazzina.
    Qualche mese fa, poi, attraverso Franco De Luca ho appreso della sua malattia e delle sofferenze che stava patendo e che Ornella, la zia, cui era molto legata, ha cercato di alleviare standole vicina fin dalla comparsa dei momenti più brutti.
    La sua scomparsa mi addolora e cozza enormemente con la forza che la sua figura sembrava sprigionare.
    La vicinanza mia e della Redazione di Ponzaracconta e le condoglianze a Pierino, ai figli, Federico e Gregorio, ai parenti e alle tante persone care che le volevano bene.

  • Rosanna Conte

    La famiglia comunica che, lunedì mattina, i funerali avranno forma strettamente privata. La facile diffusione del covid-19 in condizioni di assembramento sconsiglia vivamente che ci siano l’accoglienza all’arrivo della nave e il corteo dietro il carro funebre fino al cimitero.
    Manifestiamo la nostra vicinanza alla famiglia rispettando la sua volontà.

  • Sandro Russo

    Addio Amelia. Un abbraccio a Pierino, Federico e Gregorio; a Lena e a Ornella. Amici molto stretti di una stagione durata una quindicina d’anni, di frequentazione assidua dell’isola. Poi ci si perde; non si vorrebbe, ma così succede. Neanche avevo saputo che stesse male.
    Amelia, scontrosa e dolcissima… Una volta l’avevo chiamata Brigida… sott’ tenite ‘o zùccher’, e ’ncoppa amara site…
    Mi è dispiaciuto moltissimo.

  • Irma Zecca

    Cara Amelia,
    in queste ore stai tornando a casa, che tristezza! C’erano tantissime cose ancora da fare, passeggiate isolane, bagni a Palmarola in orari mattutini e tante risate insieme tra amiche… E’ tutto finito così come una folata di vento che ha cancellato tutto; non posso venire neanche al tuo funerale con questo virus schifoso che ci ha privato dell’espressione del viso e di tante altre cose. Mi sento come un attore in un film di fantascienza; siamo tutti automi che camminano senza gioia e senza dolore. Verrò alla nave in maniera virtuale, solo così potrò abbracciare Pierino ed i ragazzi e lascio spazio ai tuoi alunni ormai cresciuti che vorranno salutare la loro maestra.
    Amelia, ti voglio salutare senza lacrime ma con un sorriso ed è quello che voglio ricordare, il tuo sorriso bello e sincero, quando guarderò il nostro tramonto isolano e vedrò una pennellata di colore diverso mi ricorderò di te e Gioconda insieme, artiste per sempre.
    Un grande bacio a Pierino, Federico e Gregorio ed un abbraccio a Ornella e alla famiglia tutta.
    Irma

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