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Ischia, un vulcano attivo nella “ricostruzione fantasma” con tre “rischi naturali”

di Giuseppe Mazzella di Rurillo

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L’isola d’Ischia – ottava isola d’Italia, la più grande delle Partenopee con 46 Km2 divisa in sei Comuni (Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Serrara-Fontana e Barano) – è un “vulcano attivo”. E’ una delle tre aree vulcaniche del napoletano con il Vesuvio ed i Campi Flegrei.
L’ “Epomeo” – la montagna più alta dell’isola con i suoi 787 metri  posta nel Comune di Serrara-Fontana – non è un vulcano ma è la struttura cruciale di un’isola vulcanica dove può avvenire anche una eruzione come quella del 1302 detta dell’ “Arso”, nel Comune di Ischia.

Ischia è sottoposta a tre rischi: idrogeologico, sismico e vulcanico.

I terremoti quindi sono fisiologici ed hanno tempi impossibili da calcolare con l’orologio umano. In epoca storica dal XIV secolo si sono registrati 13 terremoti. Ne sappiamo di più sugli ultimi quattro: 1828, 1881, 1883, 2017. Questi ultimi 4 hanno avuto sempre lo  stesso epicentro: al settentrione  dell’isola, nella parte alta di Casamicciola detta “Majo”, Lacco Ameno detta “Fango” e Forio marginalmente nella parte del “Fango” che è amministrativamente in quel Comune. Un’area di due Km2 dove i terremoti si registrano ad una profondità di circa 2 Km ma sono fortemente distruttivi.
Il più terribile terremoto fu quello del 28 luglio 1883. XI grado “catastrofico” della Scala MCS o semplicemente “Scala Mercalli” (quella degli strutturisti cioè ingegneri e geometri  per costruire le case. La scala va da I a XII a seconda del grado di distruzione del fabbricato).
Morirono circa tremila persone. Fu distrutto tutto l’abitato di Casamicciola e parzialmente quello di Lacco Ameno e Forio. Fu la prima grande catastrofe dell’Italia post-unitaria. Dal quel terremoto nacquero in Italia le “leggi anti-sismiche” con un forte impegno del Governo Centrale anche nelle politiche di dislocazione o delocalizzazione ed incentivi alla ripresa economica con un piano regolatore.
Il tutto avvenne in meno di un anno. Il protagonista fu il Ministro dei Lavori Pubblici Francesco Genala (1843-1893). Assunse tutti i poteri del “Governo del Re”.

Nel 1999 l’allora Servizio Sismico Nazionale (oggi inglobato  nell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per contenimento della spesa pubblica) dedicò  al terremoto di “Casamicciola nell’isola d’Ischia” una monumentale monografia pubblicata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di 335 pagine curata da 8 studiosi e coordinata dal prof. Giuseppe Luongo, con racconti, schede, piani, documenti, con una eccezionale ricerca delle fonti.
E’ fondamentale e sufficiente per completezza per la storia sismica dell’isola.
Fu presentata a Casamicciola il 6 marzo 1999 alla presenza dell’allora Presidente della Provincia di Napoli, prof. Amato Lamberti. La Mostra Documentaria fu collocata nel neo costituito “Museo Civico nella Villa Comunale della Bellavista”. E’ un testo indispensabile  per i “decisori” politici –  cioè il Governo della Repubblica  spezzettato in Centrale, Regionale, Metropolitano e Comunale –  per intervenire.

Il tredicesimo terremoto
Il tredicesimo terremoto si è registrato lunedì 21 agosto 2017 alle ore 20.57. Due morti, 75 feriti, mille edifici colpiti, 2405 sfollati.
La magnitudo della scala Richter fu solo 4 ma il grado della Scala MCS fu del IX grado nell’area epicentrale nei quartieri del Majo, La Rita, Pantane nel Comune di Casamicciola e nel quartiere Fango nei Comuni di Lacco Ameno e Forio. Lo stesso epicentro  del 1828, 1881, 1883.
Per fortuna la scossa fu soltanto di sei secondi ma le onde sismiche si propagarono in tutto l’abitato di Casamicciola e Lacco Ameno e parzialmente Forio. Dal IX grado in area epicentrale la scossa si avvertì dallo VIII grado  a Piazza Majo e Piazza Fango e dal VII al VI grado lungo il “Litorale” che va da Casamicciola a Lacco Ameno con gli abitati delle “Marine” di Casamicciola e Lacco Ameno.
I danni causati possono essere calcolati in circa 400 milioni di euro.
Da allora Interventi
urgenti o di pronta urgenza: due Commissari ed un decreto nazionale per l’emergenze dove il primo Governo Conte detto “del cambiamento” costituito tra M5S e Lega mette insieme salvo intese” il crollo del Ponte di Genova, il terremoto dell’Italia Centrale e quello di Ischia. Ne uscirà la legge n.130/2018. La più assurda ed illetterata legge mai scritta nello Stato Unitario Italiano dal 1861.
Prevede una ricostruzione “privatistica” e non “pubblica”. Emargina la delocalizzazione. Non prevede edilizia pubblica. Riemerge un condono edilizio previsto da tre leggi precedenti per 30 mila domande in 35 anni e pretende di chiuderlo in sei mesi quando lo Stato stesso non è stato capace di chiuderlo in 35 anni. Dopo 3 anni e due mesi la
ricostruzione è ferma e completata solo nelle orride impalcature in tubi innocenti di Piazza Majo, Via Spezieria, Via D’Aloisio, Piazza Fango quasi ad “ingabbiare” il provvisorio che è diventato definitivo. Nessun edificio pubblico a Casamicciola è stato “ricostruito” degli 8 colpiti di cui tre palazzi scolastici ed il Municipio-Museo di Villa La Bellavista.

Controllo sismico e pianificazione
Oggi nell’isola d’Ischia ci sono 14 “stazioni” dell’Osservatorio Vesuviano struttura periferica dell’INGV per un monitoraggio capillare. Ma l’antico Osservatorio Geofisico di Casamicciola – istituito dopo il 1883 e chiuso nel 1923 – è ancora chiuso. Si sta ancora perfezionando  il passaggio dall’Agenzia del Demanio al Comune di Casamicciola (una pratica avviata da 18 anni!) ma la  gestione di un “Centro Didattico” come è indicato nel progetto finanziato dall’Unione Europea è in mente Dei per avere – come dire – una “struttura fisica” sul territorio di un Centro Scientifico. Eppure nessuno dei sei Comuni dell’isola d’Ischia ha un piano di protezione civile – come ci dovrebbe essere e come auspica la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco – né esiste una “Pianificazione Territoriale attiva” cioè un “Piano Regolatore Generale” per i sei Comuni dell’isola. E’ tutto rimesso ai decisori politici. L’ eufemismo per indicare i sei  sindaci con i rispettivi sei Consigli Comunali per una classe dirigente di circa (o oltre) 100 persone e la Regione Campania per indicare il presidente della Giunta, Vincenzo De Luca ed il confermato  assessore all’urbanistica, arch. Bruno Discepolo, e 50 o più consiglieri regionali.
Da 50 anni la Regione Campania – anche se l’isola d’Ischia è stata individuata da un Piano Territoriale del 2008 dalla stessa Regione come un unico “Sistema Locale di Sviluppo” – non riesce a dare uno strumento urbanistico di “tutela attiva“ del territorio. Nel dicembre 2019 con un emendamento alla legge 130 è stato direttamente affidato alla Regione il compito di un “Piano per la Ricostruzione”. Non è stato fatto nulla.

Si può ritornare al bello?
Dopo il terremoto del 21 agosto 2017 e dopo aver costruito nell’isola d’Ischia almeno 130mila vani in 70 anni si può ritornare alla bellezza del paesaggio?
L’arch. Ilia Delizia – autrice del testo fondamentale “Ischia, l’identità negata” (ESI-1987) ritiene che si deve. Che la “coperta lunga e larga del condono edilizio” non può essere estesa all’infinito. Che occorre un “Piano di riequilibrio ambientale” che tenga conto della sismicità dell’isola. Almeno 20 dei complessivi 46 Kmq sono soggetti al rischio sismico. Ed allora l’area di maggiori rischio sismico deve essere destinata a Parco Naturale e Scientifico raccogliendo la proposta del prof. Giuseppe Luongo del 26 agosto 2017 (…cinque giorni dopo il sisma!). E’ inevitabile una “Pianificazione virtuosa” con un richiamo forte sia all’art. 9 sia all’art. 32 della Costituzione: la difesa del paesaggio, il diritto alla salute richiamato in tempo di pandemia dal Covid-19. Si può fare per Ischia quello che è stato fatto per Gibellina e per Pozzuoli. De-localizzare ma trovare un’armonia per il Bello.

Il Majo de il Fango area disponibile
Per avviare una “Pianificazione” bisogna dichiarare l’area del Majo, di La Rita, del Fango “indisponibile” ad insediamenti abitativi. E’ la convinzione ripetuta dal prof. Giuseppe Luongo.
Luongo è convinto che può nascere in quell’area un Parco Scientifico e Naturalistico con un Centro Scientifico Europeo per lo studio delle cause dei terremoti in aree epicentrali. Non vede alternative alla de-localizzazione di circa 1500 abitanti in un’isola che dispone di una enorme consistenza edilizia. L’area a rischio sismico è di 20 Km2. Ma il rischio è mitigato nelle aree rivierasche. Ed allora bisogna avviare la “Pianificazione Territoriale” e la razionalizzazione del territorio anche tenendo conto dell’importanza turistica dello sviluppo economico raggiunto in 70 anni dall’isola d’Ischia: 40mila posti letto, 3mila imprese, 64mila abitanti, 9mila lavoratori stagionali, circa o oltre 3 milioni di presenze prima del
Covid 19, 10mila studenti in 4 Istituti Superiori e 5 istituti comprensivi.

Insomma bisogna  avviare un’azione politica affinché quella che Ilia Delizia ha definito “crisi strutturale” dell’isola d’Ischia abbia una risoluzione.
Prima che sia troppo tardi.

Giuseppe Mazzella – Direttore de “Il Continente”, Ischia, 10 ottobre 2020


Ringraziamenti e Note

Sabato 10 ottobre 2020
Cronache e commento dal Convegno “Il Sisma, tre anni dopo quel 21 agosto non dimenticare per costruire il futuro” tenutosi al Centro Polifunzionale di Ischia per iniziativa del Circolo Sadoul. Si ringrazia il Circolo Sadoul ed il suo presidente Pietro Greco con il segretario Rosario de Laurentis per l’iniziativa e l’organizzazione. Ed i relatori: prof. Francesca Bianco, prof. arch. Ilia Delizia, prof. Giuseppe Luongo, dalle cui relazioni è tratto questo articolo del tutto personale. Il Convegno è stato di alto valore scientifico e non ha trattato gli aspetti politici della “Ricostruzione”.

Si ringraziano i Dirigenti Scolastici, prof. Assunta Barbieri, Preside dei Licei Classico e Scientifico e prof. Lucia Monti, Preside della Scuola Media Giovanni Scotti di Ischia, ed i giovani studenti che vi hanno preso parte.

Si ringrazia il Sindaco d’Ischia, dottor Enzo Ferrandino, per il suo indirizzo di saluto.

Si ringrazia il fotoreporter Giovan Giuseppe Lubrano per l’ampio servizio fotografico che si può scaricare su www.ischiamondoblog diretto da Antonio Lubrano.

Il Continente  è un’agenzia stampa di scopo costituita dopo il sisma del 21 agosto 2017- sono stati pubblicati nel corso del 2019 4 volumi monografici sui problemi della Ricostruzione e dell’Assetto Territoriale dell’isola d’Ischia. Direttore responsabile – con registrazione al Tribunale di Napoli n.36/2017 – è il giornalista Giuseppe Mazzella autore del volume “I sei secondi che sconvolsero Ischia” (2017) – Premio “Francesco Landolfo 2018”, Targa Gianpaolo Necco con Menzione Speciale” per l’impegno per la ricostruzione di Ischia.

Da Il Continente è stata pubblicata nel corso del 2019 una Rivista di Politica-Economia-Diritto-Storia trimestrale  in 4 numeri:

n. 1 – gennaio 2019 – RICOSTRUZIONE, LA PAROLA NON BASTA
n. 2 – aprile 2019 – LA PIANIFICAZIONE NEGATA: TUBI, SE QUESTO E’ COSTRUIRE
n. 3 – luglio 2019  – IL MARE DI LEGNO
n. 4 – ottobre 2019 – IL DISASTRO DELLA RICOSTRUZIONE

I numeri sono consultabili sul web sul sito www.ponzaracconta.it

La pubblicazione della Rivista è sospesa a causa Covid-19 ma continua l’informazione attraverso l’Agenzia di Stampa e il sito www.ponzaracconta.it
Per il materiale ripreso dalla rivista in oggetto è richiesta la citazione della fonte.


Circolo Sadoul. La direttrice Francesca Bianco

Circolo Sadoul. Mazzella, Delizia, Cubelis, Luongo

Circolo Sadoul. Mazzella e Il Continente

Circolo Sadoul. La preside Monti, Mazzella e platea

Circolo Sadoul. Le presidi Barbieri e Monti

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