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d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

Aumentano i contagi o vediamo uno scenario diverso?

di Francesco Carta

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Non v’è dubbio che un aumento c’è ma non è ascrivibile ad una sola causa.
E’ anche vero che stiamo entrando in uno scenario diverso da quello estivo.
Il clima freddo, verso il quale ci stiamo avviando, favorisce la persistenza del virus ed il contagio.
Tra le cause non ci sono solo le tarantelle estive in Costa Smeralda, le movide varie e le sbruffonate dei negazionisti. C’è un’altra fase.

E’ iniziata la scuola e, malgrado tutte le precauzioni, ci sono fasi del ciclo scolastico che espongono oggettivamente al contagio: i mezzi di trasporto, l’attesa prima di entrare in classe, e le ore trascorse comunque assieme e in luoghi chiusi. E gli spostamenti degli studenti, avvengono tra comuni e in qualche caso, come l’Istituto Alberghiero, anche tra regioni. Molti studenti infatti giungono dalla vicina Campania.

Qualche giorno fa avevo fatto cenno agli spostamenti delle persone da e per il comprensorio del Golfo.

Golfo di Gaeta

Qualche sindaco attento a cercare consenso piuttosto che ad adoperarsi per il contrasto dell’epidemia, aveva discettato sui positivi di Formia senza rendersi conto delle castronerie che diceva. Oggi (ieri per chi legge) secondo il comunicato dell’Asl ci sono stati 6 positivi a Gaeta, 2 a Formia, 3 a Minturno (tre giorni fa), e poi un po’ in tutti gli altri comuni della provincia, dai Lepini a Latina, Aprilia, Cisterna, Terracina, Fondi.

Golfo di Gaeta dal Redentore

Il virus è tra noi, c’è sempre stato, ma ora a differenza del passato, lo andiamo a cercare tra le persone facendo più o meno delle retate (drive in) poiché il tracciamento è in grande difficoltà. Gli italiani hanno scaricato l’app Immuni in pochi. Naturalmente è giustissimo continuare a tracciare e a cercare il virus prima che riduca le persone a malati che necessitano di ricovero. E’ probabile che l’acme della diffusione deve ancora arrivare.
Probabilmente a fine ottobre e poi a gennaio e febbraio avremo il quadro esatto dei contagi e dell’efficacia dei tracciamenti. Una cosa l’abbiamo capita: bisogna stanare il virus nei territori, guai a farlo arrivare negli ospedali. E nella vita sociale e pubblica dobbiamo distanziare (85% di efficacia), mettere la mascherina (77% di efficacia), lavare le mani (65% di efficacia). Il virus H1N1 dell’influenza stagionale resta 2 ore sulla cute mentre quello della Sars-Cov-2 ci resta 9 ore. Distanza, mascherina e lavaggio delle mani, ci fanno stare abbastanza tranquilli e sicuri. I test per misurare la carica virale saranno tra poco a disposizione dei medici di famiglia e sarà più facile tracciare.

Nel frattempo bisogna vaccinarsi contro l’influenza stagionale poiché sembrerebbe (ma non c’è evidenza scientifica) che i vaccinati resistano meglio alla Covid-19 e in ogni caso i vaccini antinfluenzali sarebbero un buon discrimine in caso di presenza di sintomi da interpretare. Non bisogna aver paura, dobbiamo osservare le indicazioni che ci vengono dagli organi di Governo e dagli scienziati. Nella storia dell’umanità ci sono stati momenti peggiori.

12 commenti per Aumentano i contagi o vediamo uno scenario diverso?

  • Sandro Russo

    Propongo sul tema del Covid e più in generale del “chi siamo e dove stiamo andando”, l’Amaca odierna 15/10 di Michele Serra che come dice un lettore a commento, “come spesso succede, riesce in poche righe a stimolare l’intelligenza, la cultura, l’ironia, il sarcasmo ed il buon senso. Chapeau!”

    Gli ultras dell’apocalisse
    di Michele Serra

    Gli evangelici africani pregano per Trump, “difensore della cristianità”, e pazienza se lo stesso Trump aveva definito “shitholes”, posti di merda, i loro Paesi, da quel credibile remake della tradizione negriera che è.
    I no-mask e i movidari di mezzo mondo si accalcano felici in una nube di moccio e saliva, e pazienza se il Covid, che non ha occhi né orecchi, può falciare i loro vecchi e loro stessi proprio in virtù del loro libero alitare. I poveri di mezzo mondo votano per i miliardari, e pazienza se quei miliardi sono la refurtiva estorta ai poveri di mezzo mondo.

    La visione apocalittica può giovarsi, in questo periodo più che mai, di quadretti perfettamente inscrivibili nel grande affresco della Fine. Un sacco di gente corteggia la morte. Poi, per i sopravvissuti, ci sarà la palingenesi: gli apocalittici, i messianici, ma anche normalissimi minchioni attendono con entusiasmo il collasso, l’ecatombe, la decimazione, per poi risorgere nel profumo di rose e nella luce perpetua.

    Lo dico bruscamente, ma bisogna essere proprio stronzi per pensare che la rinascita debba passare attraverso la morte (possibilmente degli altri). Si è liberi di sposare la morte se il prezzo viene pagato, per intero, dallo sposo. In tutti gli altri casi si tratta di una pulsione canaglia, trascinare gli altri nel proprio gorgo patologico. Rivendico la mediocrità laica: sperare di farcela in tanti, possibilmente quasi tutti, a costo di compromessi, mascherine, voti per Biden, multe a Montesano. Nel giro di un mese sapremo quanti passi in avanti ha fatto l’apocalisse, quanti l’onorabilità della vita e della convivenza.

    [Da la Repubblica del 14 Ottobre 2020]

  • Sandro Russo

    Sempre sul Covid e sempre con Michele Serra che in punta di penna risponde a detrattori e negazionisti da l’Amaca, su la Repubblica di ieri, sabato 17 ottobre:

    Covid, governo ladro
    di Michele Serra

    A un certo punto, da un angolo del telegiornale, sbuca fuori il Salvini, con la consueta aria mezzo incazzata mezzo spiccia di chi ha lasciato il furgone in doppia fila e non ha tempo da perdere, e dice: vorrei proprio sapere che cosa ha fatto il governo, in tutti questi mesi, per combattere la pandemia.
    Che cosa abbia fatto il governo non lo sa bene neanche lui (il governo). Diciamo che ha trafficato tra papiri, comitati e ceri votivi cercando, come tutti, soprattutto di darsi un contegno. Ma che cosa abbia fatto il Salvini, contro la pandemia, è invece notorio. Ha vivacemente parteggiato per l’assembramento, lo struscio, il selfie con bacetto, il video con balletto, le mobilitazioni di fresconi e frescone con la mascherina sotto la pappagorgia che strillavano «basta con le misure liberticide».
    È stato uno dei leader minori (i maggiori sono Trump, Bolsonaro e Johnson prima di cadere vittime del termometro) di quel fronte mondiale, puerile e menefreghista, che ritiene poco dignitoso controllare i propri vapori corporali, e affronta il Covid a viso aperto e con un largo sorriso di sfida, da veri maschi (comprese le maschie di complemento).
    Che gliene importa, dunque, al Salvini, di “che cosa ha fatto il governo per contenere la pandemia”, visto che lui ha fatto di tutto per non contenerla?
    Negazionisti e sminuitori hanno perduto il diritto di lamentarsi del contagio.
    Liberissimi di alitarsi in faccia, meno liberi di dare poi la colpa al governo se il contagio risale.

  • Sandro Russo

    Mirabile per chiarezza e per sintesi, riporto – sempre in tema Covid – l’Amaca odierna (da la Repubblica)

    Antigone e Gassman
    di Michele Serra

    Vale la pena, ogni tanto, tentare la sintesi. Si rischia la semplificazione ma si evita di menare il can per l’aia. E la sintesi potrebbe essere questa. Molti italiani, probabilmente la maggioranza, già all’inizio della pandemia hanno capito che era meglio rispettare le regole (dovere e convenienza a volte coincidono) e lo hanno fatto. Parecchi altri, probabilmente una minoranza, no.
    È soprattutto a causa di costoro che paghiamo tutti il prezzo, altissimo, della seconda ondata e della seconda imminente clausura. Le inadempienze di governo e Regioni incidono sicuramente, ma mai quanto il “libera tutti” autodecretato, a partire dall’estate, dall’Italia disobbediente per ignoranza e stupidità, magari anche per sfizio, non certo per audacia o sacrificio: non è Antigone il modello, è il Gassman del Sorpasso, che per sentire l’ebbrezza del vento in faccia ammazza gli altri, mica se stesso.
    Si tratta di politici che devono il loro bottino di voti al culto del menefrego, masanielli da talk-show, filosofi maccheronici convinti che libertà sia sinonimo di affari miei, ordinari imbecilli e qualche cosciente mascalzone che conta di sopravvivere al macello (degli altri).
    Il ristoratore, il gestore di cinema, il barista, il commerciante che hanno rispettato le regole sanitarie ora cadono sotto la stessa mannaia che altri meriterebbero. Il nostro Paese, del resto, è sede abituale del ricatto e della sopraffazione che minoranze gaglioffe esercitano su maggioranze inermi, chiamate a pagare anche per loro conto. Le mafie sono il volto efferato del fenomeno, gli evasori fiscali quello ordinario, ora ci sono anche i no-mask a esigere (da noi) il loro pizzo.

    Note
    Antigone. Tragedia di Sofocle sulla vicenda di Antigone, che decide di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice, pur contro la volontà del nuovo re di Tebe, Creonte, che l’ha vietata. Il fulcro dell’opera sta nel dilemma se sia lecito trasgredire alle leggi degli uomini per obbedire a quelle più universale degli dei
    Gassman è Bruno Cortona – nel film Il Sorpasso di Dino Risi (1962) – che per leggerezza provoca la morte dell’amico Roberto (Jean-Louis Trintignant).

  • Caro Sandro,
    Michele Serra fa sempre sintesi forse anche nell’analizzare i fenomeni.
    La gente è costretta a barattare la salute in cambio di libertà. Che cosa vuoi morire o essere libero?
    Il lavoro in cambio di diritti sul lavoro. Che cosa vuoi lavorare o protestare?
    Chiama papà a chi ti dà da mangiare e ringrazia il cielo!
    Non importa se questo è un padre ladrone, se ti picchia e ti fa dormire per terra.
    Bacia la mano al Padrone di turno!

    Ecco a cosa siamo ridotti tanto per stare in argomento Covid:
    abbiamo uno Stato che deve elemosinare soldi per cui non può decidere di spenderli per salvare la sua gente dal Covid investendo quel denaro – che ricordo si crea dal nulla- in ricerca, e risorse per gli ospedali.

    Ecco il buon Michele inserisce, giustamente, le sue sintesi in questo contesto culturale dove non si capisce e non si deve capire quale è il Pastore che guida il gregge all’ovile per la tosatura.

  • Tano Pirrone

    La situazione, caro Vincenzo è (per dirla con gli antichi) gravissima, ma non seria: la pandemia segue il suo corso torrenziale infischiandosene della presunzione tardo capitalistica dell’essere umano caucasico e rischia di mandare tutto il bel castello (marcondirondirondello!) à femmes de petite vertue. Prima del “si salvi chi può”, movimento a bordo: siamo in piena ammuina: tutte chille che stanno a prora vann’ a poppa / e chille che stann’ a poppa vann’ a prora: / chille che stann’ a dritta vann’ a sinistra / e chille che stanno a sinistra vann’ a dritta: / tutte chille che stanno/ abbascio vann’ ’ncoppa / e chille che stanno’ ncoppa vann’ abbascio / passann’ tutti p’o stesso pertuso: / chi nun tene nient’ a ffa’, s’arremena a ‘cca e a ‘ll à”.

    La briosità tutta “social” (pensa Dante che ne avrebbe fatto della marea montante della grettezza social: fosse solo grettezza, ancora ancora, ma è pura, divina ignoranza, che comporta l’odio e la rabbia ferina… pussa via!), la fermentazione “social” dicevo, porta a malattie incurabili. Tutti ne siamo un po’ infetti, tanto che io (solo deboli tracce), mi sottraggo al pedinamento e mi ritiro nei miei appartamenti. Non prima però, di averti dato un amichevole consiglio: non scriverle certe cose, sono poco dignitose, meriti di meglio… anche noi meritiamo di meglio!

  • Sandro Russo

    Caro Vincenzo
    Sai come la penso (come Serra) su una serie di farneticazioni che distolgono l’attenzione da problemi più seri – e sì che ce ne sono! – come:
    – la terra è piatta
    – lo sbarco sulla Luna è stata una montatura
    – l’attentato delle Twin towers è stato organizzato dalla Cia
    – le scie chimiche ci stanno avvelenando
    – ci controllano con i chips sottopelle
    – Soros e Bill Gates hanno diffuso la pandemia per guadagnarci su
    – il Covid non esiste
    – Le misure sanitarie per il controllo della pandemia sono fatte per toglierci la libertà

    Ne avrò certo dimenticato un altro centinaio; nel frattempo alcune sono passate di moda. Spunta quelle obsolete, che rifacciamo la lista

  • Caro Vincenzo,
    giuro sulla bibbia che non mi sono messo d’accordo col mio amico Sandro, il fatto è che si è creato un comune sentire e… asinus asinum fricat! A situazioni analoghe rispondiamo il più delle volte in maniera analoga.
    Nel tuo caso, abbastanza diffuso, in cui l’irragionevolezza oppositiva annichilisce la necessaria prudenza riflessiva e il distacco necessario per prendere le misure – quelle misure che in una democrazia sono necessarie, indispensabili – ti hanno trascinato, se mi consenti su un piano inclinato fuorviato.
    Se fossi stato un magister, un bravo maestro di scuola, quelli che c’erano un tempo e – nonostante noi – ci hanno insegnato a stare al mondo oltre che a leggere e scrivere, e, non a tutti, purtroppo, a capire quello che si legge (vedi statistiche, orripilanti); se fossi stato un magister, avrei scritto sotto il tuo “tema”: «Fuori tema».
    Una buona giornata, Vincenzo.

  • Tano Pirrone

    Credo che sia il momento da più parti individuato che le decisioni in merito alla gestione del Covid siano prese ad un tavolo in cui siedano anche i rappresentanti dell’opposizione, e che siano ascoltati, anche se fanno venire il prolasso anale. La democrazia è una zona impervia, in cui pochi sanno muoversi: la Merkel è una dei pochi. Ascoltate il suo messaggio. E’ un esempio di come si governa senza albagia, col rispetto delle minoranze, anche se queste spesso non ti rispettano; usando un linguaggio franco (ma non brutale), mai paternalistico (o maternalistico), senza promettere nulla che non si possa realizzare, insomma rimanendo negli angusti spazi della democrazia, senza sconfinare… oltre il limes è territorio della demagogia, uno dei metodi di governo più vili!

  • Non c’è bisogno di giurare, caro Tano, so che la pensate, tu e Sandro, allo stesso modo in molte questioni.
    La terra l’hanno resa piatta, un lungo e largo territorio dove possono scorrazzare le nuove orde barbariche.

    Passiamo da una paura all’altra e tra una crisi all’altra c’è chi si arricchisce sempre di più e chi si impoverisce sempre di più.

    Certo oggi ci mettiamo le bende e i guanti ma bisognerebbe restare in case-fortezze piene di beni di necessità per curare mente e corpo per sopravvivere. Purtroppo c’è gente che deve uscire di casa – chi ha la fortuna di averla – in cerca di un lavoro, per difendere un diritto, per fare una attività produttiva.

    Vedo che questa situazione di disagio dei popoli, che non dipende dalla pandemia, ma dal sistema di governo mondiale dell’economia, è accettato con naturalezza dai grandi capitalisti e dalle categorie protette della nostra società. Vi sono alcune categorie che non devono uscire di casa come i pensionati con grossi assegni mensili. Questi si possono permettere di vivere lunghi periodi nelle loro case-fortezze a condividere le parole della signora di ferro tedesca che magari coordina un consiglio per la sicurezza italiano.

  • Mi spiace, Vincenzo, viviamo terre e vite diverse; lingue diverse parliamo. Mi sono sformato a forza di dilatarmi per comprendere. Tu sei rigido e ti replichi sempre uguale a te stesso. Buona fortuna

  • Chiedo licenza. L’articolo di Francesco Carta da cui è partito il budellone di commenti ci fornisce una serie di informazioni, almeno in un caso incompleta: quando cita Immuni ed imputa la sua non grande diffusione alla responsabilità agli Italiani [“Gli italiani hanno scaricato l’app Immuni in pochi”], dimenticando di dire che l’app non funziona con la gran parte dei cellulari in uso. Io stesso ho un iPhone 6, che non può ricevere l’upgrade richiesto per l’installazione di Immuni. Ho provato, ma se non ho l’aggiornamento 13.0. Non posso spendere 700€ per aggiornarmi e scaricare Immuni. E come me tantissimi compaesani di buona volontà ma scarsamente upgradati. Quando si organizzano queste imprese bisogna essere capaci di organizzarle. Spesso siamo buoni solo a correre a tirare fuori le persone da sotto i palazzi sbriciolati per qualche scossa di terremoto. Poi, per ricostruire, meglio chiamare i tedeschi… Ricorro, alla fin della licenza, alla buonanima di Totò: “Ma mi faccia il piacere”!

  • Non vediamo uno scenario diverso signor Francesco Carta. Tutti vedono che aumentano i contagi. Anche i ponzesi isolati dal mare e chiusi nelle loro case vedono che aumentano i contagi anche a Ponza.
    Ma i ponzesi subiscono sulla loro pelle anche altri disagi sanitari. Sembra che gli ospedali della provincia siano da evitare. Al Goretti chi arriva in elicottero rimane praticamente isolato. I parenti che accorrono dopo ore di nave, di taxi o di treno devono attendere ore per capire che succede al proprio caro. L’ospedale è presidio anti covid per cui è stato blindato.
    A Formia?
    I ponzesi evitano di curarsi, hanno paura di recarsi in ospedale ma a volte sono costretti.
    In questi giorni è morta una signora di Ponza e aspettiamo di capirne i motivi.

    Leggo un post di Simeone, consigliere regionale, uomo esperto, politico di lungo corso che ci fa un quadro desolante dell’ospedale di Formia.
    Bene i cittadini di Ponza stanno in isolamento, pagano le tasse, e aspettano di vaccinarsi e non vogliono morire.

    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1733898636779630&id=155340774635432

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