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La rinuncia di Martina alla surrogazione

di Martina Carannante

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Questo scritto e la sua pubblicazione su queste pagine sono soprattutto per il rispetto che nutro per le persone che all’epoca hanno creduto in me e per tutti coloro che ogni giorno si rammaricano per quanto accade sulla nostra cara isola.
In ogni caso la rinuncia alla surrogazione in consiglio è stata resa nota e protocollata giorno 23 luglio.

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Mi trovo qui, a mettere nero su bianco, il mio pensiero in un periodo particolare per la nostra isola perché, in questo momento, si sono venute a determinare delle condizioni che mi coinvolgono. Proprio per questo sento il dovere di scrivere e spiegare la mia posizione, forse la più scomoda tra tutte.

L’11 giugno 2017 la lista civica La Casa dei Ponzesi vinceva le elezioni sull’isola di Ponza e andava a governare con una compagine nuova, che vedeva la presenza di molti giovani. Tante le promesse ed i propositi per i futuri 5 anni, primo tra tutti quello di creare una sorta di “grande famiglia” in cui tutti, eletti e non, avrebbero collaborato e dato il proprio contribuito; ma già pochi mesi dopo questo pensiero si era affievolito per poi essere, negli anni successivi, del tutto dimenticato. Da lista civica, La casa dei Ponzesi è diventata un’accozzaglia di persone affiliate a partiti; il che per ragioni politiche si sarebbe potuto anche accettare, se, però,  almeno ci fosse stato un confronto, con una discussione interna al gruppo. Invece, il silenzio ha sempre regnato sovrano.

Ho affrontato il breve periodo, un anno e mezzo circa, di tirocinio gratuito presso l’ente comunale, come aiuto pratico sul campo, oltre che come occasione per capire qualcosa della macchina amministrativa, caratteristiche connesse al fatto che, avendo io una semplice delega più che altro rappresentativa, non potevo stare negli uffici ed effettuare un lavoro veramente incisivo. Tutto questo fra grandi polemiche da parte dell’opposizione e nessun cambiamento di statuto da parte della giunta per poter rendere realmente effettive le deleghe assegnate.

Si arriva ad oggi, ad un anno e mezzo dalla fine del mandato, nel momento in cui io, prima dei non eletti, vengo chiamata a ricoprire il posto di consigliere in sostituzione dell’ex vicesindaco, assessore con delega al turismo, La Torraca. Entrerei, quindi, quasi sullo scadere dei 5 anni, con progetti e lavori già avviati di cui non sono minimamente a conoscenza (e non per mia volontà) e che probabilmente potrei anche non condividere, oltre ad avere un tempo limitatissimo (circa un anno e mezzo) per poter attuare il mio progetto relativo all’ambito culturale.

Per tutti i motivi sopraelencati, ma soprattutto per il rispetto che porto alla mia isola e a coloro che tre anni e mezzo fa mi hanno votato, sono convinta di dover rinunciare. Ho sempre avuto le idee ben chiare.

Quando mi sono candidata volevo un’isola che camminasse sulle gambe dei giovani, che fosse pulita ed accogliente come una bomboniera, che avesse maggiori servizi per tutto l’anno, maggiormente nel periodo invernale, che vivesse una stagione turistica allungata il più possibile. Non so se fossi stata eletta tre anni e mezzo fa, quante di queste idee sarei riuscita a rendere concrete,  ma una cosa è certa: da quella sedia mi sarei alzata qualora le cose non mi fossero apparse chiare, e visto che adesso molti conti non mi tornano, decido almeno di rimanere coerente con i miei pensieri e di non occupare quel posto.
Colgo tale occasione anche per riconsegnare quella famosa delega, mai resa realmente effettiva.

Diceva Pertini: “I giovani non hanno bisogno di sermoni, ma di esempi di onestà, di coerenza ed altruismo…”, io sicuramente sono giovane, ma la massima del Presidente l’ho fatta mia.

Nota
L’immagine di copertina è stata scelta autonomamente dalla Redazione

2 commenti per La rinuncia di Martina alla surrogazione

  • Biagio Vitiello

    Cara Martina,
    ho letto con attenzione “la tua rinunzia”, e devo dire che è stata una scelta molto assennata (che tutti quelli che non hanno alcun interesse nell’amministrare, in questo frangente dovrebbero fare).
    Riguardo ai “giovani amministratori”,credevo che fossero capaci di amministrare in modo da lasciare “un segno”, ma ohimè, fino ad ora, non c’è stato nulla… (e non dico altro).
    A riguardo della tua delega (farlocca), arrivi un po’ in ritardo a rinunziare, ma meglio tardi che mai.
    E sempre a proposito di deleghe, ma il “Sandrone”, visto che da poco tempo non è in accordo con questa amministrazione, perché non rinuncia anche alla sua?

  • Sandro Vitiello

    Sandro Vitiello ha rinunciato alla sua delega e a tutti i benefit ad essa collegati.

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