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Una piccola avventura a bordo (1)

di Admeto Verde

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Pubblichiamo in due puntate un articolo su una delle navi della Span, l’Abbazia.
L’autore, Admeto Verde, è ingegnere navale e storico della navigazione.
L’articolo è stato scritto per la rivista mensile del CSTN (Centro Studi Tradizioni Nautiche) che fa capo alla sezione di Napoli della Lega Navale Italiana; sullo stesso numero, un interessante articolo su Porti e approdi delle Due Sicilie.

Copertina di un orario della “Fiumana”

L’eleganza del salone bar dell’Abbazia è sconosciuta sulle navi odierne

 

Tanto si è scritto sull’esodo delle popolazioni istriane, fiumane e giuliane in generale al termine della seconda guerra mondiale. Senza voler minimamente sminuire la tragica portata degli avvenimenti, è interessante notare che l’esodo, oltre che gli uomini, riguardò anche le navi.

La Società Anonima di Navigazione Fiumana, che aveva sede a Fiume ed era presieduta dal senatore Riccardo Gigante e diretta dal commendator Costantino Simeone, prima della guerra era assegnataria dei servizi marittimi sovvenzionati del Quarnaro e dell’Adriatico Orientale. Allo scoppio delle ostilità aveva una flotta di 15 navi, tra cui le modernissime motonavi gemelle Abbazia e Laurana, di 390 tsl, costruite nel 1939 dai locali Cantieri del Quarnaro per la linea della Riviera.
Al momento della progettazione la società aveva considerato la possibilità di dotare le due navi di impianto di propulsione «Voith-Schneider», e per questo aveva fatto provare le carene alla Vasca Navale di Roma; alla fine si optò per una convenzionale propulsione a due eliche, ma il disegno particolare della carena rimase. Di notevole interesse, anche estetico, il disegno aerodinamico del ponte di comando, col fumaiuolo «a bolide» raccordato al casotto della timoneria.

Il varo dell’Abbazia ai Cantieri del Quarnaro di Fiume nel 1939: la bottiglia di spumante si infrange sullo scafo

Tralasciando le vicende belliche, diciamo subito che le navi della Fiumana” furono abbastanza fortunate, poiché tranne la motonave Lorenzo Marcello, affondata nel 1943, tutte le altre sopravvissero, anche se alcune, catturate, navigarono sotto altre bandiere.

La motonave Abbazia, protagonista della nostra storia, fu requisita a Fiume nell’aprile 1941 e utilizzata lungo la costa dalmata per missioni di trasporto personale e materiale; in un primo momento era stata destinata a essere trasformata in nave soccorso aerei come la gemella Laurana (il materiale era già stato preparato), ma il progetto fu poi accantonato perché si era reso disponibile allo scopo il piroscafo Capri della SPAN. Nel giugno 1943 fu derequisita dalla Regia Marina e lasciò Fiume per Brindisi, dove stavolta fu requisita dal ministero delle comunicazioni per conto delle Ferrovie dello Stato. Messa in servizio lungo le coste ioniche, fu poi derequisita dalle FS il 3 settembre, per essere nuovamente requisita dalla Regia Marina, rimanendo nel settore ionico. A un certo punto fu posta, come la maggior parte delle navi italiane, sotto controllo alleato, venendo restituita all’amministrazione italiana nel giugno 1945. Finalmente l’Abbazia, che intanto era stata trasferita al compartimento marittimo di Civitavecchia, fu radiata dal ruolo del naviglio ausiliario dello stato il 16 maggio 1946, e fu restituita nelle disponibilità dell’armatore un mese dopo, quando nel frattempo era giunta a Napoli, con buona parte dell’equipaggio fiumano.

Se la “Fiumana” poté dirsi abbastanza fortunata per le navi, non lo fu per il resto. Il 3 maggio 1945 Fiume era stata invasa dagli jugoslavi, e il presidente Gigante fu catturato e fucilato; il cadavere fu gettato in una foiba. La società, che intanto aveva trasferito la sede legale a Venezia, aveva praticamente perso tutti i settori di traffico. Simeone, invece, assunse la direzione della Sidarma, altra importante compagnia di navigazione fiumana che pure, prudentemente, aveva trasferito la propria sede a Venezia.

 La motonave Abbazia nel porto d’Ischia nel 1948

La Società Partenopea di Navigazione, assuntrice dei servizi sovvenzionati dell’arcipelago Campano, si trovava in una situazione opposta a quella della Fiumana: aveva perso alcune navi in guerra (una, il Santa Lucia, con un pesante bilancio di vite umane), altre necessitavano lavori di riparazione anche notevoli, ma nel contempo aveva fretta di ripristinare in modo stabile le proprie linee.

La disponibilità dell’Abbazia era quanto di meglio si potesse auspicare in tali circostanze. Dopo essere stata derequisita il 16 giugno 1946 l’unità entrò in servizio sulla linea postale Napoli – Capri in noleggio alla SPAN, mantenendo l’ equipaggio della Fiumana. Il comandante titolare era Romano Petrani, nativo dell’isola di Cherso ma residente a Fiume. Prima della guerra era stato uno dei capitani più in vista della società, al comando delle cui navi percorreva le rotte del Quarnaro e della Riviera di Abbazia; nelle sere d’estate era lui a condurre il vaporetto nelle gite serali da Fiume denominate “Fresco in Mare”. Come primo ufficiale era imbarcato Antonio Petrani, originario di Lussinpiccolo e omonimo, nonché lontano parente del capitano Petrani. Alle dipendenze della Fiumana c’erano anche molti elementi marchigiani (originariamente dipendenti della S.A.I.M. di Ancona, una compagnia in precedenza assorbita) per cui sull’Abbazia imbarcarono anche il comandante Bilò e il direttore di macchina Giaccaglia.

Nel 1949 la proprietà dell’Abbazia passò dalla Fiumana alla società «Armanavi», che era stata costituita in precedenza a Venezia appunto con lo scopo di gestire le navi della Fiumana. L’Armanavi trasferì la sua sede a Napoli il 10 settembre 1949 e, controllata dalla SPAN, funzionò da quel giorno come sua sussidiaria risultando come proprietaria di alcune navi.

L’Abbazia diventerà una delle principali protagoniste sulle rotte del golfo di Napoli, e negli immediati anni del dopoguerra contese al piroscafo Capri il ruolo di nave ammiraglia. A bordo dell’Abbazia fu festeggiato, nel 1950, il venticinquesimo anniversario della costituzione della SPAN.

La Fiumana vide molte delle sue navi trasferirsi nel Tirreno, così nell’aprile 1947 arrivò a Napoli, in noleggio alla SPAN, anche il piroscafo Lussino (221 tsl), costruito a Lussinpiccolo nel 1912, adibito alla linea turistica Napoli – Sorrento – Capri; dopo una parentesi a noleggio della Navigazione Toscana, dall’ottobre 1947 a metà 1949, il piroscafo rientrò a Napoli e fu inserito dalla Fiumana nella trattativa per la vendita dell’Abbazia e quindi ceduto alla SPAN “a buon prezzo”.
Il Lussino, capace di trasportare 400 passeggeri in classe unica, fu accettato dal Ministero della Marina Mercantile per l’esercizio delle linee sovvenzionate, e pertanto venne posto in esercizio, registrato però in nome dell’Armanavi e da questa formalmente noleggiato alla SPAN.

 

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