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Rita Di Lorenzo non c’è più

la Redazione

Questa mattina alle 6.00, se n’è andata Rita Di Lorenzo, la mamma di Apollonia e Vincenzo Ambrosino.

Ha scelto di partire da questa terra in un periodo in cui sono vietati gli assembramenti, le visite e i funerali, e questo dispiace a chi la conosceva.

Per il saluto religioso della comunità bisognerà aspettare la fine delle restrizioni a cui siamo tutti sottoposti.
Per allora, la redazione si farà carico di comunicare l’orario e il giorno in cui ci sarà la sua commemorazione con una messa.

3 commenti per Rita Di Lorenzo non c’è più

  • Rosanna Conte

    Per diversi anni mia madre ha abitato al piano di sopra a quello dove viveva Rita con la sua famiglia ed io, quando venivo a Ponza a Natale, Pasqua e in estate, avevo con lei un contatto quotidiano.
    Sempre, gentile, disponibile, rientra nel mio immaginario come la donna ponzese di una volta. Pulita, ordinata, discreta, dedita alla famiglia.
    Quando passavo davanti alla porta della sua cucina, ed era inevitabile per accedere alla casa soprastante, il profumo delicato di quanto bolliva in pentola mi accompagnava per la ripida scala.
    La lieve tendina leggermente gonfiata dal venticello estivo, il silenzio che in quegli anni era ancora possibile sentire per la nostra isola, il borbottìo dei legumi che preannunciava il pranzo, l’apparire silenzioso e sorridente della padrona di casa hanno sempre costituito la rete di percezioni che mi legano a un mondo, un luogo ad un’età che è ormai tramontata, ma la cui dolcezza posso avvertire nel ricordo.
    E Rita è una di quelle figure, come le donne della mia famiglia che non ci sono più, che hanno contribuito a delineare il mio immaginario.
    A lei dico grazie per questo, ma anche per la sua pazienza verso i miei figli, che erano tre piccole pesti, e verso di me, che usufruivo a qualsiasi ora del suo telefono per poter comunicare con mio marito.
    Quando penso alla grazia che arricchisce l’interiorità di una donna, penso anche a lei, al suo entrare con delicatezza nelle relazioni con gli altri e alla serenità che riusciva a comunicarmi in un periodo della mia vita in cui la gioventù cozzava con responsabilità precoci generando insofferenza.
    Cara Rita, mi dispiace non averti cercata negli ultimi anni per parlare ancora con te, anche se ho sempre chiesto tue notizie ad Apollonia e Alfonsino, e mi dispiace non esserci per salutarti nel momento dell’ultimo viaggio.
    Per andartene hai scelto il momento più appropriato al tuo modo di essere: i divieti a cui siamo costretti ti consentono di partire in punta di piedi così come hai vissuto.
    Buon viaggio.

  • Luisa Guarino

    Anche la mia abitazione sulla Dragonara è a un passo da quella dove per parecchio tempo hanno vissuto Rita, il marito e i figli Apollonia e Vincenzo. Non eravamo comunicanti come Rosanna e famiglia, però ci si incontrava lo stesso. E poi si condivideva il reciproco vivere quotidiano, come spesso succede nelle case di Ponza, incastrate l’una dentro l’altra. Negli anni della maturità l’ho incontrata sempre nei primi banchi della chiesa, insieme alle amiche che frequentavano assiduamente le diverse funzioni religiose. Sempre affabile, sorridente e cordiale. Quei banchi si sono ormai spopolati: e alle dipartite più recenti, Adele Conte, zia Rosaria Zecca, si aggiunge ora anche quella di Rita. Ci mancherà, ma il nostro pensiero è vicino a lei e ai suoi cari. Un abbraccio affettuoso e la più sentita vicinanza a Apollonia e Vincenzo, e alle loro famiglie.

  • silverio lamonica1

    Ricordo con tanto affetto e stima Rita Di Lorenzo che, come ha precisato Rosanna, ha abitato in Via Dragonara nella casa a pian terreno, dell’abitazione mia dimora attuale. Al carissimo amico Vincenzo e famiglia le condoglianze più sentite da parte mia, Anna Maria, Fausto e Silvia.

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