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Rosaria Zecca – ‘zia Rosaria’ – ci ha lasciati

di Sandro Russo

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Apprendiamo che durante la notte è venuta a mancare, presso l’ospedale di Latina dove era ricoverata, Rosaria Zecca, per tutti “zia Rosaria”, di 96 anni; vi era stata trasferita, in elicottero da Ponza, lo scorso 9 gennaio, per una frattura di femore.
Era l’ultima delle sorelle e fratelli “Zecca”, dopo Peppino, Olga, Elio, Giovanna e Biagino. Tutti scomparsi.

Notizie ulteriori saranno comunicate in seguito.


Aggiornamento del 30.01, h. 20.
Possiamo ora comunicare il programma successivo.
Le spoglie di zia Rosaria arriveranno a Ponza domani, venerdì 31, con il piroscafo della sera; successiva veglia di preghiera in chiesa.
Il giorno successivo, sabato 1° febbraio alle ore 12, la Santa Messa e l’accompagnamento al Cimitero.

3 commenti per Rosaria Zecca – ‘zia Rosaria’ – ci ha lasciati

  • Enzo Di Fazio

    E così l’ultima delle sorelle e dei fratelli Zecca se n’è andata. Zia Rosaria, come ormai tutti la chiamavano e conoscevano, si era trasferita da tempo dalla casa sulla Via Nuova ad una piccola abitazione agli inizi di corso Umberto I. Lo aveva fatto probabilmente perchè spinta dalla perdita della speditezza nel camminare, caratteristica – che molti ricorderanno – comune a tutti i fratelli Zecca, ma anche dall’esigenza di essere più vicina al porto, ai servizi e soprattutto alla chiesa che amava frequentare. Così, se passavi per corso Umberto, la trovavi, fino a qualche tempo fa, seduta su una sedia al di là del vetro della porta che dava sulla strada, in compagnia spesso di santini, del rosario e di un televisore quasi sempre sintonizzato sulle trasmissioni religiose con il volume altissimo per via dei problemi di udito che aveva.
    Zia Rosaria mi era un po’ parente per essere cugina a mio padre. La mia nonna paterna, Teresina Zecca e il suo papà, Ciccillo, erano sorella e fratello.
    Quando passavo per corso Umberto e la notavo oltre l’uscio della casa mi fermavo sempre a salutarla e a scambiare qualche chiacchiera. Era l’occasione per parlare dei parenti e dei tempi passati. Negli ultimi anni, sapendo dei contatti che avevo con Sandro per via del sito, quando ci incontravamo mi chiedeva sempre anche di lui.
    Una volta ricordo che la incrociai su quella via a braccetto con una paesana mentre tornava dalla messa.
    Bongiorno zi’ Rosaria” le dissi mentre le andavo incontro e lei, socchiudendo gli occhi, arricciando la fronte e guardandomi con sospetto mi domandò “E tu chi si”. “So’ Enzo, Enzo Di Fazio, ‘u figlie i Tatonne”
    ‘U maronna mie, scuseme Enzo…” quasi mortificata. E per farsi perdonare “viene accà, fatte da’ nu vase”.
    Assieme a questo breve ricordo le condoglianze mie e di tutta la Redazione all’amico e collega Sandro e a tutti gli altri numerosi nipoti e parenti.

  • Luisa Guarino

    Essendo io e mio fratello Silverio cresciuti insieme a Franco e Sandro, considero zia Rosaria davvero una zia mia, fin da quando era una giovane donna e viveva con la sorella Olga e i genitori sulla Via Nuova. Prima però di trasferirsi da quell’abitazione a quella di Corso Umberto dove abitava ora, Rosaria aveva vissuto per diversi anni in Via Corridoio, da dove aveva una magnifica vista sul porto. E’ stato allora che i nipoti le hanno regalato una targa in ceramica con su scritto “Zia Rosaria Zecca”: basta la parola, che ora spicca all’inizio di Corso Umberto. E credo sia giusto e bello che essa la segua anche nella sua ultima dimora, in quel cimitero sempre più affollato di persone care che hanno reso più ricca e piacevole la nostra esistenza. Zia Rosaria, simpatica, schietta, affettuosa, sfiziosa, è certamente una di queste. Mi piace ricordarla con un simpatico aneddoto, che mi viene spesso alla mente, con un sorriso. Nel 2000 andammo con due barche a trascorrere una giornata a Zannone, con discesa nella zona del faro, escursione e arrivo dalla parte opposta, sosta davanti a una spiaggia, immersioni varie. Tutti i partecipanti, vuoi con la scusa dei tuffi, vuoi con la complicità di un cespuglio, nell’arco della giornata abbiamo espletato quelli che si definiscono “bisogni fisiologici”. Tutti tranne zia Rosaria: che tenuta, ragazzi. Però la cosa si spiega facilmente: all’epoca era giovane, aveva solo 76 anni!
    Arrivederci, piccola, grandissima zia di tutti noi.

  • Luigi Dies

    Un abbraccio a Sandro e a tutta la famiglia Zecca.
    Luigi Dies

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