Un articolo letto qualche tempo fa e messo da parte per tempi migliori; è uscito fuori di sua iniziativa (!) qualche giorno fa e mi ha chiesto di essere riletto e aggiornato. L’ho legato al mio vissuto attuale ed ho scelto di associarci un video ad hoc. Sono contenta del risultato. Mi pare degno di essere partecipato ai cultori della “Canzone per la domenica”, anzi, a tutti i lettori di Ponzaracconta.
La luce di Rosalia
di Corrado Antonini – Da www.doppiozero.com del 25 dicembre 2025
“Meglio accendere una candela che maledire l’oscurità”. La massima, attribuita a Confucio, è da sempre il motto di Amnesty International, e quella candela, pur se avvolta nel filo spinato, brilla da più di sessant’anni. Alla necessità di mitigare l’oscurità ha fatto riferimento di recente anche Zohran Mamdani nel primo discorso ufficiale da sindaco di New York, rivolgendosi non soltanto ai cittadini della Grande Mela, ma all’America tutta: “in questo momento di oscurità politica, New York sarà la luce”.
Su un piano retorico meno esposto ho pure registrato una dichiarazione della cantante Carmen Consoli in occasione della presentazione del suo ultimo disco Amuri luci: “La luce è la conoscenza, la verità, la bellezza. E anche questo, come l’amore, ahimè, non è nell’agenda dei nostri governanti”.
Il disco di Carmen Consoli è solo uno dei tanti progetti musicali apparsi negli ultimi mesi che sentono la necessità di evocare l’accensione e la tutela di una fonte luminosa.
[…]
N.B.
L’articolo di Corrado Antonini, da www.doppiozero.com del 25 dicembre 2025 analizza compiutamente l’ultimo lavoro della cantante catalana Rosalia, dal titolo Lux e cita altre produzioni musicali centrate sulla luce. Ne abbiamo tratto ispirazione per la parte che riguarda Amuri Luci, l’ultimo disco di Carmen Consoli.
Per chi volesse completarne la lettura, l’articolo completo, anche corredato da belle foto, è disponibile in file .pdf in fondo a questo articolo, .
Luce e buio
di Teresa Denurra
Sono passati alcuni mesi dalla prima lettura dell’articolo di questo articolo, ma rimane del tutto attuale. Provo a fermarmi solo un po’ su qualcosa che viene detto.
“Meglio accendere una candela che maledire l’oscurità”. Ecco, non sapevo che la frase-motto di Amnesty International provenisse da Confucio. Amnesty International, a me tanto cara – chi mi conosce lo sa- e quando sono andata in pensione niente regali, ma donazioni all’Associazione.
Penso a quella candela che fa luce e associa il filo spinato: perché ora più che mai la luce della storia è debole come una candela che rischia di spegnersi al primo soffio di vento mentre cerca, faticosamente, di vedere chiaro sul buio della violenza umana, e sottolineo umana, perché è Homo sapiens l’artefice di tante atrocità, non i felini, per fare giusto un esempio, che mettono in atto la loro connaturata violenza solo per rispondere a ineludibili bisogni primari.
Non si può dimenticare, solo per citare una delle cause in cui è stata in prima linea, come e quanto Amnesty si è spesa nella terribile vicenda di Giulio Regeni, ancora senza conclusione; ricordate Paola Deffendi, la mamma di Giulio? Aveva detto che era riuscita a riconoscere il figlio in quel corpo massacrato dalle torture solo dalla punta del naso e in quel momento aveva visto “tutto il male del mondo”. La candela e la luce di Amnesty c’erano.
La luce e il filo spinato perché quella candela fa fatica a rimanere accesa mentre il filo spinato delle barriere fisiche e mentali alla libertà umana è sempre più presente ovunque, portatore di un messaggio di non inclusione, di violenza, di morte.
Luce e buio: il buio in una placida notte sul mare può essere un elemento di pace, bellezza e serenità, il buio in una cella o in un rifugio per proteggersi dalle bombe che cadono è solo angoscia senza scampo. Bene l’articolo riporta le parole di Carmen Consoli in occasione della presentazione del suo disco, bello e intenso, Amuri luci (letteralmente amore luce, che si presta alla doppia lettura, l’amore è luce, ma anche l’amore per la verità): “La luce è la conoscenza, la verità, la bellezza”. Il buio, aggiungo io, può essere solitudine, perdita di libertà, violenza e morte. Su tutto questo buio bisogna accendere candele, anche se sono avvolte dal filo spinato: meglio che il filo ci sia per non perdere di vista tutta la violenza su cui deve passare la luce per aprirsi la strada ad un futuro che possa essere diverso da questo orribile presente.
Molti artisti hanno in questo periodo storico composto sul tema della luce: forse perché è un bisogno forte.
Tra tutti gli artisti quelli citati nell’articolo di Corrado Antonini, scelgo proprio Carmen Consoli.
Da YouTube, qui di seguito il link al brano Amuri luci, dal vivo :
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Amuri luci
[Strofa 1]
‘Nta cuntrada e Munacheddi s’addumavanu li luci
I picurari aveunu lu cielu sutta e peri
Tra li petri e ‘mmezzu all’erba, finu a sutta li sdirupi, iddi danzavunu filici
’Nta ‘ddi notti senza luna u scuru nni manciava i passi
E ‘ddi stidduzzi cu li ali arraccamavunu sinteri
‘Nta ‘ddi notti senza luna, iu e me frati ‘mmenzu a campi sulitari
Nni sitevumu ranni
[Ritornello 1]
Amuri luci
‘Nta ‘ddi notti senza tempu
Amuri luci
’U’nni putìa firmari cchiù lu scantu
Amuri luci
Giuvanni, isamula ‘sta vuci
[Strofa 2]
Supra i viali annìati ’i chioggia
A luci griggia di ‘na lampa fatigata illumina l’asfaltu sutta e peri
‘Nta ’sta notti longa e senza tempu
A luci vera non na pò purtari arrè lu ventu
Quanti animi vacanti ca ti venunu a truvari
A sinsazioni di sintiriti chiamari è forti
Impastatu cu lu sangu scurri ‘u chiantu di to matri
E tu ricogghi strati strati ancora pezzi di to frati
[Ritornello 2]
Amuri luci
Pi nun dimenticari ‘nzoccu semu
Amuri luci
E nun nni fa trimari mancu ‘u ‘nfernu
Amuri luci
Finchì n’arresta ‘nfilu i vuci
[Ritornello 2]
Amuri luci
Pi nun dimenticari ‘nzoccu semu
Amuri luci
E nun nni fa trimari mancu ‘u ‘nfernu
Amuri luci
Finchì n’arresta ‘nfilu i vuci
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La luce di Rosalia. Corrado Antonini. Doppiozero.pdf









