Faro della Guardia

Il faro del Faraglione della Guardia, il mio assillo sulla sua destinazione

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di Biagio Vitiello

Premetto che io al faro della Guardia ci sono nato, in quanto figlio del “fanalista” Vitiello Filippo di Biagio (classe 1907) che questo faro lo ha avuto sempre nel cuore e nei pensieri; non fosse altro che per avervi prestato servizio per un totale di diciotto anni. I miei ricordi e gli episodi della mia infanzia che hanno avuto come teatro il faro sono tanti, e più di qualcuno è stato raccontato su questo sito.

Alcuni anni fa è stato emanato, da parte dell’Agenzia del Demanio e Difesa Servizi S.p.a. un progetto chiamato “Valore Paese-Fari”, con lo scopo di valorizzare molti fari italiani e recuperarli, senza snaturarli, per renderli fruibili e accessibili, mantenendone il valore storico e paesaggistico,.
Lo scopo era di coinvolgere sia il pubblico che i privati nella riparazione di questi beni e restituirli alla collettività.

La valorizzazione dei fari implica il recupero e riuso:

  • Essa è un adattamento per destinare i fari ad un uso compatibile con la loro natura ed il contesto territoriale;
  • deve avere un impatto positivo sulla economia locale e creare opportunità di sviluppo del territorio, anche attraverso operatori locali;
  • Il coinvolgimento della comunità è un aspetto chiave della valorizzazione per la fruizione pubblica; esso mira a rendere i fari accessibili e fruibili da tutti, promovendo la conoscenza e la consapevolezza del loro valore.

La fruizione pubblica dei fari prevede:

  • L’accessibilità, in modo da trasformarli in luoghi di interesse culturale, ricreativo e turistico.
  • la conoscenza e la diffusione di informazioni, come pure la promozione del loro patrimonio storico, culturale e paesaggistico.

La riqualificazione dei fari deve portare a benefici per il territorio circostante ,sia economici che sociali, creando nuove opportunità di lavoro e promovendo lo sviluppo locale.

In sintesi, la normativa che riguarda detti beni dati in concessione, prevede la valorizzazione e la fruizione pubblica, mirando a preservare e promuovere il valore di questi beni, rendendoli parte integrante della vita culturale e sociale del territorio.
Questo è quanto propone il progetto “Valore Paese-Fari”.

Recentemente su un articolo di stampa relativo al faro della Guardia, riportato su questo sito, leggi qui – viene citata la società che si è aggiudicato la concessione dell’immobile, e la sua intenzione di farne un albergo a cinque stelle, con pista per elicotteri, piscine e sala teatrale o di musica nel giardino attiguo al faro.

Mi chiedo se e in che modo questo progetto rispetti il disciplinare imposto dall’Agenzia e Difesa Servizi S.p.a.
Mi pongo anche altre domande:
– è possibile stravolgere questo luogo con un tale cambio di destinazione d’uso, in una zona ad alto valore paesaggistico, interessata dal PAI, dai siti SIC e ZPS riconosciuti dalla Comunità Europea?
– Inoltre, nel vetusto Piano Regolatore del Comune di Ponza, la zona è “Serbatoio Biogenetico”, in cui non è prevista antropizzazione di sorta, per non arrecare disturbo alla fauna e flora.

Se non ricordo male, Ponza fa parte della “Rete Natura 2000”, un insieme di aree protette, istituito per preservare gli habitat naturali e specie di fauna e flora minacciate da estinzione, o rare, a livello comunitario.

In particolare la nostra isola è inclusa nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) IT 60400019 – Isola di Ponza, Palmarola, Zannone, Ventotene e Santo Stefano. Inoltre vi sono previsti diversi Siti di Importanza Comunitaria  (SIC) IT6000016 (fondali circostanti l’isola di Ponza) [cfr. cartine in fondo a questo articolo].
L’obiettivo  che si prefigge questa direttiva  è tutelare la biodiversità e gli ecosistemi naturali.

Mi chiedo in che modo si è pensato di risolvere le problematiche dell’accessibilità via terra al faro stesso e se il Comune di Ponza ha un ruolo nell’indirizzare o condizionare il Progetto.
Concludo chiedendo un incontro o un comunicato ufficiale da parte della New Fari srl, eventualmente attraverso il suo Amministratore Delegato, per conoscere i termini dettagliati dell’intervento.


Appendice e Allegati

Accludo le cartine relative all’inserimento del bene in questione in precedenti normative e limitazioni

Elenco_completo_SIC-ZSC_dicembre 2024

NATURA 2000 – STANDARD DATA FORM

Zone SIC. Ponza


Zone ZPS. Isole Ponziane

 

 

1 Comment

1 Comment

  1. Silverio Tomeo

    24 Luglio 2025 at 16:11

    Bisogna, se si fa in tempo, ricorrere al TAR… Si tratta di un bene storico e pubblico…

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