Archivio

Considerazioni dopo la serata del 24 agosto

image_print

di Rosanna Conte

.

Ieri c’è stata la cerimonia pubblica che per l’inaugurazione del murale a maiolica dedicato a Sandro Pertini con interventi del sindaco Francesco Ambrosino, di Antonio De Luca e di Umberto Migliaccio.

C’è stata una ricca partecipazione di ponzesi residenti e non, ma anche di alcuni turisti.

Pertini è stato il presidente più amato dagli italiani per la sua forte carica di autenticità che trasmetteva con immediatezza e simpatia a tutti. Forgiato da una vita in cui la fedeltà ai valori di libertà, giustizia sociale, partecipazione civile, difesa del più debole e solidarietà gli ha imposto dure rinunce, non lasciava margini di incertezze nelle sue scelte, sempre pronto a pagare personalmente nella dura lotta per la loro affermazione.

Fra i circa duemila confinati passati per Ponza fra il 1928 e il 1939, è quello più ricordato dai ponzesi, e grazie all’incessante pressione di Antonio De Luca nel chiedere alla famiglia dell’avvocato Luigi Sandolo la disponibilità a pubblicare il carteggio fra questi e Pertini, ieri sera l’accostamento alla sua figura è avvenuta anche attraverso documenti.

Il taglio storico è stato affidato a Umberto Migliaccio che ha sottolineato come l’evento debba essere il primo di una serie di momenti di riconoscimento pubblico di quei personaggi che, passati per la colonia confinaria di Ponza, hanno fatto, come Pertini, la storia del nostro paese stilando la sua costituzione democratica.

Indubbiamente, la capacità narrativa di Antonio De Luca, che abbiamo sempre apprezzato, ne favorisce la proiezione oltre l’aspetto storico, ma questa è la cifra della società contemporanea in cui qualunque conoscenza che richiede ragionamenti, necessita di un racconto accattivante, altrimenti viene tralasciata dalla massa.

Può sembrare una critica, ma non lo è. La narrazione è la più antica forma culturale che l’umanità ha inventato per tramandare le conoscenze e attraverso essa sono nati i miti e sono giunte a noi notizie del mondo antico, notizie che non sono storiche, ma che possono suggerire alla Storia, all’Antropologia, alla Geografia e così via dei percorsi di indagine da battere. Quindi sono preziosi alleati di chi vuole ricostruire il mondo antico.

È però fondamentale distinguerli dalla realtà. Ad esempio, Eea è il nome mitico di un’isola dove abitava la mitica maga Circe. Non abbiamo conferme storiche che fosse Ponza o il Circeo o addirittura altre isole a seconda delle spiegazioni scelte e sarebbe oltremodo azzardato pensare per il futuro di recuperarlo per utilizzarlo oggi come viene prospettato dalla relazione della Commissione Toponomastica il cui operato è stato approvato dalla Giunta.

Siamo comunque convinti che siano azioni positive il canto dei poeti, se serve a suscitare emozioni che abbiano ricadute di crescita sulla comunità, come l’apposizione di targhe e murali che contribuiscono a mantenere il ricordo.

Si spera che non restino momenti effimeri, ma che mettano in moto la curiosità per andare oltre, arrivare alla radice del meccanismo che suscita i sentimenti e iniziare a riflettere.
E’ pur vero che i sentimenti sono fondamentali, ma non possono essere l’unico motore delle azioni umane: accanto ad esse è necessario il pensiero.

Le persone che il Centro Studi e Documentazione Isole Ponziane-APS ha accompagnato lungo il percorso delle strade del confino, e non ultimo il gruppo arrivato col Viaggio della memoria a maggio, hanno sempre rilevato con meraviglia e con tono interrogativo l’assenza di tracce visibili di memoria come sono le mattonelle dedicate a personaggi di importanza nazionale. Si sperava di iniziare a rendere operativo un simile progetto in concomitanza con la nuova toponomastica, ma quella appena approvata ha incluso solo Pertini.

Il Centro si farà comunque carico di mantenere vivo questo discorso per evitare che l’oblio faccia slittare anche le indicazioni sicure, come è successo con Antonio Winspeare, guida morale dei nostri antenati, colui che ha mediato col potere politico in loro difesa, l’ingegnere del centro urbano della nostra isola costituito dal molo, dalle banchine, da costruzioni come l’attuale comune, la chiesa di S. Silverio e S. Domitilla, la chiesa del cimitero, le opere di canalizzazione delle acque, il faro della Madonna, il Lanternino.
Il suo nome, finora presente esclusivamente in un pub, è stato affidato a una località estranea ai suoi interventi,  la banchina nuova costruita nel secondo dopoguerra, spezzando così il legame fra il luogo e la persona.

Speravamo che la toponomastica riuscisse ad avere quella valenza memoriale forte di cui la nostra isola ha bisogno.
Per ora ci dobbiamo accontentare, grazie all’impegno di Antonio De Luca, della cerimonia di ieri.

To Top