Lontano da Ponza

Ponzese americano?

di Francesco De Luca 

Si chiama Franco Mazzella ed è tornato a Ponza dopo un’assenza di 20 anni circa.  Da New York, America.
Ce ne sono ancora di queste storie! Emigrato a 14 anni, sbarcò nel Bronx, e da lì non si è più allontanato.
Ponzese americano, ma oggi americano-ponzese, l’isola non la riconosce più.
I luoghi sì ma l’andamento della vita lo trova sconcertato. Ma non privo di parole, perché vuole parlare, vuole dire, vuole narrare.

Ci passa accanto Patalano, suo compagno di età e di giochi. In due s’ avvicinano ai 200 anni e lui ricorda uno scherzo d’infanzia fatto all’amico.
Quando riuscirono a farsi dare per un breve tempo una barchetta da ’a Culera, la mamma del povero Peppe. Con questa andarono presso gli scogli di Sant’Antonio, si denudarono e fecero il bagno. Erano in tre. Si denudarono perché erano privi di costume e occorreva tornassero a casa asciutti. Patalano si attardava a salire in barca, quando si avvicinò cominciarono a gettargli in faccia spruzzi perché volevano che arrivasse a riva a nuoto. Così, per dispetto. Il gioco vedeva l’utilizzo di uno  stagnariello che sfuggì di mano e colpì Patalano sul viso, tagliandogli la faccia.
– È vero? – chiedo.
– I’ nun m’u ricordo – risponde lui.
– Ma come… eri tutto insanguinato e non te lo ricordi?
– Nun m’u ricordo… ti dico… – ribatte Patalano.

Franco ci tiene a ribadire che, nonostante l’età, ancora lavora. Fa il dirigente nell’impresa di trasporto-merci, che lo vide dipendente autista. Oggi non guida più, ma manda i camion per tutta New York.
Passa Giovanni Ronca (illustre emigrato ponzese).
– Ué… cumpagno’… – lo apostrofa Franco che da adolescente ha lavorato come Giovanni, nello stesso quartiere, in una pizzeria, prima come dipendente e poi come proprietario.
Ora la pizzeria la gestisce sua figlia.
È parente di Tonino Cortese (altro emerito emigrante), anche lui ponzese-americano.
– Ma Tonino – dico – viene tutti gli anni… tu invece…”
– Io non potevo venire perché mia moglie soffriva l’aereo. Adesso, sono alcuni mesi che è morta… e allora sono più libero…

E’ venuto in occasione della festa di san Silverio, anche se non mi pare un devoto bigotto. No, Franco non ha l’aria degli emigrati tradizionali. Voglio dire che non appare ancorato al passato in modo viscerale. Gli è rimasta soltanto qualche prevenzione sui ‘neri’, e qualche predilezione per Trump… ma a questo è meglio non dare importanza perché…
– Tu campi qua  – mi dice – ma per sapere bene le cose, dovresti vivere là.

Starà a Ponza fino ad agosto e spero di rincontrarlo ancora per estrargli qualche aneddoto saporito.
Mi è parso decisamente più americano che ponzese.

 

Nota
L’immagine di copertina, scelta dalla Redazione, è ripresa da un precedente articolo di Francesco De Luca sugli americani di ritorno: Se questa è l’America, del luglio 2018

 

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