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E’ scomparsa Anna Guarino

a cura della Redazione

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Così anche Anna Guarino non c’è più! Se n’è andata una domenica mattina senza far rumore e lasciando i vicini senza il suo canto. Era figlia di Amedeo Guarino, colui che aveva aperto il ristorante l’Aragosta, e aveva sposato Ciccillo D’Arco.
Ai figli Sergio, Silvio, Sandro e alle nipoti vanno le nostre sentite condoglianze.

Le foto fanno parte dell’archivio fotografico di Giovanni Pacifico (NdR).

2 commenti per E’ scomparsa Anna Guarino

  • Luisa Guarino

    Fino a qualche anno fa Nina (io e le mie cugine l’abbiamo sempre chiamata così) passava molte ore del mattino a mettere ordine tra i tavoli del suo ristorante, l’Aragosta, dove, come faceva anche suo padre Amedeo, spesso puliva la verdura o le lenticchie. Per me che sono nata e cresciuta tra Parata e Piazza Pisacane, era un’istituzione. E il legame di simpatia e affetto si è rafforzato con il tempo: mi fermavo sempre a parlare con lei, e la sentivo spesso cantare, con quella voce cristallina a dispetto degli anni. Ultimamente, con qualche acciacco in più, si era trasferita all’ingresso posteriore della sua casa, ‘dietro il Comandante’, dove pure passavano tante persone che si intrattenevano volentieri con lei. E anche lì cantava: ho rivisto proprio ieri un brevissimo video in cui cesella “Chitarra romana” insieme a mia cugina Maria. Inoltre accudiva tutti i gatti dei dintorni, un altro particolare che me la faceva amare. L’ho vista l’ultima volta l’estate scorsa: ora passerò ‘dietro il Comandante’ e lei non ci sarà. Ma se Lassù c’è un coro come si deve, so già come figurarmela.

  • Maddy Del Ponte

    Che bella persona Anna! Compagna perfetta di mille viaggi che abbiamo fatto insieme. Ricorderò per sempre la sua dolcezza e soprattutto la sua bontà… mi ricordava tanto la mia mamma… nei modi, nel parlare, nel raccontare. Dividevo con lei, pur avendo tanti di anni di differenza, oltre alla passione per i viaggi, anche quella per i gatti e soprattutto per la musica.
    E a proposito di viaggi, durante quello in Turchia improvvisammo un ‘O sole mio tra i vicoli di una casba e grande fu la sorpresa di quanti ci applaudirono. E poi come dimenticare quando in Marocco l’ho portata tra le dune del deserto in sella ad un quoad.
    Mi mancherai Anna… non ti dimenticherò mai.

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