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Siamo in zona rossa

la Redazione

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Da lunedì 15 marzo anche il Lazio è in zona rossa

Foto Ansa

I numeri sempre peggiori della cosiddetta terza fase della pandemia hanno portato il governo a decretare il passaggio in zona rossa di altre regioni italiane portando il numero di queste a dieci.

C’è anche il Lazio, che passa direttamente da giallo a rosso.

Cosa significa questo per Ponza in particolare.

Possibilità di movimento

Non si può più uscire di casa se non per andare a lavorare, per motivi di salute, per andare a fare la spesa di prodotti alimentari, farmaci, sigarette e giornali. Niente altro; anche i parrucchieri e i barbieri rimangono chiusi.

Si può andare a casa di parenti o di persone con problemi di salute, al massimo una volta al giorno, non più di due persone, accompagnate eventualmente da minori di quattordici anni.

Si può raggiungere la seconda casa, anche fuori dai confini regionali.

Sempre muniti di autocertificazione.

Acquisto e consumo di bevande o cibi già cotti

I bar e ristoranti non possono servire clienti che consumano al loro interno o nelle immediate vicinanze.

Si può fare asporto o consegna a domicilio di cibo e bevande dalle ore cinque di mattina fino alle ore ventidue.

I bar che non hanno cucina fino alle ore 18.

Consegna a domicilio senza limiti di orario.

Attività fisica

Si può uscire esclusivamente da soli, in prossimità della propria abitazione. Palestre e piscine rigorosamente chiuse.

Scuole e istruzione

Tutto con didattica a distanza

Cinema, teatri e luoghi di cultura

Tutto chiuso

Parrocchie e luoghi di culto

Aperti con rispetto rigoroso del distanziamento

Ricordiamo che chi sarà trovato a non rispettare quanto prescritto rischia una ammenda da 400 a 3.000 euro.

Nei giorni della Pasqua – 3, 4 e 5 aprile – tutta l’Italia sarà zona rossa.

Rimane comunque l’obbligo della mascherina all’aperto, nei luoghi al chiuso o sui mezzi pubblici.

Rimane l’invito ad aerare abbondantemente i luoghi dove ci può essere presenza di più persone, come i negozi alimentari.

Oltre che controllare la temperatura è opportuno dotare l’ingresso delle attività commerciali con dispenser di soluzione disinfettante.

E’ meglio lasciare fuori dalle abitazioni private le scarpe usate e lavarsi le mani appena rientrati in casa.

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