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u-13 foto-04 v4-14a-bis corrida sl372205 Camera principale delle grotte di Pilato

‘U viento nun se fa afferra’

di Francesco De Luca

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Un po’ di ginnastica mentale ed emotiva, in estate, più liberi nei movimenti, più disposti a spensieratezze. Presento perciò questo verso: ‘u viento nun se fa afferra’, tradotto: il vento non si fa prendere, catturare. Cosa farci? Beh… a pensarci bene… cosa potrebbe significare? Sì… l’esperienza insegna a tutti che il vento, per la sua inconsistenza, è difficile imbrigliarlo, specie se dotato di forza. Questo la fisica ce lo chiarisce. Ma se si attribuisce al vento il significato… mettiamo… di passione? In questo caso il verso acclara quanto sia arduo costringere il sentimento passionale in una gabbia preordinata. La passione… amorosa, mettiamo… frange ogni costruzione. Lasciata libera di esternarsi non c’è barriera fisica che la costringa. La letteratura ci illustra esempi luminosi di passioni amorose che hanno frantumato odi, divisioni, tabù, lontananze, diversità pur di appagare la loro pulsione.

La passione amorosa sì… ma anche quella politica, quella sociale. Il nostro Risorgimento è illuminato da personalità e da eventi che nell’amor patrio hanno fatto brillare la loro vita.

‘U viento nun se fa afferra’… deve potersi espandere, agitare, prendersi il proprio sfogo. Ne siamo tutti convinti oggi. Dopo secoli di lotta al sopruso politico, sociale, economico la civiltà occidentale ha imposto nella Storia il valore della libera espressione. Contro  ogni gabbia. Che prima era imperiale, poi, papale, poi coloniale, statalista, e poi… populista. Oggi è populista. E corre sulle onde di internet, delle immagini, delle bugie mediatiche, degli slogan. Tutto per mettere ostacoli al libero pensiero, alla critica, al personale intendimento.

Dopo secoli di lotta dei servi della gleba, dei neri, dei proletari, degli  ‘ultimi’  ancora oggi c’è chi promulga leggi per impedire alle singole persone di manifestare dissenso, di dissentire da chi detiene (anche legittimamente) il potere.

Mi fermo qui per lasciare il campo a voi, lettori, di dare un volto concettuale al vento, e di vederne l’agitato impeto sbattere contro chi ‘u vo’ afferra’.

Questo il gioco… a voi la palla…

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