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Quattro amici a briscola

di Francesco De Luca

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Siedono al tavolino fuori al bar. Sono legati da amicizia da tempo. Si frequentano poco nell’anno perché ognuno vive lontano da Ponza. Legati all’isola ma lontani. In estate, drogati dall’ambiente amico, affrontano i grandi problemi dell’umanità, con disinvoltura, ogni mattino. Sono stati funzionari dello stato, imprenditori, pescatori, emigranti. Oggi pensionati.

Ripetono le scene viste al Tripoli: Maurino, Amedeo ‘u barbiere, Giuliano, Ninotto.

Dice uno: mi arrendo all’incombenza: la politica ponzese non riesce a instradarsi su binari di lodevole trasparenza. Saranno i miei occhi che con l’età stanno perdendo profondità, ma il cammino che la vita ponzese ha intrapreso lo vedo farraginoso, impacciato. A causa dell’opera e delle intenzioni degli amministratori (maggioranza e minoranza).

Anche io (dice il secondo) mi arrendo all’evidenza: non mi appare possibile un discorso politico di caratura. Nonostante le sollecitazioni, gli appelli e le impellenze, il discorso politico stenta a decollare. La pressione dell’attualità, poi, instilla motivi di indecisione e di scompostezza tali che si è perso per strada “l’ideale che accomuna e che infervora”, a vantaggio dell’interesse privato, più a buon mercato e più immediato.

(Il terzo) – Sono alla resa pure io. Da quanto vedo si irrobustisce il pensiero che il metro di giudizio discriminante per la selezione dei politici è la condotta morale. Lo so che questa strada, di solito, non è la più idonea per valutare i comportamenti politici, giacché i livelli operativi sono a diversa levatura, ma io penso che l’attualità spinga a tralasciare i fattori più prettamente sociali. Quello a cui assistiamo a tutti i livelli della vita pubblica (in America, in Turchia, in Gran Bretagna, in Polonia, in Italia) dimostra come l’aspetto personale dell’uomo politico sia prevalente, oggi, su quello del Bene Comune. Le battaglie, le prese di posizione, gli annunci, le scelte sono tutte dettate da scelte private.

E allora? (interviene il quarto). Allora  è la personalità privata che va conosciuta, analizzata e scelta. Oggi è così. Il momento attuale è troppo intasato da personalismi per improntare l’analisi dei comportamenti politici su criteri di avvedutezza e acume politico. Assisteremo fra poco ad arrembaggi di ditte, imprese, associazioni, confraternite, sui fondi europei. Sta per arrivare l’occasione buona per i maneggioni, per i compari. A livello europeo, nazionale, regionale, provinciale, locale.

Chi ci salverà? (il terzo) – Nessuno. Potremo salvarci da soli, mantenendoci lontano da chi vuole impastoiarci in traffici, in progetti utilitaristici. Seguiamo l’istinto dei nostri padri: la nostra identità, il nostro passato, la nostra isola, la nostra comunità. Conservazione, noi e l’ambiente circostante.

(Il quarto) – E’ come dire che dobbiamo stare in trincea. Allerti e vigili. Chesta è ‘na quarantena can nun fenesce maie !

(Il primo) – Signo’, facce perde ‘a capa ma no ‘a vista..! – e con gli occhi indirizza gli sguardi di tutti su quella bella signora che ondeggia il fisico a beneficio di tutti.

 

Nota della Redazione: l’immagine di apertura riproduce una litografia di Renato Guttuso. Titolo dell’opera: discussione politica

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