Arte

La scomparsa di Robert James Waller, autore de “I ponti di Madison County”. Il libro, il film

proposto da Sandro Russo

 

Ho letto sul giornale di ieri la notizia della morte, a 78 anni, di Robert James Waller, l’autore de “I ponti di Madison County”. Un libro che solo chi non ha mai ‘lasciato’ e non è mai ‘stato lasciato’ può permettersi di ignorare.

I ponti di Madison County è un romanzo del 1992 di Robert James Waller: uno dei best seller del XX secolo, con 50 milioni di copie vendute nel mondo.
Narra la storia di una donna sposata di origine italiana Francesca Johnson – rimasta sola per qualche giorno a causa di un viaggio del marito e dei figli per presentare un manzo ad una mostra bovina in uno stato vicino – che vive nella Contea di Madison (Stato dell’Iowa, negli Stati Uniti) negli anni sessanta.
A lei si rivolge per caso un fotografo della National Geograpic, Robert Kincaid, per chiedere informazioni sui celebri ponti coperti della Contea.
Di qui parte, con una progressione inarrestabile, una potente storia d’amore tra i due, che dura solo quattro giorni ma verrà ricordata per tutta la vita.

Due edizioni del romanzo di Waller

Il romanzo (del 1992) è presentato come tratto da una storia vera, per quanto sia un’opera di fantasia. È costruito “a posteriori”, partendo dall’apertura di una cassa che contiene i ricordi di Francesca e i suoi diari, oltre ad alcuni ricordi ricevuti – lei ancora in vita – “in eredità” di Robert.

Comunque, l’autore, in un’intervista, ha sottolineato le similitudini fra il romanzo ed il proprio vissuto già a partire dal nome del protagonista, Robert.
Non solo, ma la National Geograpic al tempo ha dovuto anteporre tra le FAQ (Frequently Asked Questions) della sua home page la precisazione che nessun Rober Kincaid ha mai lavorato per la rivista, a causa dei numerosi lettori che ne chiedevano notizie e altri servizi.

Miracolosamente in bilico tra frasi che potremmo ricordare “da Baci Perugina” e la descrizione di un grande amore; di quelli non vissuti completamente e perciò stesso assoluto ed eterno.

I ponti di Madison County (The Bridges of Madison County) è diventato un film nel 1995, diretto ed interpretato da Clint Eastwood con Meryl Streep, per la sceneggiatura di Richard LaGravanese.
Clint, il pistolero dagli occhi di ghiaccio dei film di Sergio Leone, affermatosi in America con la fama di “duro” nella serie dell’ispettore Callaghan, opziona all’età di 65 anni i diritti di un film d’amore in cui interpreta il ruolo di un 52enne (nomination agli Oscar a Meryl Streep come miglior attrice e nomination ai Golden Globe al film come miglior film drammatico).
Il film fu un grande successo al botteghino. Incassò infatti più di 70 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, mentre il suo guadagno totale fu di ben 182 milioni di dollari, contro un budget di soli 22 milioni (notizie da Wikipedia).

Il film – per quanto diciamo sempre essere un’opera diversa dal libro – del romanzo ricalca le atmosfere e i momenti topici… Resterà per sempre nel ricordo l’avance di Francesca “di andare ad attaccare con una puntina un foglietto sul Roseman Bridge, dove Robert si sarebbe recato la mattina seguente: – Se l’attira l’idea di un’altra cena “quando volano le falene”, venga stasera dopo il lavoro. Qualsiasi ora andrà bene”; la scena del ballo, e il momento della separazione, sotto la pioggia, quando Francesca in macchina col marito si ritrova davanti ad un semaforo la macchina di Robert e la sua mano corre al saliscendi della portiera, indugia, e poi si ritrae, mentre la macchina davanti prende ineluttabilmente un’altra direzione – un’altra vita – rispetto alla sua…

Guarda qui sette minuti circa del film da YouTube:

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