Ambiente e Natura

Pietà l’è morta…

di Enzo Di Giovanni
Gommone-di-migranti-alla-deriva

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Cosa c’entrano i disperati dei barconi con la nostra isola? Forse nulla, se non una vaga assonanza col mare e le sue tragedie, e con la migrazione. Ed allora potremmo dire forse tutto…

Anche se non è umanamente possibile assuefarsi alle tragedie – secondo alcune stime circa 40.000 negli ultimi 25 anni – ciò che più colpisce della cronaca di oggi, dei 300 morti cioè che vanno a sommarsi ai precedenti, più che la fredda cronaca dei numeri, sono le reazioni sguaiate che possiamo leggere sui social forum. Mi aspettavo manifestazioni di cordoglio, o almeno un silenzio composto, rispettoso.

Migranti

Invece si passa da amenità del tipo: “ma che ci vengono a fare? Ben gli sta!”… ad azzardi sociologici: “invece di pensare ai nostri poveri, vanno a salvare questi”… Fino ad arrivare ad un macabro “ci vorrebbero i forni…” che a ridosso del giorno della Memoria e delle foibe descritte magistralmente da Rosanna (leggi qui e qui) cade, come dire, ad hoc.

Potremmo limitarci a dire che sono solo farneticazioni di qualche povero demente, ma non è così semplice.

Basta sottolineare le direttive dell’agenzia europea Frontex, che con l’operazione Triton ha preso il posto di Mare Nostrum, il cui direttore si lamenta dei “troppi salvataggi”, ovvero degli sconfinamenti oltre le trenta miglia dalla costa (il limite imposto alle operazioni). Il perché è presto detto: il mandato di Frontex non è prioritariamente dedicato alla salvezza delle persone, ma solo di controllo.

Ed infatti, i freddi numeri ci dicono che i morti sono esponenzialmente in forte aumento rispetto agli ultimi anni: in particolare con i 300 morti dei gommoni di oggi abbiamo stabilito un triste record: a febbraio finora i morti sono in numero maggiore rispetto a quelli che ce l’hanno fatta.

E’ la politica dell’austerità, che dalle banche arriva, come un’onda lunga, fino a lambire i destini di uomini e donne colpevoli di essere nati.

Morti in mare

Secondo alcune leggende, il mare è la dimora
di tutto ciò che abbiamo perduto,
di quello che non abbiamo avuto,
dei desideri infranti, dei dolori,
delle lacrime che abbiamo versato.
[Osho Rajneesh]

 Sullo stesso tema anche l’articolo del 13 febbr. 2015 di Rosanna Conte (leggi qui)

1 Comment

1 Comments

  1. silverio lamonica1

    12 Febbraio 2015 at 10:06

    In Ucraina, intanto, avviene un’altra tragedia: è attanagliata da una spaventosa guerra civile. In quel caso l’Europa è intervenuta con decisione per mettere fine al massacro, perché lì ci sono in ballo interessi economici: l’embargo alla Russia non giova all’economia, specie di Francia e Germania e, guarda caso, sono intervenuti la Merkel e Holland, mentre l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la sicurezza è stata tenuta fuori.
    Quali profitti economici l’Europa può avere da una massa di disperati in fuga? Nessuno, per loro basta l’operazione Triton per tenerli a bada. E’ un’Europa spietata che ha ridotto il popolo greco alla fame. E’ un’Europa che mi fa paura.

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