Ambiente e Natura

Il problema ‘elettrico’

In relazione al dislocamento di alcuni elementi della Centrale Elettrica a Le Forna (area ex Samip) e per l’occasione del Convegno del 31 marzo p.v.: “Un futuro energetico sostenibile per l’isola di Ponza: modelli a confronto”, riceviamo in Redazione dal Dott. Isidoro Feola e pubblichiamo, la seguente ‘Lettera aperta’ ai seguenti Destinatari:

 

Gent. le  dott. Agata Iadicicco

Commissario Prefettizio Comune di Ponza

Piazza Carlo Pisacane 04027 – Ponza

 

e p. c.

Gent. le dott. Anna Maria  Cancellieri

Ministro dell’Interno

Piazza del Viminale n 1 – 00184  – Roma

 

Gent. le dott. Franco Gabrielli

Capo Dipartimento della Protezione Civile

Via Ulpiano n 11

00193  Roma

 

Preoccupati per l’aggravamento delle condizioni igienico sanitarie in cui versa la nostra isola e del degrado idrogeologico, ci rivolgiamo al Commissario Prefettizio e alle Autorità in indirizzo certi che, data la Loro competenza e la cura dimostrata nell’esercizio delle loro funzioni, sapranno dare una prospettiva alla soluzione dei problemi che affliggono le nostre condizioni.

In particolare abbiamo apprezzato lo sforzo del Commissario per risolvere i problemi creati dalla Centrale Elettrica SEP nelle sua Sede in località Giancos, già oggetto di giudizio della magistratura e di ordinanza della Provincia di Latina.

Peccato sia stata individuata la soluzione pensando di poter rendere operativa una sede fantasma della Centrale ubicata in località Le Forna, comparto SAMIP, gravante su un terrapieno che sovrasta il complesso di gallerie, cunicoli e camere di estrazione della Miniera di caolino.

Una sede che ufficialmente non esiste e NON DOVREBBE MAI ESISTERE per i motivi, già citati nella petizione del 2004 a firma di 420 cittadini e nel ricorso presentato nello stesso anno al Presidente della Repubblica (allegati in copia), che brevemente riassumiamo:

1) il comparto SAMIP, dove sono stati installati i motori, è escluso dal Piano Regolatore Generale (vedi  esposti presentati da consigliere comunale al Procuratore della Repubblica tramite i Carabinieri di Ponza in data 16 03 2004)

2) come si può vedere dalle foto i nuovi motori sono collocati in pieno contesto urbano e a pochi metri dall’edificio scolastico che ospita Asilo, Scuole Elementari e Medie

3) l’approvvigionamento del gasolio aggrava la viabilità su unica strada, a carreggiata ridotta e senza marciapiedi, che funge da passeggiata, area giochi per i bambini, ritrovo  per giovani e  anziani e spostamento di persone e merci

4) il rumore e il fumo, già in questi pochi giorni di funzionamento, rendono difficile il riposo, irrespirabile l’aria e sporca la biancheria stesa ad asciugare

5) non è mai stata portata a conoscenza di alcun cittadino altra autorizzazione a tale opera distruttiva dell’ambiente di vita, del paesaggio e delle potenzialità di sviluppo turistico della zona, se non una delibera di giunta a firma di soli quattro componenti che autorizzava nel 2003 una utilizzazione di “emergenza per garantire la fornitura di energia nel mese di Agosto , in caso di avaria …”

 

Le autorità che avranno la benevolenza di ascoltarci potranno ben capire la preoccupazione di chi è già stato rassicurato nel 2004 (come si può leggere dai documenti che alleghiamo) sulla assoluta temporaneità del funzionamento dei motori collocati col sistema sopradescritto e si trova oggi a temere ben altro coinvolgimento del proprio ambiente di vita e di lavoro.

Rimettiamo inoltre a conoscenza delle Loro autorità che i problemi di inquinamento legati alla centrale che opera a Giancos  non sono i più gravi che avvelenano l’isola e il suo mare. L’intero centro abitato di Le Forna, dal Campo Inglese fino alla Punta d’Incenso, è privo di un sistema fognario e le condotte che spesso finiscono a terra alimentano una abnorme popolazione murina e infestano l’ambiente con insetti pericolosi e miasmi. Questa realtà sarebbe opportuno mettere a confronto con la situazione sanitaria della popolazione ponzese e la presenza di numerose gravissime patologie che nell’isola presentano punte più alte di quelle rilevate nel territorio nazionale

Siamo pienamente consapevoli che gravissimi problemi, così a lungo sedimentati, non potranno trovare una soluzione facile né in tempi brevi.

Chiediamo soltanto che non vengano aggravati.

Ansiosi di conoscere le scelte di chi è incaricato di compierle, rimaniamo disponibili a collaborare in ogni modo per alleviare il peso di chi si trova a svolgere compiti tanto impegnativi.

Salutiamo con rispetto,

 

Simonetta Del Bianco – Garavini ed altri (circa) sessanta firmatari

 

 

Ponza 23 febbraio 2012

 

Allegati:

Copia deliberazione 18 09 2003

Copia petizione e firme

Documentazione fotografica e rassegna stampa

Copia ricorso al Presidente della Repubblica

Copia esposto Consigliere Balzano

Accordo di Programma della regione Lazio del 28 09 2004

1 Comment

1 Comments

  1. Vincenzo Ambrosino

    29 Marzo 2012 at 19:31

    Pienamente daccordo con il Dott. Feola e i firmatari di questo ennesimo appello. La destinazione di Cala dell’Acqua, dopo la chiusura della Minera, era un’altra. Ma quante Amministrazioni si sono succedute e tutte alla fine non hanno fatto altro che trasportare sulla zona le emergenze che non trovavano posto in altri luoghi. Lo spazio libero e in parte deturpato lasciava campo libero alla mancanza di pianificazione del territorio isolano che, ripeto, è fragile per cui va curato nei minimi particolari, da Calacaparra al Cimitero.
    E’ giusto che la Centrale si sposti e che il polo energetico e industriale si fissi al Piano delle Viole, ma lo si decida definitivamente e alla svelta. Per esempio perché costruire un’altra struttura se c’è quella del Compattatore, mai utilizzata, che potrebbe servire per una nuova centrale elettrica?
    Risaniamo l’ex Miniera, senza sognare, pensiamo a cosa serve all’isola e soprattutto pensiamo a cosa hanno bisogno i residenti, per integrare le loro economie, il loro tempo libero o per creare nuova occupazione. Non ci sono stati governi di destra o di sinistra esterni che hanno bloccato il nostro sviluppo, ma sicuramente c’è stata nei governi locali incapacità di fare sintesi tra i mille individuali interessi locali, in definitiva, se il nostro territorio è disordinato, malsano, inquinato, tutto questo è
    colpa dei ponzesi e delle classi dirigenti che hanno espresso in tutti questi anni.

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