Russia

L’America è malata nel profondo, ma neanche la Russia sta troppo bene

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a cura della Redazione

Non lesiniamo critiche all’America: l’ultimo affondo di Emilio Iodice nei giorni scorsi con Il faro spento: una veglia di 250 anni e l’oscurità della democrazia americana“. Sull’altro versante – al di là della “cortina di ferro” (1), le cose vanno se possibile ancora peggio, data la condizione di soggezione e scarsa autonomia di giudizio in cui versa il pur valoroso popolo russo.
Riportiamo in proposito, in ritaglio immagine e in formato .pdf, tre articoli convergenti, con diverse sfumature, dei tre maggiori opinionisti di Repubblica, Michele Serra, Francesco Merlo (in risposta alla lettera di un lettore) e Concita De Gregorio, nella pagina dei Commenti del giornale di ieri 18 aprile

La pagina dei Commenti di Repubblica del 18 aprile 2026 (in ritaglio immagine, cliccare per ingrandire)

Repubblica-Idee. 18.04.2026. Serra, Merlo, De Gregorio.pdf

 

Note

Immagine di copertina. Una vignetta di Mauro Biani del 2025. Da Repubblica

(1) –  Cortina di ferro – L’espressione è stata usata molte volte nel corso dei secoli, a proposito della Russia, ma ha assunto la pregnanza attuale  dopo il famoso discorso di Winston Churchill tenuto il 5 marzo 1946 a Fulton, nel Missouri (USA).
«Diamo il benvenuto alla Russia nel suo giusto posto tra le più grandi Nazioni del mondo. Siamo lieti di vederne la bandiera sui mari. Soprattutto, siamo lieti che abbiano luogo frequenti e sempre più intensi contatti tra il popolo russo e i nostri popoli.
È tuttavia mio dovere prospettarvi determinate realtà dell’attuale situazione in Europa. Da Stettino nel Baltico a Trieste nell’Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente. Dietro quella linea giacciono tutte le capitali dei vecchi stati dell’Europa Centrale e Orientale. Varsavia, Berlino, Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucarest e Sofia; tutte queste famose città e le popolazioni attorno a esse, giacciono in quella che devo chiamare sfera sovietica, e sono tutte soggette, in un modo o nell’altro, non solo all’influenza sovietica ma anche a un’altissima e in alcuni casi crescente forma di controllo da Mosca.» [fonte Wikipedia]

 

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