Ambiente e Natura

I dissalatori delle altre isole

image_print

segnalato da Biagio Vitiello da la Repubblica /Palermo di ieri


Impianti di dissalazione alle isole Eolie, si accende la mobilitazione di turisti e residenti
di Irene Carmina Da la Repubblica /Palermo del 14 aprile 2026

Sotto accusa un progetto ritenuto sproporzionato e potenzialmente dannoso tra costi alti, benefici incerti e impatti permanenti sull’ambiente

Quattro dissalatori alle Eolie, da realizzare entro giugno con 7,5 milioni di euro del Pnrr. È contro questi impianti — previsti a Panarea, Stromboli, Alicudi e Filicudi — che si è accesa la mobilitazione di residenti e frequentatori storici delle isole: contestano un progetto ritenuto sproporzionato e potenzialmente dannoso tra costi alti, benefici incerti e impatti permanenti sull’ambiente.

Le criticità, segnalate anche nella Valutazione di incidenza ambientale della Regione, riguardano innanzitutto il mare. Le condotte di presa e scarico dovrebbero essere interrate con tecniche di trivellazione orizzontale per centinaia di metri per evitare danni alle praterie di posidonia, habitat protetto e centrale per l’equilibrio dell’ecosistema. Ma, anche con queste precauzioni, resta il nodo dello scarico della salamoia e degli additivi chimici, che secondo i comitati rischia di compromettere habitat delicati in un’area già vincolata, tra rete Natura 2000 e riconoscimento Unesco.

A questo si aggiunge un problema di scala. Le isole registrano picchi di presenze concentrati in poche settimane estive, mentre per gran parte dell’anno restano abitate da poche centinaia di residenti. In questo quadro, la realizzazione di impianti permanenti sarebbe, secondo l’associazione “Insieme per Panarea”, “sproporzionata rispetto ai fabbisogni reali. Anche perché alternative meno invasive, come le navi dissalatrici, sono già utilizzate nei periodi di maggiore richiesta”.

Ma per i sostenitori del no ai dissalatori, le criticità non sono solo ambientali. I progetti prevedono monitoraggi continui e limiti stringenti sulla qualità delle acque: in caso di superamento, gli impianti dovrebbero fermarsi, senza che sulle isole esistano strutture adeguate per il trattamento. E sul piano tecnico emergono ulteriori incertezze: l’ufficio circondariale marittimo di Lipari ha espresso parere contrario a uno degli interventi, segnalando interferenze con le attività portuali e chiedendo chiarimenti su opere accessorie come il pontile previsto.

A Panarea la protesta è rimbalzata in una lettera diffusa tra residenti e proprietari: si parla di impianti collocati a ridosso dell’abitato, di impatti acustici e ambientali e di un progetto percepito come calato dall’alto, senza essere condiviso con gli eoliani. Da qui l’organizzazione della mobilitazione, fino a una colletta per sostenere un ricorso al Tar.

Clicca per commentare

È necessario effettuare il Login per commentare: Login

Leave a Reply

To Top