Pasquetta è un giorno speciale per i ponzesi, un rito che si ripete annualmente con entusiasmo.
La meta preferita è il Monte Guardia, la punta più alta dell’isola, ma non è da meno recarsi nella splendida e pittoresca tenuta agricola del simpatico Silverio Mazzella – detto Ciccio – nella zona alta di Frontone e sotto al Core, dopo una non facile scarpinata di un quarto d’ora partendo dalla strada provinciale per Le Forna.
Silverio, ogni mattina alle cinque arriva nella sua amata grotta, non manca mai in estate e inverno.
Il classico giorno per la gita preferita, il picnic in campagna, una grigliata con tanti amici, l’escursione in bassa montagna. Le Pasquette migliori includono, per gli isolani, esperienze all’aria aperta per gli amanti di vino bianco e rosso locale, birra a fiumi, limoncello, finocchietto, mirto, amaro e tutte cose fatte rigorosamente in casa.
Pranzo al sacco con conchiglie al forno, torte salate, rustiche e focacce, casatiello ponzese e pastiera.
Il top della giornata assolata è sempre la brace in continuo “lavoro” con carciofi, pollo, salsicce, agnello, pancetta, costine di maiale che soddisfano un gruppo di quaranta amici con tanti simpatici bambini al seguito, immersi in una natura rigogliosa e selvaggia, con le tipiche “parracine” che ricordano il lavoro di tanti anni.
Umanità e gioia le parole che descrivono momenti indimenticabili.











La Redazione
10 Aprile 2026 at 14:03
Per qualche domanda ricevuta in redazione sul significato della scampagnata di Pasquetta, pubblichiamo questa precisazione (dal web)
Perché a Pasquetta (a Ponza Pascone) si va fuori?
L’origine della scampagnata di Pasquetta è antichissima
Se osservate l’origine reale di questa tradizione, emerge però un livello ancora precedente alla dimensione cristiana. Il periodo in cui cade la Pasqua coincide con l’equinozio di primavera, momento che in molte culture antiche segnava simbolicamente la fine dell’inverno e il ritorno della fertilità della terra. Le celebrazioni legate a questa fase dell’anno prevedevano spesso momenti collettivi all’aperto, banchetti e rituali dedicati al rinnovamento della natura.
Con il tempo queste pratiche si sono intrecciate con il calendario religioso cristiano che ha preso tantissime festività già presenti nella vita sociale dell’epoca, “cristianizzandole” per evitare dissidi tra la popolazione. La Pasqua, festa che celebra la resurrezione e la vita che rinasce, si colloca nello stesso periodo e ha assorbito parte di questo simbolismo stagionale. Il giorno successivo è diventato così una sorta di passaggio tra dimensione liturgica e vita quotidiana, mantenendo il richiamo alla primavera e alla condivisione.
Oggi la gita di Pasquetta si manifesta soprattutto attraverso il cibo e la convivialità all’aria aperta. Le scampagnate organizzate in parchi, campagne o aree attrezzate prevedono spesso pasti semplici da condividere, preparati in anticipo e trasportati in cestini da picnic.
Questa abitudine non riguarda soltanto l’Italia anche se da noi è particolarmente sentita. In diversi Paesi europei e in Nord America il lunedì dopo Pasqua è associato a eventi all’esterno, picnic e attività comunitarie. Cambiano i rituali, ma resta il legame con la primavera e con l’idea di una giornata da trascorrere fuori casa.
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https://www.foodandwineitalia.com/pasquetta-gita-fuori-porta-origine-tradizione/ (Ibidem)