Ambiente e Natura

L’acqua, H2O

image_print

di Francesco De Luca

.

La formula chimica dell’acqua insegna che essa è composta dall’insieme di due atomi di idrogeno con un atomo di ossigeno. Sì, è vero, la mente apprende la formula, gli elementi naturali implicati e la composizione, ma l’esperienza dell’acqua è tutt’altra cosa.

Cosa voglio dire? Voglio dire che intrattenere la mente intorno all’acqua è un’altra cosa che rimanere ancorati alla formula chimica. La quale prospetta un processo di entità (elementi) costituenti la realtà fisica. Anzi, afferma che la  ‘fisicità’  delle cose è una combinazione ottimale di elementi chimici. La cui esperienza non si ha con un impatto semplice, giacché la chimica sostiene la fisica. Che ha altra sostanza, forme e materia.

Ma poi c’è l’ acqua vera… quella che si beve, quella del mare, quella che si presenta tattilmente dura, quella che contiene e quella che è contenuta. Insomma dell’acqua si può avere una fantasmagorica esperienza.
A più livelli. L’uomo la vede, la tocca, la annusa, la assapora, la immagina. E qui, nelle immagini mentali, l’acqua diviene fonte di terrore, materia di gioia, spunto per lasciarsi andare al suo flutto o aggredirne i suoi aspetti estremi. E goderne, e imbrigliarla, e averne terrore. Nascere nelle calme, tiepide, braccia di una vasca. Morire nelle buie, fredde voragini del fondo marino.
La si cerca con affanno nell’universo vicino: sotto la rossa crosta di Marte, nei desolati pianori della Luna.

Il geriatra saluta l’anziano: “Mi raccomando… almeno un litro d’ acqua al giorno… se no la prostata graffia”, e la pubblicità ammicca col volto radioso dell’attrice: “faccio tanta plin plin…”.
E’ sempre lei… l’acqua… Come avvolgere la massa straripante delle sue forme e rappresentazioni ?

Risposta A – Dividendola in settori definiti: l’acqua del medico, quella dell’istruttore di nuoto, quella delle macchinette automatiche, quella della guida alpina. E ancora: l’acqua di Palmarola (nell’adolescenza, quando vi rimanemmo per diversi giorni, da soli, a fare il bagno di notte!). Tante impressioni, ognuna legata ad una logica. Ne sortisce un completo che non si combina. Che stride e non si completa in un mosaico. Tante analisi, troppe definizioni. Formule dall’aspetto scientifico e dalla proficuità nulla.

Risposta B– Riunirla in un solo grumo di parole, immagini, sensazioni, esperienze. In un grumo, scomposto e avviluppato. Grondante di sudore, sperma e vomito. Rosso di sangue, bianco lattiginoso, marrone di melma. Un grumo in cui le forme del viso appaiono evaporate, ma si intravedono. La letteratura le narra, la poesia le canta, la pittura le colora. L’uomo se ne serve e ne gode!

Ecco, così mi spiego la teoria dei sistemi complessi. Privo di agganci matematici, ignorante di formule, tento con spirito avventuriero di cogliere il senso del tutto in un bicchiere d’acqua. Che è ossigenata, desiderata perché sono accaldato. Dovrò considerare nel tutto anche il piacere che la bevuta mi dona. Bevo e dico di chi beve l’acqua. Mi esprimo sull’acqua e, nel contempo, mi esprimo su di me.

La teoria dei sistemi complessi, sembra un groviglio. E lo è.
Mannaggia a Gennaro! Mi ha invitato a giocare a ping-pong con la pallina (mentale) che gli ravviva i momenti di stanca.
Un allenamento proficuo!

 

2 Comments

2 Comments

  1. La Redazione

    23 Marzo 2026 at 07:54

    Letture sul sito, suggerite dalla Redazione:
    ‘Ncopp’a’llacqua salata, di Francesco De Luca, del settembre 2025

    Colpire i pozzi per colpire i popoli, di Michele Serra, del 16 marzo 2026
    h

  2. Silverio Lamonica

    23 Marzo 2026 at 22:14

    Ho letto l’articolo di Franco. Simpaticissimo. Io l’avrei intitolato “Voli pindarici sull’acqua”

È necessario effettuare il Login per commentare: Login

Leave a Reply

To Top