segnalato dalla Redazione
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato sul suo profilo su Truth un video generato con l’intelligenza artificiale che mostra il finto arresto dell’ex presidente Barack Obama. Si tratta di un riferimento ai documenti pubblicati nei giorni scorsi dalla direttrice dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, da cui emergerebbe che proprio l’amministrazione Obama mentì in merito alle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016. Trump ha condiviso un video da TikTok in cui compaiono diversi esponenti del Partito democratico, tra cui lo stesso Obama, che affermano: “Nessuno è al di sopra della legge”. Nel video fake si vedono Trump e Obama nell’Ufficio Ovale, con l’ex presidente che poi viene arrestato da agenti di polizia mentre in sottofondo parte la canzone “Ymca”. Infine si vede Obama in tuta arancione dietro le sbarre, mentre il volto di Trump appare sorridente durante l’arresto.
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L’amaca
La canaglia al potere
di Michele Serra – Da la Repubblica del 22 luglio 2025
Il video fake di Obama arrestato e ammanettato alla Casa Bianca in presenza di Trump, che lo deride come il bianco deride il nero tornato in catene, è ributtante; ma lo è cento, mille volte di più perché chi lo ha postato è il presidente degli Stati Uniti.
Così che si sappia che lo sghignazzo social, la canaglia che niente sa e niente vuole sapere di diritti della persona, di garanzie, di rispetto umano, e gode solo quando può linciare il nemico e sputare sul suo cadavere, oggi è al potere.
Stupido è chi lo stupido fa, diceva un eroe dell’America ingenua e gentile, Forrest Gump. Canaglia è chi la canaglia fa, possiamo dire oggi, in piena legittimità, di Trump, campione del “popolo” nella sua più scadente — e per questo virgolettata — versione: quella di una massa rancorosa e violenta, indifferente al dolore e all’ingiustizia; e così stupida, per giunta, da genuflettersi ai miliardari. Il popolo — nel senso della somma immensa di differenti persone — non è così, almeno non tutto, e comunque mai in modo irreversibile. Chi, nella stanza più rappresentativa del Palazzo, si comporta e parla come un guappo di strada, porta la responsabilità, enorme, di far sentire i peggiori, i più prepotenti, sbrigativi, iniqui, incolti, autorizzati a esserlo: se il Capo dei Capi si porta da sopraffattore, perché mai noi non dovremmo? Semmai, il suo primato è la prova che la sopraffazione è la sola regola che governa il mondo.
Non si sa come andrà a finire. Ma finché ci restano il fiato e la libertà di dire che quel video è schifoso, bisogna dirlo. Nella speranza che se ne renda conto, prima o poi, anche qualcuno che non se ne era accorto.
[Michele Serra – Da la Repubblica del 22 luglio 2025]






