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Epicrisi 216. Eppure il vento soffia ancora…

di Luisa Guarino
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No. Non mi sono sbagliata io che scrivo, né si sbaglia chi legge. Non è alla canzone della domenica che è ispirato il titolo: siamo in zona epicrisi, e ho solo preso in prestito le parole di uno dei brani più belli dell’indimenticato Pierangelo Bertoli (*) per creare un filo conduttore alla settimana che si è appena conclusa.
In realtà il vento, quello forte, di tempesta, in quanto agente atmosferico, ci ha flagellato oltre una settimana fa. Ma i suoi effetti, metaforicamente parlando, hanno avuto ripercussioni che incideranno sulla vita politica e amministrativa della nostra isola anche in condizioni di calma di vento e mare piatto. Della sorprendente situazione che si è verificata all’interno del Palazzo comunale abbiamo riferito noi stessi a inizio settimana, in uno scritto intitolato Ponza e il problema del vento. [2]

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A sua volta tale scritto prende le mosse anche da alcuni articoli di stampa riportati nell’omonima rassegna, che registrano il passaggio di tre rappresentanti dell’Amministrazione Ferraiuolo nei banchi di Fratelli d’Italia: Eva La Torraca (che ricopre anche la carica di vice sindaco, il che non ci sembra proprio un particolare trascurabile), Giuseppe Mazzella e Fabio Aversano; oltre che il passaggio di Franco Ambrosino nelle file della Lega.

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Gli sviluppi sono ancora ‘in fieri’ e i ‘giochi’ sono tutt’altro che conclusi: staremo a vedere. Anche se come sito non resteremo certo alla finestra.

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Tra gli altri temi caldi anche quello della dissalazione, con un servizio ripreso da Repubblica [6], a distanza di qualche giorno da uno scritto di Tonino Impagliazzo [7] da Ventotene; e il pezzo sull’Assemblea dell’Amministrazione su Zannone [8] di Vincenzo Ambrosino, il quale appare piuttosto deluso da quanto emerso da quell’incontro. Riguarda da vicino Ponza e il suo sistema idraulico, la terza e ultima parte dell’argomento illustrato da Vincenzo Bonifacio, Le opere di presa dell’acquedotto di Le Forna [9]: un lavoro interessante e accurato, oltre che una materia finalmente diversa da tante altre che ricorrono con maggiore frequenza. Apprendiamo con piacere inoltre che un grande passo avanti è stato fatto a Ponza grazie alla Nuova ambulanza della Protezione Civile, che finalmente consentirà ai residenti che dovessero averne bisogno di godere di condizioni di trasporto meno disagevoli. Una considerazione importante: il costo del mezzo non è stato ancora del tutto saldato. E’ quindi opportuno rammentare il motto di tutti i volontari: “Aiutateci ad aiutarvi”.

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Restiamo sull’isola per fare il punto sull’Odonomastica ponzese [11] e sul progetto di realizzazione e aggiornamento della toponomastica locale, legato a uno studio storico/linguistico che faccia riferimento anche a come i luoghi erano denominati anticamente. A proposito del passato, proprio oggi, dando il via ai festeggiamenti in onore di San Giuseppe, l’isola ospita C’era una volta Santa Maria [12], una bella iniziativa dedicata alla riscoperta delle tradizioni dell’antico borgo marinaro.
Dalla rassegna stampa di venerdì 1° marzo abbiamo invece conferma dei danni provocati dalla privatizzazione [13] che da Caremar ha portato a Laziomar: si parla tra l’altro di un ingente danno erariale. Ma “guasti” e disservizi costantemente e a tutt’oggi denunciati e sofferti dai residenti isolani davvero non hanno prezzo.

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Si è concluso questa settimana il pamphlet in cinque puntate di Pasquale Scarpati dal titolo Il colosso di Rodi, ovvero le immagini del nulla [15], dal suo stesso autore definito “un insieme di simboli, metafore e allegorie attraverso cui esternare constatazioni”. In realtà i capitoli più riusciti a mio parere sono invece proprio quelli in cui il pensiero non resta librato troppo ‘in alto’, ma sfiora situazioni più concrete. Come nell’ultimo (5), sottotitolo “La natura” [16]in cui con grande tenerezza Scarpati accenna a Ponza, quando era “bella e intatta”. Ma ancora di più nel capitolo (4), sottotitolo Le chiacchiere [17] in cui, forse suo malgrado, l’autore viene catapultato nell’attualità politica. Parlando infatti dei tipici dolci di Carnevale che hanno un nome diverso in ogni regione d’Italia (da noi, e lui lo dice, le chiamano ‘nucchètte’), trova il loro ‘pendant’ nelle ‘frappe’ portate dal premier Giuseppe Conte ai due vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini al vertice di Governo a tre, mercoledì scorso a Palazzo Chigi. Chiamatele pure frappe, nocchette, galani, e chi più ne ha più ne metta: sempre di ‘chiacchiere’ si tratta. Chi lo faceva così diabolicamente ‘sul pezzo’, il nostro Pasquale: altro che metafore e allegorie.

(*) – La canzone di Pierangelo Bertoli (1942 – 2002), cantastorie coraggioso e sincero, la proponiamo in finale: è sempre attuale!

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