Fari e Fanali

Il faro di Porto Torres

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di Sandro Russo

L’interesse degli isolani per i fari non è una novità. Tra i ponzesi in particolare, la passione alligna e nel sito è particolarmente viva, per essere alcuni dei contributori figli di ‘fanalisti’ ed aver ricordi d’infanzia legati a lunghi periodi vissuti in un faro con i padri.
I lettori conoscono bene i tre fari di Ponza  – il Lanternino del Porto, il faro della Madonna e il faro della Guardia -, ciascuno con una sua distinta personalità come soggetto letterario; anche il faro di capo Negro a Zannone è stato visitato e rivisitato. Mentre Palmarola non ha fari; non ho mai capito perché, ma ormai è tardi per ripensarci, essendo tutti i fari istituzioni in via di estinzione, insieme ai “guardiani del faro”, i primi ad essere sostituiti dall’automazione e dall’obsolescenza programmata..
Quella che non si è estinta, anzi è più viva che mai, è la fascinazione che i fari esercitano su di me e andare a cercare (e fotografare) il faro locale è una costante di tutti i miei viaggi. Che siano o meno seguite da report per il sito, tali escursioni immancabilmente prevedono l’invio delle foto relative a Enzo e a Biagio.
Ho presentato loro (e ai lettori) il faro più famoso dell’isola greca di Cefalonia, denominato Gero Gompos (il Vecchio Gobbo); i fari della Bretagna che insieme a quelli delle coste della Scozia sono i più maestosi del mondo – quelli storici costruiti in gran parte dalla famiglia di Louis Stevenson (lo scrittore, l’unico non ingegnere della famiglia) hanno ispirato Enzo Di Fazio a presentarli in rassegna: I fari degli Stevenson.
Recentemente da Marsala… certo che ho mandato loro le foto del faro, ma non ho trovato nessuna storia da costruirci sopra. Ora in Sardegna, mi ha incuriosito la forma del faro di Porto Torres e ho cercato qualche notizia su di esso.

Il faro di Porto Torres è uno dei 161 presenti oggi in Italia e uno dei 62 presidiati. Edificato nel tra il 1959 e il 1966, si erge su una collina che domina la zona occidentale della città di fronte al porto. Il segnalamento marittimo era collocato precedentemente sulla Torre Aragonese a pianta ottagonale situata presso l’area portuale.

Attira l’attenzione perché non sembra un faro secondo l’idea prevalente che ne abbiamo, piuttosto una palazzina di città tagliata in modo sghembo, su cui è collocata la lanterna.
Due caratteristiche principali contraddistinguono il faro di Porto Torres dagli altri fari: la singolare posizione e la cosiddetta torretta faro: torre di tre piani, alla cui sommità si trova la lanterna. Il faro non si trova sulla costa, ma tra le case della città di Porto Torres, più precisamente, ai margini del tessuto urbano, alla sommità del colle Agellu, presso cui sorgeva l’antica Turris Libissonis, importante città romana. Una collocazione anomala, ma sicuramente più efficace del precedente faro situato nella torre aragonese nei pressi del porto ostacolata dalle nuove attrezzature portuali.

Torre Aragonese, sullo sfondo, ormeggiata in porto, una nave della Moby

Fungeva in precedenza da faro la torre aragonese che è una torre costiera ‘gagliarda’, ossia anticamente armata con spingarde e almeno quattro cannoni, situata in piazza Colombo a Porto Torres, in prossimità del porto. Fu costruita a presidio dell’abitato di Porto Torres nel 1325, per volere dell’ammiraglio aragonese Francesco Carroz, in seguito alla conquista della Sardegna.
Adibita nel corso dei secoli a varie funzioni – difensive, doganali, punto di controllo delle navi sospette di peste – intorno al 1851 ebbe anche funzioni di faro, essendone Porto Torres, sprovvista.
Funzione successivamente assunta dal Faro vero e proprio, costruito tra il 1959 e il 1965.

La posizione del faro, nel contesto urbano

Il faro, in Zona Militare

Gli ultimi piani della costruzione e la lanterna emergono tra il verde

Le navi in porto, viste dal faro. Sullo sfondo, coperto dalle navi, il profilo dell’Asinara

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