Ambiente e Natura

Ponza com’era, com’è, come sarà… in autunno

di Domenico Musco

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È tutto un fumo… è tutto un fuoco….
Quando vedo tanti fumi levarsi in cielo, tra le colline che si rincorrono tra Ponza e le Forna, è proprio allora che mi sento orgoglioso di essere ponzese. Perché, non c’è nulla da fare, noi siamo contadini, discendiamo dai primi coloni che sapevano coltivare la terra e quello facevano, per vivere, per mangiare, e quindi, fin quando si coltiva la terra, resta tra le colline, l’anima vera di Ponza.

Certo il fumo può dare fastidio a molti, questo è certo; personalmente mi sono munito di una macchinetta trituratrice per non dare fastidio ai vicini, perché il fumo raggiunge le case vicine, il bucato perde il profumo di ammorbidente e cattura quello delle cose bruciate…

Però,  ricordiamoci che il fumo è un po’ la nostra storia, quando non si vedranno più le volute di fumo per le sterpaglie, tra le colline di Ponza, in autunno, allora significa che il cordone ombelicale che ci lega alla tradizione contadina si è interrotto.
Ponza non avrà più la stessa storia, la stessa faccia, sarà veramente finita un’epoca.

Basta pensare al Fieno, che era il fulcro del paese, ci sono due resistenti, aggrappati a quella collina che risplende, girato l’angolo del Faro della Guardia: tranne quei due combattenti anche il Fieno è morto.
Il Fieno è morto. Viva il Fieno.

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