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Domenica ragù (20). Epicrisi all’acqua di mare

di Enzo Di Giovanni

Acqua da tutte le parti [1]

 

Ponza questa settimana fa acqua da tutte le parti.

Fino al punto da oscurare uno dei tormentoni degli ultimi tempi, la telenovela Laziomar, di cui non vi è traccia se non nel breve comunicato che ci informa (era ora!) degli orari estivi (Orari Laziomar estate 2015 [2]). Gli amanti del genere non disperino: nutriamo (ahinoi!) “fiducia” che nuove tragicomiche puntate allieteranno i nostri pomeriggi di inizio estate; la matassa dei disservizi dei nostri collegamenti è tale da non conoscere limiti, come in ogni fiction che si rispetti.

Del resto, quando l’acqua di cui si parla è quella di Acqualatina, anche la Laziomar deve inchinarsi ed aspettare tempi migliori (cioè peggiori) per far sentire la sua voce.

Perché quando si parla di Acqualatina e dissalatori, la polemica è sempre dietro l’angolo, e Franco Ferraiuolo (Chi ha l’anello al naso [3]) ed Antonio Impagliazzo (I dissalatori a Ponza e Ventotene. Una questione aperta [4]sono a testimoniarlo. Polemica? Non è il termine esatto. Diciamo piuttosto mancanza di confronto. Acqualatina è uno di quei mostri tipici della nostra Italietta che calano dall’alto a decidere il destino di una comunità senza se e senza ma. Ed ancora una volta, l’ennesima, ci troviamo a parlare di un tema delicatissimo per il futuro della nostra isola senza una concertazione. In tempi, oltretutto, di rapidi e difficili mutamenti socio-politici: leggetevi gli spunti che offrono Vincenzo Ambrosino e Silverio Tomeo a proposito della società liquida (Quando si parla chi ascolta [5]? [5]).
paese-italia_cazzi-nostri[1] [6]

Fateci caso: per assistere ad un confronto serrato ma civile, bisogna arrivare al De Dolomieu: (Ancora sul “Canale di Palmarola”. Osservazioni geologiche [7].Divulgazione dell’opera di Déodat de Dolomieu “Memoire sur les iles ponces” [8] De Dolomieu, ultimo atto [9]De Luca vs. De Dolomieu [10]) . Sempre di acqua si tratta, per la precisione dell’esistenza o meno di un canale. Ma, e non è la prima volta che accade, questo confronto si sviluppa solo con la storicizzione di un evento. Nell’attualità invece, solo dialogo (dialogo?!) tra sordi, ed in mezzo noi di Ponza racconta a raccontar balle.

Come dire, per fortuna che ci siamo.

Sì, sono tempi difficili.

In questa crisi dell’acqua è rimasto coinvolto pure il nostro Sang’ ‘i Rutunne che a sua volta non naviga in buone acque, per la gioia di Assuntina e Gigino che sperano di essere lasciati in pace. Parafrasando il suo settimanale contributo  (Diversamente acqua [11])  Sang’ è al momento diversamente esistente. Eppure, il bel pezzo di Rita (Morte e resurrezione di Sang’ ‘i Retunno [12])  rafforzato dall’eco degli appelli che su Facebook e dintorni si rincorrono, rende bene l’idea della presenza reale che il Nostro si è ormai meritato sul campo. Altro che rutunno anonimo! Auto-icona, ologramma, rappresentazione ed incarnazione dei rutunni di tutto il mondo, Sang’ ormai trascende se stesso: praticamente obbligato ad esistere, suo malgrado.
pesce [13]

***

La buona notizia è che nonostante tutto, la vita fa il suo corso, inarrestabile.

A S. Silverio avremo le nostre bancarelle (Tornano le bancarelle [14]) .

Il Ponza calcio ha concluso il campionato con un ottimo piazzamento e rinvigorite speranze per il prossimo anno  (Il campionato del Ponza Calcio, bilancio e ringraziamenti  [15]).

Sandro Vitiello ci parla di uno sviluppo possibile di una Ponza possibile (Isole slow? Perchè no? [16]).

È nata Sara, soprattutto! (Benvenuta Sara [17]).

Per la nostra Rosanna, oltre ai nostri Auguri, una iniezione di fiducia nel futuro di cui in realtà tutti noi abbiamo bisogno. E magari chissà, tra qualche anno, a Sara capiterà di sorridere leggendo delle nostre attuali vicissitudini con la sana leggerezza che spesso solo i ragazzi riescono a mostrare…