.
Questa epicrisi – su un numero spropositato di articoli: 46!; più di sei articoli al giorno in media – ha cambiato titolo due-tre volte nel corso della settimana. Man mano che altri articoli si aggiungevano e di volta in volta ‘sterzavano’ l’orientamento prevalente, così che solo alla fine della settimana l’ago della bussola si è stabilizzato e mi è stato chiaro dove stavamo andando. Anche se ogni nuova settimana si ricomincia da capo.
Ma il senso è stato questo. La maggior parte degli articoli puntava all’analisi di cose accadute – a Ponza e nel mondo – presentati nella speranza di non ripetere gli stessi errori.
Famosa e condivisibile la frase «Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo» (1)
Considerando quel che è successo in seguito si vede che questo monito non sempre è seguito da un ravvedimento. Come le considerazioni innescate dall’intervista a Marco Bechis, regista di “Ritorno a Buenos Aires”, di Lorenza Del Tosto. Dove a fine lettura ci si chiede come e perché alcuni paesi, segnatamente l’Argentina e il Cile, dopo esser stati per decenni sotto il tallone di dittature sanguinarie e liberticide, ci sono ricadute. E gli esempi di cattivo uso del passato sono tanti.
Nello specifico della memoria isolana questa settimana tengono banco Bixio – Il treno sepolto – Il paese scomparso, e Franco De Luca che si occupano di rivangare il passato con capire meglio ed eventualmente non ripeterne gli errori.
– Spicchio di mondo. L’isola ritorna ai vecchi – La solitudine dei vecchi a Ponza,
Nel due articoli di Franco, la preoccupazione riguarda l’isolamento degli anziani dell’isola e la loro sconnessione dal tessuto sociale: una vecchiaia vissuta in solitudine mentre nell’antico ordine delle cose i vecchi erano considerati una risorsa, di conoscenza e saggezza.
Nel tessuto sociale dell’isola – e anche nelle pagine di Ponzaracconta – i grandi assenti sono i giovani.
Che ci siano è un fatto ma non si fidano, non si manifestano, o hanno altri canali di comunicazione. Come coinvolgerli è il rovello costante dei redattori di Ponzaracconta. Si può dire che le abbiamo provate tutte. A tutt’oggi l’unico sistema per tirarli dentro loro malgrado, è parlare (scrivere) di loro, prestare attenzione a quel che fanno o esprimono. Come questa settimana Peppe Aprea (per Ponza) – Dieci sacchi di rifiuti e una lezione per Ponza – e Concita De Gregorio, in un contesto più ampio: Storie di gente comune. Questo ‘noi vecchi’ sappiamo farlo. Si possono fidare! Se loro hanno resistenze – di vario tipo e motivazione – a partecipare, possiamo dar loro una voce.
A proposito di partecipazione e condivisione, questa settimana mi ha colpito l’articolo di Enzo Di Fazio in morte del cognato – Ciao Vittorio.
Era in fondo un lutto privato e Enzo poteva tenerlo per sé. Ma ha voluto renderlo pubblico, come tutte le cose importanti che viviamo, noi redattori e contributori di Ponzaracconta. Così fanno molti.
Mi ha anche colpito uno scambio di messaggi con un amico anziano che molto ha scritto sul sito in passato, ora impedito da una grave e invalidante menomazione della vista… Ebbene, nel suo ‘vocale’, mentre lucidamente mi ragguagliava della sua condizione (sapeva naturalmente che ero medico) e mi diceva che alcuni articoli se li fa leggere comunque dai familiari, terminava dicendo: – Mi manca molto Ponzaracconta.
Per associazione ho pensato a una campagna pubblicitaria di successo, di diversi anni fa. Ho speso parte della mattinata a cercare le immagini, ma senza successo.
Era la geniale trovata dell’Amministratore Delegato dell’Aurora (fabbrica penne e inchiostri per scrivere di Torino), Franco Verona (nella foto) e del grafico pubblicitario Albe Steiner. La pubblicità che ancora ricordo, mostrava un’immagine fantastica insieme a quella di una penna stilografica Aurora, e una scritta… ne ricordo due diverse, ma c’era tutta una serie di cose belle e fantasiose da scrivere:
Che hai trovato il nido delle uova d’oro… Scrivilo con Aurora
Che hai trovato le radici dell’arcobaleno… Scrivilo con Aurora
Trasferirei il senso del messaggio sostituendo: … Scrivilo a Ponzaracconta”
Fantasie! Ma mi è rimasta la delusione… è la prima volta che cerco un’immagine e non la trovo sul web. Neanche chiedendo all’Intelligenza Artificiale.
Un’altra cosa ho notato tra gli articoli della settimana nel sito: che sono stati riproposti scritti vecchi, fino a dieci – vent’anni fa. Che io ricordi non era mai successo prima.
Il primo è stato una citazione sulla caccia, di Carmine Pagano, dal sito di Cala Felci (ancora vivo Franco Schiano): Un altro articolo sulla caccia a Ponza, di qualche anno fa. Carmine figura tra gli Autori del sito per cui ha scritto diversi articoli; poi per un banale diverbio sulla scrittura del dialetto ponzese si è raffreddato nei nostri confronti. Direi che è passato abbastanza tempo da metterci una pietra sopra e tornare a una collaborazione piena.
Anche Pino Moroni ha voluto sottolineare il suo interesse per il Festival del Cinema di Roma fin dai suoi inizi, riproponendo al riguardo un suo articolo del 2006.
E io stesso, echeggiando un articolo di Michele Serra sulla scrittura, ho riproposto due miei pezzi d’antan: Cronache di giornate qualunque (1). Fantasia e (2). Certe mattine…
Infine Franco De Luca ripropone un brano musicale anch’esso già passato sul sito, richiesto di Tonino Esposito, benemerito di Ponzaracconta a cui non si può dire di no: Repetita iuvant… Eterno sospiro.
Tante riproposizioni e tutte insieme… Chissà che significato hanno!
Ancora una annotazione per il Sommario della settimana di Ponzaracconta (ho avuto bisogno di un articolo a parte).
Come faccio di solito, nell’elencazione finale, i pezzi sono disposti secondo l’ordine di pubblicazione: dalla Epicrisi di Enzo Di Fazio della settimana scorsa ai pezzi più recenti: Il trittico sulla scuola d’altri tempi di Pasquale Scarpati.
Il motivo – l’ho già spiegato – è che alcuni articoli ne stimolano altri, come quelli sulla caccia che innescati da un report molto critico della settimana scorsa, da la Stampa/La Zampa. Che ha stimolato una risposta di Biagio Vitiello. Poi un intervento di Guido Del Gizzo sulle problematiche della caccia in Maremma e a chiudere il già citato articolo di Carmine Pagano sulla tradizione della caccia a Ponza.
Anche i due articoli di politica internazionale sono in sequenza:
– Le guerre sono quasi sempre svantaggiose e non necessarie, ma scoppiano lo stesso, di Paolo Palazzi del “Gruppo Dialettica”
– Ah! Le guerre… Di Luigi Narducci del “Gruppo Dialettica”.
Ma di articoli uno inanellato all’altro anche ve ne sono altri, come il pezzo che ha seguito l’articolo di Guido Del Gizzo, Il ‘Potere’ sempre contro ‘la meglio gioventù’, di di Luigi Manconi da la Repubblica. Da cui “a cascata’ sono discesi – nella sequenza che ha guidato la scelta degli articoli da parte del redattore del sito: Una canzone per la domenica di Gianna Nannini e un’Amaca di Michele Serra sulla situazione politico-sociale della Russia.
Perché a volte basta poco – la scomparsa di un dittatore, la caduta del Muro di Berlino, un evento inaspettato -, che si alzi un vento di cambiamento… e cambia tutto… Immaginiamo la Spagna, che è rifiorita con la fine della dittatura di Francisco Franco. Per quanto anch’essa pare che pencoli a destra. Ha visto giusto Umberto Eco: l’Ur-fascismo è eterno!
Infine, fuori da tutti i raggruppamenti finora delineati, volevo segnalare da (ex)medico un articolo importante, di Concita De Gregorio su Repubblica
La salute, un problema di tutti.
C’è tanta roba questa settimana, da leggere e rileggere, e pensarci su…
Buona domenica
Nota
La celebre frase «Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo» è del filosofo, saggista e scrittore spagnolo-americano George Santayana.
La citazione originale in inglese («Those who cannot remember the past are condemned to repeat it») è apparsa per la prima volta nel primo volume del suo lavoro The Life of Reason (nella sezione intitolata Reason in Common Sense), pubblicato nel 1905.
Spesso è attribuita a Primo Levi (Torino, 1919 – 1987), superstite dell’Olocausto e scrittore, autore di Se questo è un uomo (1947) (tra numerosi altri libri).













