Cronache di giornate qualunque (1). Fantasia
di Sandro Russo
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Scrivevo ieri, presentando un articolo di Michele Serra sulla scrittura – Il mondo è ancora giovane, ci resta tanto da raccontare -, che mi sento molto in sintonia con lui e con le cose che scrive. Anche per alcune modalità della scrittura.
Ricordo quando nel 2001, tornato dai due anni passati, in Sri Lanka sottoposi a Paolo Restuccia e Enrico Valenzi, i due Dioscuri della Scuola di Scrittura Omero (che non si era ancora scissa, al tempo) due filoni tematici: “Cronache di giornate qualunque” e “La manutenzione del giardini e altri viaggi”.
Loro scelsero il secondo argomento che svolsi per diversi anni sul Magazine di Omero intitolato “O”. Il secondo filone rimase inespresso, ma mi intrigava altrettanto.
FAtte le dovute proporzioni per impegno, temi trattati e entità del risultati, se le cose cossero andate diversamente, con Omero, avrei avuto anch’io le mie “Amache”. Ho tirato fuori due scritti d’antan su quel tema. Rileggendoli, non mi è sembrato abbiano perso di attualità.
…Fossi stato un po’ più giovane…
L’avrei distrutto con la fantasia…
L’avrei stracciato con la fantasia….
[Da un’idea di Francesco De Gregori]
Fantasia: ora non ne abbiamo abbastanza, non ci basta, a contrastare le stanchezze vecchie e nuove, la pesantezza e la noia, l’impegno di nuovi progetti e nuovi amori.
Ma certe mattine accade. Probabilmente qualche relazione col corpo c’è: hai dormito bene e durante la notte sei riuscito a rilassarti. Ti svegli e i pensieri sembrano stare nella proporzione giusta; prendi il caffè e ti si spalancano gli occhi sul mondo delle cose. Esse sono vivide, dai contorni netti, quasi scintillanti, illuminate dall’interno.
È una caratteristica di riflessione della luce sugli oggetti; si riscontra la mattina. Ai Tropici, più spesso.
Semplicemente senti di esserci, senza diaframmi tra te e le cose, i gatti, le persone. Senti di nuotare nel tuo elemento naturale, senza sentire freddo, stanchezza o mancanza d’aria; ma empatia e collegamenti con la vita intorno.
Riguardi agli eventi che solo la sera prima ti avevano preoccupato e agitato e li ritrovi più facili da avvicinare e risolvere; leggeri come palloncini nell’aria.
Succede in alcuni momenti della vita: l’innamoramento è uno di questi.
Succede più spesso, come caratteristica naturale, genetica, con alcune persone. Le riconosci tra una folla, gli occhi spalancati e scintillanti, il viso senza maschere, le parole dirette. Non succede quasi mai ad altre persone, che vedi incedere grevi, sollevare a fatica i piedi dal fango che tirano su, ad ogni movimento, vischioso e pesante. Ti chiedi come facciano, a vivere così…
Ma poi ricordi anche i tuoi, di giorni pesanti, e senti più comprensione e vicinanza.
Oggi il giorno è venuto più presto, alla fermata del treno per Roma; il cielo è chiaro, dopo alcune giornate di pioggia.
La porta della sala d’attesa cigola, come se cantasse.
Strano, è la stessa porta… cigolava anche alcuni giorni fa e sembrava un lamento…
[Lanuvio, venerdì 22 febbraio, 2002]
Immagine di copertina. Particolare de Il giardino dell delizie, di Hieronymus Bosch (1453 -1516)
