Segnalato da Sabina Minuto della Scuola del Viaggio “Gruppo Tangeri”
.
Il Marocco avrà per la prima volta una donna come prima ministra
In condivisione da ilpost.it del 29 settembre 2026
Il re ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri, sindaca di Marrakech e dirigente del partito progressista PAM
Fatima Ezzahra El Mansouri (AP Photo/Mosa’ab Elshamy)
Il re del Marocco Mohammed VI ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri prima ministra: è la prima donna nella storia del paese a ricoprire l’incarico. El Mansouri ha 50 anni ed è la sindaca di Marrakech, e nel governo uscente era ministra della Pianificazione territoriale, dell’Urbanistica e delle Politiche abitative. È una dirigente del Partito dell’Autenticità e della Modernità (PAM), di orientamento progressista e vicino alla monarchia, arrivato primo alle elezioni parlamentari del 23 settembre, in cui ha ottenuto 97 seggi su 395.
El Mansouri era già stata indicata nei giorni scorsi tra le possibili candidate alla guida del governo. Va detto che comunque il capo del governo in Marocco ha poteri limitati. Il paese infatti è una monarchia costituzionale, in cui il re ha molto potere: guida il Consiglio dei ministri, e prende le decisioni più importanti in tema di politica estera e interna.
El Mansouri è la seconda donna a diventare prima ministra in un paese arabo, dopo Najla Bouden in Tunisia, che ricoprì l’incarico tra il 2021 e il 2023.
La nomina di El Mansouri arriva dopo la pubblicazione dei risultati delle elezioni, in cui il PAM è diventato per la prima volta il principale partito del parlamento. Faceva già parte del governo uscente, ma come forza di minoranza: dal 2021 il governo era infatti guidato da Aziz Akhannouch, un ricco imprenditore e leader del Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (RNI), partito liberale e conservatore che alle ultime elezioni ha perso molti consensi, passando da 102 a 66 seggi.
Della coalizione faceva parte anche Istiqlal, partito nazionalista e conservatore, che ha ottenuto 65 seggi. Il principale partito di opposizione, il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD), di orientamento islamista e conservatore, è invece passato da 13 a 54 seggi. Il PJD aveva guidato il governo marocchino per dieci anni, dal 2011 al 2021.
In condivisione con: https://www.ilpost.it/2026/09/29/marocco-fatima-ezzahra-el-mansouri-prima-ministra/
***
Integrazione del 1° ottobre (cfr. Commento di Sandro Russo)
Un articolo di Anna Lombardi da la Repubblica di ieri
Sindaca e avvocata, Fatima Mansouri è la prima premier del Marocco
di Anna Lombardi da la Repubblica del 30 settembre 2026
La sindaca di Marrakech è stata scelta dopo la vittoria del suo partito alle elezioni parlamentari del 23 settembre scorso
L’avvocata Fatima-Zahara Mansouri (foto afp)
Il Marocco punta sull’altra metà del cielo: dopo i risultati delle elezioni dello scorso 23 settembre, re Mohammed VI ieri ha conferito all’avvocata Fatima-Zahara Mansouri, l’incarico di formare il nuovo governo. Prima donna premier del Paese e seconda del mondo arabo dopo la tunisina Najla Bouden.
Nel Marocco che cerca di riformarsi e ha riconosciuto l’uguaglianza di genere nel 2011, approvando una legge anti-molestie nel 2018 — ma dove le aree rurali sono ancora dominate dalla mentalità patriarcale — la nomina è rivoluzionaria solo in parte. La 50enne Mansouri, musulmana sunnita e figlia d’un pascià, è infatti una politica nota: è stata ministra dell’edilizia e prima sindaca donna (per due mandati) di Marrakech, inserita nella lista delle 20 donne più influenti d’Africa da Forbes già nel 2014. Soprattutto, è la coordinatrice della formazione di centrodestra che ha appena vinto le elezioni: il Pam, Partito dell’autenticità e della modernità, filomonarchico e social-liberale. Per governare, ha ora bisogno di allearsi con gli altri due partiti che si sono attestati al secondo e al terzo posto: l’Rni, Raggruppamento nazionale degli Indipendenti, e Istiqlal. Tutti espressioni della destra moderata marocchina, laica e affarista, con buona pace del fatto che a votare è andato solo il 38 per cento degli aventi diritto. L’astensione al 62, è il sintomo di una sempre più forte sfiducia nei confronti della politica, specialmente da parte dei giovani. Mansouri è comunque un nome gradito a molti, grazie alla fama di politica anticorruzione.
Certo, l’amministrazione che si appresta a formare è già soprannominata da tutti “governo dei Mondiali”, perché chiamata a sovrintendere all’organizzazione dei Mondiali di calcio che nel 2030 si terranno in Marocco, Spagna e Portogallo.
Fin dall’inizio dovrà dunque lavorare a sanare le relazioni col Paese dirimpettaio, in un momento particolarmente complicata a causa della crisi di Ceuta scatenatasi a fine luglio. Quando oltre 60mila marocchini attraversarono illegalmente i confini dell’exclave spagnola. Forse anche per questo il pur trumpiano re Mohammed VI ha scelto la donna che ha promesso un milione di posti di lavoro, dichiarando guerra a disoccupazione e inflazione: le sue politiche sociali potrebbero essere gradite al premier spagnolo Pedro Sánchez ed essere un primo passo per superare l’attuale gelo.








Gruppo "Scuola del Viaggio", sezione 'Tangeri'
1 Ottobre 2026 at 07:45
Sabina Minuto:
Mi sembra una notizia grandiosa! Che ne dici Antonella [Antonella Deiana, la nostra amica/referente per il Marocco, che vive a Marrakech – ndr]. Io so poco della politica in Marocco ma leggendo già mi pare un evento molto importante
Antonella Deiana:
Buongiorno! Sì, la settimana scorsa ci sono state le elezioni con una forte astensione dei giovani in quanto disillusi. Ha vinto il partito PAM, al suo interno c’era anche Fatima Ezzahra el mansouri, attuale sindaco di Marrakech. Il re l’ha nominata ieri capo del governo e dovrà creare un governo di coalizione
Sabina:
Il problema dei giovani l’ho letto da qualche parte. Del resto non è che qui sia diverso. Una donna! Progressista
Antonella:
Una notizia molto bella: una donna alla guida del governo in un paese musulmano. La valenza simbolica è indiscussa
Sabina:
È tanta roba per me!
Antonella:
Tantissima!
Sabina:
È un bel segnale da un paese che cerca di aprirsi ad un mondo diverso
Antonella:
Peccato che però durante il suo mandato di sindaca è stata coinvolta in alcune azioni di acquisto/vendita terreni non molto chiare.
Sabina:
Io sono contenta! …Ecco!
Antonella:
Sono contenta anch’io ma non è una ‘’mammoletta’
Sabina:
Come in Italia, del resto…
Antonella:
Staremo a vedere.
Sabina:
Certamente! Io ho intenzione appena posso di tornare in Marocco con te e i tuoi tour a Merzouga
Marigió Stabile:
Anche in Tunisia la capa del governo era (non so se è ancora) una donna. Purtroppo una statuina nelle mani di Kais Sayed. Speriamo non sia così. Diciamo che non mi fido troppo delle president* donne dopo una recente esperienza. Almeno non a scatola chiusa. Vedremo. Il patriarcato è duro a morire ovunque […invia un breve video con uno sproloquio del nostro Ministro degli Esteri, rifatto da Crozza]
Sabina:
Sì, è molto evidente. Ovunque
Antonella:
Ora che ci penso, l’ho incrociata all’indomani del terremoto, nel settembre 2023. Ero in Jemaa el Fna in un ufficio pubblico comunale e lei è arrivata con un team di collaboratori, stavano facendo una riunione sul dopo sisma. Unica donna in mezzo a tanti uomini, alta, possente, con un cipiglio sicuro. Non capivo cosa dicesse, ma mi ha dato l’impressione di una che sapeva il fatto suo. Gli “scandali” sono venuti fuori dopo. Staremo a vedere e speriamo per il bene del paese
Marigió:
Se è una tosta ce la può fare… speriamo! E spesso gli scandali sono macchina del fango mossa dagli oppositori
Brunella Borsari:
Comunque il segnale positivo è indiscutibile!
Sabina:
Vero!
Sandro Russo
1 Ottobre 2026 at 07:56
Aggiunto all’articolo di base un breve articolo da la Repubblica di ieri, a firma Anna Lombardi, con notizie che integrano quelle del precedente articolo del Post
Sandro Vitiello
2 Ottobre 2026 at 08:44
È una buona notizia sapere che una donna è diventata capo del governo marocchino.
Purtroppo questo non significa che il Marocco sia una nazione in cui tutto vada bene.
Mi permetto di ricordare che da quelle parti è aperta la questione del Sahara occidentale, un territorio enorme ricco di tanti minerali.
L’Onu ne riconosce una’autonomia relativa ma il Marocco occupa tutta la fascia costiera, quella più ricca.
Migliaia di profughi e una guerra per l’indipendenza condotta dal Fronte Polisario da oltre 50 anni.
In settembre il re del Marocco ha firmato un accordo con Israele e gli Stati Uniti di reciproca collaborazione.
Apertura di ambasciate, aiuti militari, strumenti di intelligence eccetera a completare l’accordo.
Tra le altre cose l’autostrada appena completata ha preso il nome del presidente degli Stati Uniti.
E, ciliegina sulla torta, il Marocco ha scaricato qualche migliaio di poveri cristi nell’enclave spagnola in terra marocchina.
Questo per punire la Spagna, rea di essere una delle poche voci del vecchio continente che non vogliono combattere e pagare le guerre di Trump.