Attualità

Ciao Vittorio

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di Enzo Di Fazio 

Alle 12,17 sento squillare il cellulare. Sono in macchina e sul display mi appare il nome di chi chiama.
“Paola Ferron”, vedo scritto, e subito penso a qualcosa di non bello.

Paola è una delle nipoti, figlia di mia sorella, che vive in Belgio da quando è nata. Come la sorella Corine.
Con Paola non ci sentiamo spesso… a Natale, a Pasqua o per qualche compleanno. Ma ci vogliamo un gran bene.

Quella telefonata, a quell’ora, mi insospettisce.
Rispondo e la prima cosa che le chiedo è: “Paola… come mai questa telefonata?”.
E lei, con la voce rotta dal pianto e con quel simpatico accento francese che ha, mi dice: “Eh, zio… purtroppo papà poco fa ci ha lasciati. Io sono qui con mamma e stiamo aspettando…”.

Non ricordo cosa abbia aggiunto. Ricordo solo che, sentendomi singhiozzare e avvertendo dei rumori in sottofondo, mi dice: “Zio, mi sembra che stai guidando… mi raccomando, stai attento, non farci preoccupare”.

“Passami mamma”, faccio io.
E Maria mi dice queste poche parole: “Enzo, Vittorio se n’è andato. Non ce l’ha fatta”.
Cade il silenzio e poi cade anche la linea.

Con Vittorio mi ero sentito domenica pomeriggio. Mi raccontava delle sue tribolazioni e di una seconda caduta nel giro di due settimane.
Avevo scherzato con lui: “Vecio, che dici? Che mi combini?”
Di origini venete da parte di padre, ogni tanto tra noi si scherzava utilizzando, nel parlare, alcune parole dialettali.
Sapevo delle sue non buone condizioni di salute, ma l’ho sempre conosciuto come un uomo forte ed energico. Anche se la scomparsa dell’amato fratello Josi, il più piccolo della famiglia Ferron, a cui era molto legato, avvenuta qualche anno fa, lo aveva segnato profondamente.

Aveva 84 anni, Vittorio. Una vita vissuta in Belgio con mia sorella Maria Teresa, dal momento in cui, oltre sessant’anni fa, l’aveva sposata.

Vittorio e Maria Teresa in una foto di qualche anno fa a Ponza

L’aveva conosciuta alla Parata, la caletta degli Scotti, quando veniva in vacanza ogni estate assieme a mamma Teresa. Le aveva fatto una corte spietata… la chiamava “Miss Beauté”.
Era bella mia sorella, ma anche lui  era un bel giovanotto, al quale era difficile resistere, vista la somiglianza che aveva con Steve Reeves, un famoso attore dell’epoca che nei film storici interpretava Ercole.
Voglio ricordarlo così, Vittorio: bello, forte, altruista e compagnone, come gli piaceva essere.

Se n’è andato mentre stava nella sua bella casa di Farciennes, una cittadina non molto lontana da Charleroi e Bruxelles. Nella casa, alla cui costruzione aveva dedicato tante energie e per la quale si era servito dell’aiuto di tanti amici italiani. Bravi operai, carpentieri, muratori che si aiutavano l’un l’altro, come spesso avveniva in quegli anni tra persone che si rispettavano e si volevano bene.
Incolmabile il vuoto che lascia.

Mi stringo a mia sorella e alle figlie Paola e Corine. Condivido con loro tutto il dolore che in questo momento stanno vivendo.
Un abbraccio anche alle sorelle Teresa ed Elisa, alle nipoti e a tutti gli altri parenti, che sono tanti.
Con me ci sono anche Rosaria, Francesca e Giacomo.

Ciao, Vecio. Spero che tu possa incontrare tutti quelli che ci hanno voluto bene e che, qui, ci mancano tanto.

2 Comments

2 Comments

  1. Franco De Luca

    1 Ottobre 2026 at 10:03

    Pure io ho conosciuto Vittorio e la sua simpatia, proprio quando veniva a Ponza in gioventù, nei primi anni di matrimonio con la sorella di Enzo.
    Ti ricordi, Enzo, sulla tua barca, in giro per la costa… e il suo accento francese… e le estati passate nella gioia.
    Condivido con te il dolore della perdita e ti chiedo, cortesemente, di comunicare le condoglianze a tua sorella. Grazie.

  2. Luisa Guarino

    1 Ottobre 2026 at 18:07

    Non ho frequentato Vittorio, ma lo ricordo benissimo nelle diverse estati trascorse a Ponza, sugli Scotti, in barca o a passeggio. Ricordo il suo viso aperto, la simpatia, l’allegria, il sorriso. Lui e Maria Teresa erano una bellissima coppia: conserverò la loro immagine insieme. La mia vicinanza più affettuosa a tutta la sua famiglia, ma anche al nostro Enzo, che sento tanto provato per questa perdita.

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