Le guerre sono quasi sempre svantaggiose e non necessarie, ma scoppiano lo stesso

di Paolo Palazzi,“Gruppo Dialettica”

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Le guerre sono quasi sempre svantaggiose e non necessarie, ma scoppiano lo stesso.
Ciò che oggi è necessario per il capitalismo occidentale è cercare uno sbocco fruttuoso per una massa enorme di liquidità che è nelle mani dei gruppi finanziari.
A causa dei mutamenti dell’equilibrio economico mondiale l’investimento industriale, salvo il settore dell’informatico, è in enorme declino. Anche il settore informatico è in crisi e il pericolo di uno scoppio delle valutazione gonfiate è enorme. Restano due settori possibili. Quello dei servizi e quello delle armi.
In quello dei servizi, la battaglia è contro il sistema del welfare, sia attraverso lo spostamento di fondi per il pensionamento dal pubblico al privato, sia per le privatizzazioni dei tradizionali servizi di welfare, scuola e sanità.
Il processo è andato avanti, ma evidentemente non basta, l’investimento in armi e in guerre locali che le consumano è il più ghiotto e su questo si sta giocando tutto.
La volontà della popolazione contraria alle armi e all’alimentazione delle guerre deve essere soffocata, con le buone o con le cattive. Le buone sono attraverso la diffusione della paura e il creare e gonfiare una serie di élite politica corrotta e guerrafondaia, le cattive attraverso una gestione apertamente autocratica del potere.

Il gioco si farà sempre più duro e non partire da una analisi di questo tipo credo che renda vane e inutili altre strategia politiche. A mio avviso, e mi ripeto, questo è il “centro di gravità” attorno al quale devono ruotare le proposte politiche.
Il realtà quello che fa paura è che questa fame assoluta e insaziabile della finanza renda impossibile eliminare la corsa alle armi e alle guerre locali, ma questa è una strada pericolosissima, non solo perché porta inevitabilmente a divisioni, disuguaglianza, attacchi alla democrazia, peggioramento delle condizioni di vita di tanti, ma soprattutto perché potrebbe scivolare da guerre locali alla guerra globale che non potrà che essere atomica. E allora altro che turbamenti!

Immagine di copertina (da Wikipedia, a cura della Redazione)
I cavalieri dell’Apocalisse, xilografia di Albrecht Dürer (ca. 1497–98), cavalcano in gruppo, guidati da un angelo, per portare morte, fame, guerra e conquista militare.