Ambiente e Natura

Il buio in pieno sole

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di Giuseppe Mazzella di Rurillo

 

Niente – a mio parere – è più necessario oggi di una forte politica di programmazione economica e per converso di pianificazione territoriale.
A livello nazionale e, di necessità, a livello locale della nostra isola d’Ischia dove per la dimensione di media città italiana (60 mila abitanti circa con un’ economia egemone fondata sul turismo o dell’accoglienza di ospiti) le problematiche del “troppo sviluppo” o dello “sviluppo senza forti regole con forza di legge” si vedono ad occhio nudo ma devono essere esaminate e discusse da una minuziosa statistica sia descrittiva che inferenziale.

La politica di programmazione è imperativa cioè vincolante. Non è una moral suasion, cioè indicazione non vincolante, ma un evidente richiamo al buon senso. Purtroppo il buon senso deve essere imposto col divieto, con l’obbligo di fare o di non fare, e questa politica di programmazione imperativa deve essere redatta ed attuata dai Comuni.

La richiesta ultra trentennale di un Comune Unico non nasce da una romantica aspirazione di quattro visionari. Nasce da un’evidenza economica e sociale per difendere uno sviluppo raggiunto e per cercare di accrescerlo nelle possibilità disponibili, affinché la nostra terra non diventi per i nostri giovani (abbiamo 3500 studenti nelle scuole superiori) una terra di emigrazione come cento e più anni fa.
Non si tratta – nella mia richiesta di programmazione – del nostalgico ricordo del sessantottino che leggeva e si appassionava ai libri di Ugo La Malfa e di Giorgio Ruffolo, ma della registrazione di un’evidenza.
Ad agosto, infatti, ci troviamo di fronte a un’isola invivibile e a enormi squilibri socioeconomici tra le diverse località. Divari che sono stati accentuati dai catastrofici eventi naturali del 2009, 2019 e 2022, i quali hanno colpito essenzialmente Casamicciola e hanno imposto una “ricostruzione” che sta diventando perpetua. Gestita già da quattro Commissari di Governo, questa si sta realizzando a macchia di leopardo nell’edilizia privata e con una lentezza insopportabile nelle opere pubbliche: dal ripristino e dalla costruzione di strade ai nuovi parchi pubblici, fino alle scuole e a centri scientifici di valore come l’Osservatorio Geofisico della Gran Sentinella, chiuso ormai dal 1923.

Entusiasmo per la programmazione pubblica
Oggi deve tornare una passione civile per la programmazione pubblica come quella degli anni Sessanta e Settanta, ossia per una svolta politica che veda protagonisti il governo e gli enti locali con i loro esponenti politici. Furono in quegli anni soprattutto due giornali settimanali d’opinione a formare una nuova classe dirigente: Il Mondo di Mario Pannunzio e L’Espresso di Arrigo Benedetti ed Eugenio Scalfari; quest’ultimo completò poi l’opera stimolatrice fondando il quotidiano La Repubblica nel 1976.
Quelle polemiche e quelle richieste per uno Stato che non solo controllasse l’economia ma che fosse esso stesso “imprenditore” ebbero nell’ambientalismo e nel rilancio del Mezzogiorno i propri cavalli di battaglia. Le battaglie per l’ambiente di Antonio Cederna con la nascita di “Italia Nostra”, unite alle azioni concrete della Cassa per il Mezzogiorno di Giulio Pastore e Gabriele Pescatore, ne sono gli esempi più emblematici, sebbene non esaustivi.

Quel clima, quelle azioni, quella politica pubblica li ritengo attuali proprio quando proponiamo un Fronte Unitario per l’Ambiente, lo Sviluppo ed il Lavoro nella nostra isola. Ma senza Politica, cioè senza militanti nei consigli comunali, nel consiglio regionale e nel Parlamento possiamo fare ben poco.
“Le politiche neoliberiste si sono rilevate inadeguate per realizzare uno sviluppo strutturale e ad affrontare le crisi economiche” ha affermato il mio amico prof. Amedeo Lepore scrivendo su Il Mattino di domenica 27 settembre 2026 parlando del “governo della globalizzazione’ che è la “vera sfida”. È una sfida che deve essere trasferita nei sistemi locali di sviluppo e nel nostro che si chiama “Ischia”.
Nel 1973 con il Giornale d’Ischia lanciammo la sottoscrizione per le pinete libere. Non pensavamo che avremmo avuto tanta partecipazione – oltre 4mila firme fra cui deputati e soprintendenti – ma sette anni dopo con Enzo Mazzella sindaco d’Ischia il sogno divenne realtà e nacque con lui una “politica per le opere pubbliche” che fu massiccia e realizzata in sette anni.

Il Fronte per l’ Ambientalismo, per lo sviluppo ed il lavoro, che abbiamo costituito presso la sede della CGIL, può avere successo se ritornerà la voglia di partecipazione dei cittadini, dei sindaci e dei consiglieri comunali dei sei Comuni, perché senza Partecipazione anche quello che è Giusto non accade.

G.M.R.
CAsamicciola, 28 settembre 2026

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