di Guido Del Gizzo

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Abito a Punta Ala, in Maremma, una zona ampiamente antropizzata, circondata da grandi estensioni di bosco e macchia mediterranea, mediamente ben tenute.
Risiedo a poche decine di metri dal mare e la sera esco con il cane, a fumare un toscano e riflettere.
Da tre sere è diventato complicato: i turisti se ne sono andati e i cinghiali si sono riappropriati del territorio.
Non ho paura dei cinghiali, ci convivo da sempre, ma di quello che potrebbero fare al mio cane. Ne ho visti, di segugi con gli intestini che fuoriuscivano dagli squarci provocati dalle loro zanne: il cinghiale attacca dal basso verso l’alto, cani e uomini.
I maschi non sono pericolosi, di solito: ma le femmine, se sono con i piccoli e fiutano un pericolo, lo sono eccome.
In questi giorni riapre la caccia e non sono un cacciatore, ma non mi pare una tragedia.
Certo, i cacciatori non sono più quelli di cinquant’anni fa e il figlio di Trump che va a caccia in area protetta, in laguna di Venezia, lo scorso inverno, è stata un’oscenità: ma l’ex sindaco Brugnaro, per l’ambiente dell’area, era un’oscenità molto peggiore.
I cacciatori che ti arrivano sotto casa, alle 6 del mattino e si mettono a sparare, sono evidentemente sgradevoli.
Ci sono delle regole da rispettare e soprattutto, una cultura e delle conoscenze da acquisire.
Ad esempio, il branco di cinghiali è una struttura matriarcale, la femmina capobranco svolge due funzione fondamentali : conserva la memoria del territorio a disposizione del branco, da un lato, e regola, attraverso l’emissione di ferormoni (1), la maturità sessuale delle femmine più giovani.
Eliminarla ha due effetti: entrano subito in fase riproduttiva le altre femmine, portando ad un aumento incontrollato della popolazione, e aumenta l’erraticità degli animali, che escono dal loro territorio.
I guai non li fanno i cacciatori, ma i cacciatori imbecilli e, nel caso dei cinghiali, l’effetto che ne deriva è un aumento, non una diminuzione del numero dei capi e dei danni che possono fare.
Chi prova a fare delle produzioni agricole, da queste parti, vigna, frumento o alberi da frutto che siano, sa cosa vuol dire avere a che fare con i selvatici: il loro contenimento è una scelta perfettamente etica.
Ho amici viticoltori che passano le notti a guardia dei filari, fino alla vendemmia e ogni giorno hanno molte prede da pulire: che facciamo, li chiamiamo “assassini”?
Ma, soprattutto, è fastidiosa la semplificazione che viene fatta, associando la caccia alla distruzione dell’ambiente.
Sul tema, che mi sta molto a cuore, occorrerebbe definire delle ragionevoli priorità.
Ad esempio, fanno più danni i cacciatori o i turisti ?
I cacciatori imbecilli fanno più danni degli agricoltori incompetenti, che pompano acqua e usano prodotti contro ogni buonsenso?
E’ colpa dei gabbiani e dei cinghiali se le città offrono dei giacimenti di cibo comodo – i rifiuti urbani accessibili ovunque – che hanno modificato in modo sostanziale le loro abitudini ?
I cacciatori, a volte, sono un problema: ma a me sembra che si tratti di un piccolo problema e, vista la limitatezza della nostra condizione umana, forse conviene concentrarsi su altro…
Mi viene in mente, per associazione di idee sui modi stupidi di affrontare i grandi temi, il divieto in vigore a Milano dal 1° gennaio 2025, di fumare in tutte le aree pubbliche o ad uso pubblico all’aperto (comprese strade e piazze), a meno di trovarsi in luoghi isolati e mantenere una distanza di almeno 10 metri dalle altre persone.
Il fumo fa male, come l’alcool e i cibi sbagliati: la salute è anch’essa un problema serio.
Ma il tema vero è che siamo periodicamente sottoposti a campagne di comunicazione, per darci l’illusione che si stia facendo davvero qualcosa: il guaio è che è diventato un metodo di governo.
Note (a cura della redazione)
(1) – Feromone (o ferormone) è il nome dato a sostanze biochimiche prodotte da ghiandole esocrine che sono emesse dagli organismi viventi a basse concentrazioni con la funzione di inviare segnali ad altri individui della stessa specie.
I feromoni generano comportamenti e reazioni fisiologico-comportamentali in altri individui della stessa specie che vi vengono a contatto. Un esempio sono i feromoni sessuali che vengono scambiati per contatto o per stimolo olfattivo e che provocano interesse sessuale in un altro individuo (da Wikipedia).
– Immagine di copertina (a cura della redazione): da www.maremmaoggi.net







