Attualità

La politica come intrigo

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di Francesco De Luca

 

Voglio palesare un mio sconforto. E’ noto ai lettori del Sito la natura dei miei interventi. Sono sfogo e gioia, partecipazione e riflessione, sono conforto e delusione. Non mirano ad interessi di parte, ed hanno valore modesto.

Talvolta mi arrischio anche nelle terre della politica, tenendomi lontano dai pareri riportati dei giornalisti di professione. Esprimo ( per quanto possibile ) onestà, sia nell’osservazione sia nella riflessione. D’altronde sono un lettore con una informazione incompleta e con una modesta capacità d’analisi. Soltanto l’onestà può rappresentare una qualità distintiva, a differenza dei pareri dei giornalisti, di solito al seguito di padroni. Da loro traiamo le informazioni per elaborare le opinioni. A fatica, e adoperando molto la critica. Per cui, al postutto, appare incomprensibile capire perché siamo in guerra, noi Italiani, anche se non è stato mai pronunciata questa parola in Parlamento ( in termini espliciti ).

Non siamo in guerra con la Russia ma vendiamo armi all’ Ucraina ( che si sta difendendo dall’aggressore russo ). E abbiamo imposto sanzioni alla Russia e l’abbiamo cassata dai nostri fornitori di gas.

L’ Ucraina non fa parte della Nato né dell’ UE, per cui non siamo tenuti a nessun obbligo. Aderiamo però a Trattati e a Convenzioni internazionali che intendono introdurre un’ etica ( politica ) nelle relazioni fra gli Stati, per lo più operanti secondo ragioni di forza. E tuttavia quei Trattati e quelle Convenzioni sono silenziati ove trattasi di condannare Israele e la sua opera stragista. In questo caso quei trattati e quelle Convenzioni e quei Patti internazionali, nati per mettere freni a dispotismi dittatoriali, non sono considerati. Essi proprio, che dovrebbero allargare il fronte della collaborazione a danno dei sovranismi nazionali!

Sto dicendo che la Politica, quella che decide delle sorti dei popoli, quella… è viziata, è avariata, è guidata da intrighi. Di cui noi, individui in balìa dei governi, non conosciamo gli aspetti reali, bensì le ombre mortali. Perché sono intrighi, in grande misura, di natura affaristico-commerciali. A dispetto del Bene Comune che dovrebbe rappresentare, per chi sceglie la Democrazia, il fine ultimo di ogni governo.

Elucubrazioni da dilettante sprovveduto, si dirà. Capisco queste obiezioni perché è questo il giudizio che si dà a chi tenta di ragionare in autonomia. Giacché esplicita le intromissioni di chi ha il potere e intende adoperarlo a proprio vantaggio. Stravolgendo del tutto il dettato della democrazia. Che attribuisce il potere al Popolo. Nei modi e nelle forme previste.

Siamo in guerra, a nostra insaputa. Siamo in combutta, anche qui, senza averlo deciso.

Evidente, e senza scampo, è la nostra sudditanza.

1 Comment

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  1. Luigi Maria Dies

    23 Settembre 2026 at 20:56

    Ciao Franco, sei troppo buono.
    Evidente, si. E tanta impotenza.
    Politica? Chi era costei? Chi “È” costei.
    Davanti a questo interrogativo anche il cinismo del più agguerrito e spietato Carneade diventa una comica degli anni dei primi Buster Keaton e Charlot.
    Quella scienza sottile, acuta, perseverante, intesa alla soluzione degli intrighi più inestricabili con i mezzi dell’ astuzia e dell’ intelligenza, ma, spesso, anche subdola, e, a volte, anche cinica, riconosciamolo, troppo cinica, oggi, anche lei si vergogna a frequentare i consessi dove impunemente ancora qualcuno si atteggia a parlare in suo nome.
    Non ci sono oratori dotti e convincenti che in questo contesto di eventi riesca a trovare argomenti per esporre tesi e motivare gli eventi che accadono.
    La parola che tutti stentiamo a tradurre in lingua volgare e popolare è genocidio.
    I politici quà quà farfugliano succubi. Quelli potenti tuonano e promettono pacificazione in modo unilaterale (ed eterno️️️️) un gradino più su i burattinai atterrano e suscitano sempre nuovi pupazzoidi. Ma cosa c’entra la vecchia e sempre maltrattata politica con queste figure e controfigure? Dio che era uno e trino è diventato solo tintinnante. Il prossimo, che è il motivo per esistere in quanto egoismo e solitudine sono la negazione della vita, è diventato l’ostacolo. Che ci siano o non ci siano motivi validi, per questi falsi profeti ed acuti imbonitori, la strada va ripulita da ogni ostacolo e inciampo. Non c’è ascolto, non c’è discussione. Si bonifica. Si fa la derattizzazione, la deblatterizzazione. Se ammazzi un orso o un daino ti arrestano. Chiudono un allevamento solo perché le mucche hanno i piedi nel fango. (dico piedi perché questi comunque sfortunatissimi animali, sono trattati, a livello di leggi, meglio degli umani) .
    Ma quando si pilota “CINICAMENTE un drone contro una scuola e ci si libera di futuri adulti che potrebbero dare fastidio alla continuazione dello spoglio di nazioni da sempre schiavizzate, come lo dobbiamo chiamare questo comportamento se non genocidio? E come li chiamiamo i *”genocidianti”? (*Parola inventata)
    C’è la facciamo a dirla questa parola in volgare? Perché esiste in tutte le lingue. Il Nostro Poeta nel trecento lo usò in un modo che più appropriato non poteva essere.
    Nel canto 19 dell’Inferno, nella terza bolgia dell’ottavo cerchio (Malebolge) sono puniti i simoniaci, cioè coloro che fecero commercio di cariche religiose e beni spirituali, causando la corruzione della Chiesa. L’unica volta che nell’ inferno compare la parola che vi chiedo di pronunciare è qui cucita addosso ai corrotti e corruttori commercianti di ogni cosa che procurasse loro un arricchimento illecito e spropositato. Ebbene, questi personaggi Dante li chiama “assassini”

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