di Sandro Russo
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Nel corso di un viaggio nella Sardegna nord-occidentale, ineludibile una puntata a Vignola, in Gallura, alla chiesetta edificata dai ponzesi in onore di San Silverio.
Le mie compagne di viaggio, sarde .doc, non la conoscevano, ma mi hanno proposto di andarci – in macchina da Porto Torres – in onore di San Silverio e di Ponzaracconta.
– Chissà se è indicata – mi hanno detto – comunque proviamoci; la troveremo!
– Certo che la troviamo! – ho risposto – ho visto le foto: sta su una propaggine di costa, tra due spiagge di sassi e alghe. ricordo le foto che ha fatto il mio amico Sandrone Vitiello al padre Costantino, quando insieme ai fratelli ha accompagnato il genitore, in età già molto avanzata (è morto a 103 anni), a rivedere i luoghi della sua giovinezza e del suo lavoro di pescatore.
Costantino Vitiello sulla spiaggia di Vignola, fotografato dal figlio
Chiesa di San Silverio a Vignola. Indice di Ponzaracconta. Screenshot. 2026 (cliccare per ingrandire)
L’abbiamo trovata infatti, facile facile, indicata benissimo sulla Provinciale per Vignola e poi per una stradina bianca di un paio di chilometri verso la costa:
La chiesetta in fondo, tra grandi sassi e macchie di lentisco

Per fortuna la porta di legno è fermata da un chiavistello a scorrimento (‘nu ciariéll’) che ne permette l’apertura
Pulita, curata, con il soffitto ‘a cannucciata’, in perfette condizioni
…e nelle piccole bacheche ex-voto, foto, anche qualcuna che conoscevamo dal reportage di Sandrone su Ponzaracconta
Da fuori, vista dal mare, la chiesetta si è arricchita di una statua del Cristo che sorge da una macchia di lentisco














Sandro Vitiello
24 Settembre 2026 at 23:27
Caro Sandrino sono contento che tu abbia avuto modo di visitare quel posto, quella chiesetta.
E’ per me “un luogo del cuore”, uno di quei posti dove ci andrei solo per starmene seduto, lì.
A volte nella vita capita di credere che alcuni posti ti appartengano.
A me è capitato a Vignola, in quella spiaggia, davanti a quella chiesa.
Nelle serate d’inverno della mia infanzia, non c’era la televisione.
C’erano i racconti di mio padre.
Racconti di vita vissuta, di sofferenze ma non solo.
E gran parte di quei racconti avevano quel posto come riferimento.
Sono contento di sapere – ne avevo già avuto conferma nelle ultime visite – che è diventato un punto di riferimento turistico.
Un pochettino di merito me lo prendo, insieme a Ponza Racconta che ne ha costruito una bella narrazione.