di Luigi M. Dies

La damigiana portata al laboratorio dopo la raccolta cumulativa nel vicolo ha dato il suo verdetto dopo essere stata analizzata:
– “Uagliu’, stamm tutt buon”
Ieri, sabato 19 settembre a Napoli, alle 10,04 il sangue nella teca si è sciolto tra gli applausi di una “folla” – dicono -, di fedeli.
Va tutto bene! Il sangue si è sciolto alle 10,04.
Va tutto bene?
Ma in che paese vive San Gennaro? O il miracolo vale solo per Napoli che a quanto pare sta in un altro pianeta con altre leggi?
Il grido infatti che dovrebbe sorgere spontaneo sarebbe: – Uagliù, stamm’ ’nguaiàt’!
Il sangue di San Gennaro si è sciolto, come avviene di solito a maggio, anche il 6 maggio 2023, pochi giorni dopo la vittoria del terzo scudetto del Napoli.
Nel Duomo in quel momento non c’era nessuno. Stavano tutti festeggiando lo scudetto n° 3 della squadra campione d’Italia.
Grande tifoso pure San Gennaro.
Il prodigio si è inserito nei giorni dei festeggiamenti per il titolo di Campioni d’Italia vinto dalla squadra azzurra dopo 33 anni di attesa.
Chiaramente la coincidenza è un’altra.
La liquefazione è coincisa con il consueto e atteso “miracolo di maggio”, uno dei tre momenti dell’anno in cui si rinnova la tradizione legata al santo patrono. Ma ognuno gli ha dato il significato che credeva.
La fede però non è un fenomeno.
La fede è credere, ma, attraverso le nostre forze e con il sacrificio costante, con queste prerogative puntiamo agli obiettivi che sono il punto di arrivo dove convogliamo tutti le nostre energie. Appunto quello che hanno fatto i giocatori per un intero anno e non soltanto nel momento in cui alzavano il trofeo.
La fede è credere nella positività che dobbiamo cercare in ogni istante della nostra vita per poter dire che abbiamo dato tutto. Dobbiamo arrivare al nostro massimo traguardo e che sia soprattutto il migliore possibile.
Lo scudetto del Napoli del 2023
La fede è la spinta identica che sorge in ogni uomo agli albori di qualsiasi era e civiltà, comunque interpretata, come impulso umano che tende a superare se stesso, ma nel bene. Non scende sulla testa dell’ umanità ma sorge spontanea e naturale in ogni individuo posto di fronte all’ immensità che non sa spiegare.
La fede nelle mani degli stregoni diventa manipolazione e paura. Diventa giogo.
La fede vissuta da uomo libero ci deve salvaguardare dalla tirannide dei nuovi padroni del linguaggio e del pensiero. Padroni del nostro futuro.
La nostra fede siamo noi che diciamo: io esisto. Voglio esserci e contribuire. Se si riuscisse a raggiungere tra “umani” anche l’obiettivo delle condivisione, chissà se non potrebbero, a questo punto, anche generarsi nuove e più vigorose forze creative.
Mai come adesso è vitale reagire.
Come fosse un valore di un parametro fisico, bisogna rientrare in una media etica.
Chi la vive al di sopra si bea della sua anarchia. Chi sta sotto ne soffre le carenze. Ma tutti e due gli organismi hanno le ore contate.
San Genna’, aiutace tu!
O forse è meglio che diamo noi una mano a te, visto che, come tutti i vicchiariell’, qualche colpo cominci a perderlo.







