Ambiente e Natura

La casa natale di Benedetto Croce a Pescasseroli

image_print

di Patrizia Maccotta

.

Tra le montagne dell’Abruzzo, in piccoli centri, si nascondono dimore inaspettate!
Mi chiedo quanti francesi sappiano che il loro cardinale Jules Mazarin, chiamato alla corte di Versailles da Louis XIV, si chiami in realtà Giulio Raimondo Mazzarino e sia nato a Pescina il 14 luglio del 1602! Ironia della sorte, la data del giorno della sua nascita diventerà la data della festa nazionale francese essendo la data – il 14 luglio 1789 –  della presa da parte dei rivoluzionari del simbolo del potere assoluto della monarchia, la Batille. Su un rilievo che domina Pescina si trova ancora la casa natale di Mazzarino, ricostruita dopo il terremoto del 1915, restaurata nel 1972 e di nuovo, oggi, in restauro. Nato in Abruzzo,  il Cardinale è tuttavia morto in Francia nel 1661, ed è sepolto a Parigi.

La casa natale di Mazzarino

Ma è di un’altra casa che vorrei parlare, non troppo lontana dalla casa del  cardinale, in un altro piccolo centro, Pescasseroli: il palazzo Sipari, casa dove nacque Benedetto Croce.

La casa natale di Benedetto Croce, Palazzo Sipari a Pescasseroli [Da Wikipedia]

Il padre del filosofo, nato  in provincia di Chieti, si era presto trasferito a Napoli dove viveva con sua moglie Luisa Sipari. Luisa apparteneva ad una ricca famiglia borghese di Pescasseroli (l’Abruzzo faceva parte allora del Regno di Napoli). La sua famiglia era proprietaria, alla metà del XIX secolo, del più numeroso gregge di pecore transumanti del Regno.

Benedetto Croce (1) nacque – il 25 febbraio del 1866 –  proprio nella casa della famiglia di sua madre, il palazzo Sipari, perché la sua famiglia vi si era rifugiata a causa della quarta epidemia di  colera che infieriva su Napoli (2); la città al tempo versava in pessime condizioni igieniche sanitarie e non possedeva una rete fognaria moderna.

Benedetto Croce nel 1909 (fotografia di Mario Nunes Vais) [Da Wikipedia]

La bellissima dimora di 3000 m2, dove visse tutta la vita Erminio Sipari, il cugino del filosofo, più  giovane di tredici anni, è stata alla morte della figlia, ultima erede, nel 2006, trasformata dopo un restauro in una Casa Museo gestita da una fondazione (la Fondazione Erminio e Zel Sipari).
Stupisce trovare in una cittadina di vacanza, di soli 2000 abitanti, situata nel Parco Nazionale d’Abruzzo, un palazzo così rifinito ed elegante.

Croce fu sempre fiero di essere nato in Abruzzo.
Nel suo Discorso di Pescasseroli, pubblicato nella Rivista Abruzzese del 1966, scrisse: – ...Io mi sono detto spesso a bassa voce, tra me e me, e qualche volta l’ho detto anche a voce alta: – Tu non sei napoletano, sei abruzzese! – e in questo ricordo ho trovato un po’ di orgoglio e molta forza.

Il filosofo tornò molte volte nella sua casa natale: la prima  fu nel 1910, dopo la sua nomina  a senatore del Regno. Predisse alla cittadina un futuro di visibilità legato agli escursionisti. Futuro che si avverò quando Erminio Sipari fondò nel settembre del 1922 il Parco Nazionale d’Abruzzo, contemporaneo al Parco Nazionale del Gran Paradiso, nato da una ex riserva di caccia tra la Valle d’Aosta e il Piemonte. Il parco piemontese risulta leggermente più  vecchio, essendo il parco abruzzese istituito ufficialmente l’undici gennaio 1923.

Erminio visse con la moglie Zel tutta la vita nella casa tra il verde dei monti. Ospitò molte volte il cugino e Vittorio Emanuele III che cacciò l’orso marsicano.

Tutte le stanze si sono fermate al tempo in cui la casa era vissuta ed amata. I tendaggi, i mobili, gli oggetti ci ricordano che fu una casa  che ospitò molte persone. Tutto è rimasto come era ed aspetta forse che Benedetto rinasca nella sua culla.

La culla di Benedetto. È stato conservato con cura anche il suo corredino da neonato

La casa ha un suo fascino; sembra essere stata abbandonata da poco e in attesa che gli abitanti ritornino. Che il camino sia acceso, che Erminio, la sua famiglia ed i suoi invitati mangino i pasti sulla tavola apparecchiata con cura.

La libreria

Erminio il naturalista e Benedetto il filosofo, senza che nessuno lo sappia, ritornano certamente certe sere in estate per parlare dei loro figli, leggere i loro libri nei salotti e nella biblioteca…

…Aprono le finestre e respirano l’aria del mattino

Chiedono alla casa che hanno amato di parlarci ancora di loro, di farli vivere e soprattutto di continuare lei a vivere, seppur per brevi attimi,  insieme a noi.

 

Note (da Wikipedia, a cura dell’autrice)

(1)  Benedetto Croce nacque a Pescasseroli, in provincia dell’Aquila, il 25 febbraio del 1866. I genitori appartenevano a due facoltose famiglie abruzzesi: la famiglia Sipari, quella materna, originaria della stessa Pescasseroli ma radicatasi anche in Capitanata e Terra di Lavoro, particolarmente legata agli ideali liberali, e l’altra, quella paterna, originaria di Montenerodomo (in provincia di Chieti) ma trapiantata a Napoli, legata invece ad una mentalità di stampo borbonico, poiché il nonno «Benedetto “il Vecchio”» era «un alto magistrato del Regno delle Due Sicilie».
Croce crebbe in un ambiente profondamente cattolico, dal quale però, ancora adolescente, si distaccò, non riaccostandosi più per tutta la vita alla religiosità tradizionale.
A diciassette anni Benedetto perse i genitori, Pasquale Croce e Luisa Sipari, e la sorella Maria, periti il 28 luglio del 1883, durante il terremoto di Casamicciola, nell’isola d’Ischia, dove Croce si trovava in vacanza con la famiglia. Un terremoto durato non più di 90 secondi ma dalla potenza devastatrice enorme – e per questo rimasto come esempio terribile di distruzione nel modo di dire delle popolazioni coinvolte – dove lo stesso Benedetto rimase «sepolto per parecchie ore sotto le macerie e fracassato in più parti del corpo».

(2) – La quarta pandemia di colera durò dal 1863 al 1875 e si propagò dall’India a Napoli e in Spagna.

(3) – Tutte le foto sono dell’autrice, tranne le due da Wikipedia (segnalato sotto la foto)

 

Clicca per commentare

È necessario effettuare il Login per commentare: Login

Leave a Reply

To Top