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La riscontro in un mio compaesano. Emigrato perché privo di arte, ha fatto fortuna. Lavorando sodo.
Con le stesse capacità e tenacia nella sua terra sarebbe diventato uno stimato medio-borghese. Nel ‘nuovo mondo’, dove si è ingrandito in affari e proprietà, è diventato un medio-borghese ‘protervo’. Perché? Perché il suo mondo è dimensionato sulle sue pretese. Non diritti. Pretese. Lo Stato in cui vive non può non essere chino alle sue richieste. L’intero ordinamento socio-giuridico è stato redatto affinché lui goda di diritti. Anche i ‘doveri’ sono identificati sulle sue capacità. Vive in una ‘protezione’ giuridica propria. La stessa forma di governo, che è quella ‘democratica’, indulge affinché lui sia salvaguardato. La sua religione, che ha carattere universale, per lui ha una considerazione maggiore.
Non parliamo dell’economia, dell’ambiente, della società, della politica: sono aspetti della vita che per lui operano in modo da privilegiarlo. Giacché vive in una realtà: la più ricca, la più potente, la dominante.
Nasce da qui la protervia.
Come si manifesta? Nel considerare l’universo socio-planetario alle sue dipendenze.
Non conosce paura se non quella di perdere il primato.
Non mi sarei attardato in tali considerazioni se non avessi visto il corpo intero di queste argomentazioni incarnate nel mio conterraneo e coetaneo.
Sensibile all’aspetto sociale del vivere civile soltanto per godere della compagnia degli altri. Di cui non vuole sapere nulla, se non per l’utilità che ne può trarre. Una utilità che rinsalda insieme gli individui, li identifica, li protegge.
La conclusione finale cui giungo: non si raggiunge nessuna meta valoriale, mai. La si conquista, e occorre curarne lo stato. Se si abbassa la guardia anche la più verace democrazia si tramuta in burla; il diritto internazionale in un gioco per furbastri; le guerre in un passatempo per gli ultimi che vi muoiono.
Ha un volto il mio compaesano. Lo critico, non lo disprezzo. Confido che gli sovvenga la dimensione umile che aveva allorché emigrò. Il suo lavoro ha fatto grande il Paese che lo ha accolto con cordialità e rigore. Sono qualità umane. Non politiche né ideologiche né religiose. Per una convivenza civile.
Note (a cura della Redazione)
Immagine di copertina (selezionata dalla Redazione)
Hieronymus Bosch, particolare del Cristo portacroce, Gand.
La Salita al Calvario (o Cristo portacroce) è un dipinto a olio su tavola (76,7×83,5 cm) attribuito a Hieronymus Bosch, con datazione al 1510-1516 circa, o a un imitatore dell’artista, con datazione al 1535 circa. È conservato nel Museo di belle arti di Gand (da Wikipedia).








