proposta da Pino Moroni

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Il brano Help me fu scritto da Andrea Lo Vecchio e Shel Shapiro e fu presentato dai Dik Dik alla trasmissione televisiva Canzonissima ’74 (presentata da Raffaella Carrà e Cochi e Renato). Ispirato alla canzone di David Bowie “Space Oddity” del 1969.
Una canzone contributo alla fine dei catastrofici progetti spaziali, nella corsa allo spazio senza tregua, tra i due blocchi contrapposti degli USA e la Russia, accompagnati da enormi costi per l’umanità, in termini economici, di inquinamento e perdite di vite umane (in fondo un’altra guerra con gli uomini a fare il tifo).
I casi di morte più conosciuti (o rivelati) sono quelli delle tre vittime americane dell’Apollo 1, le quattro russe della Soyuz 1 e 11. Le centinaia di vittime dell’esplosione dei razzi N1 e della catastrofe di Nedelin. L’ Apollo 13 (di cui fu realizzato un film omonimo di Ron Howard) invece fu un esempio di rientro di emergenza riuscito, dopo una esplosione a bordo nello spazio (“Houston abbiamo un problema”).
Per i dispersi nello spazio si hanno solo le registrazioni dei fratelli radioamatori Judi- Cordiglio di Torino che alimentarono il mito di missioni sovietiche segrete finite in tragedia. Nulla dagli Americani. Molte storie fanno parte delle leggende metropolitane.
Nel 1975 finalmente USA e Russia decisero di avviare una proficua collaborazione con una stazione spaziale comune ed inviare Sonde spaziali (senza uomini) per l’esplorazione di qualcosa di più che il nostro satellite od i pianeti del sistema solare.
La canzone Help me parla della partenza di un astronauta (Mc Kenzie) che dovrebbe arrivare a Giove (vedi 2001, Odissea nello spazio di Stanley Kubrik).
Grandi applausi e tanta gente nella Sala di controllo di Cape Canaveral, presente anche la moglie, incinta di sette mesi. All’improvviso il dramma (un guasto, un’avaria, un’asteroide?). Poi quel grido disperato dell’uomo Mc Kenzie: “Help me… Help me”. Poi silenzio, non si sente niente più.
Tre anni dopo il suo bambino riascolterà quell’ultimo messaggio del padre, disperso nello spazio. Un brano semplice, naif come se ne componevano allora per dire cose importanti anche sulla guerra nello spazio. Che potrebbe anche ricominciare!
Da YouTube:
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Help Me
È partito il 18 Settembre
ed a Huston c’è un sacco di gente,
«PRIMO UOMO CHE ARRIVA SU GIOVE»
un boato di applausi: si muove.
C’è sua moglie in sala controllo
tra due mesi avrà il primo figlio;
sono tutti sicuri ed allegri
solo lei sembra proprio che preghi.
D’improvviso si vede una luce
dallo spazio arriva una voce,
ma si sente lontana lontana,
sembra proprio Mc Kenzie che chiama:
«Help me, help me, help me, yeah»
poi silenzio, non si sente niente più
solo help me, help me, help me, yeah
poi silenzio e niente più.
Hanno detto: «c’è un guasto banale,
ma Mc Kenzie può ancora arrivare»
ed intanto si è perso il contatto;
c’è chi dice c’è stato un impatto.
Son passati tre anni a Settembre,
di Mc Kenzie non resta più niente.
Solo un nastro che ha registrato
una voce di uomo impaurito:
«Help me, help me, help me, yeah» . . .
«Non hai mai conosciuto tuo padre,
era un uomo importante, tesoro
è quell’uomo vestito d’argento
è la voce che senti ogni tanto:
“Help me, help me, help me, yeah”»







