di Francesco De Luca
Sono nel bel mezzo di un mare che a sinistra è chiuso dalla piccola protuberanza rocciosa su cui è stato eretto l’ hotel Gennarino a Mare. Lo sguardo va in alto dove si evidenzia la casa bianca che fu del pittore Fontana. Lì termina la salita Croce e prende avvio la stradina che costeggia l’arco della collinetta fino alla cappella votiva del Cuore di Gesù. Nella parte alta spiccano le case bianche del borgo di Sopra Giancos. Nella parte bassa si spiega la spiaggia di Giancos.
Il nome deriva dalla deformazione dialettale della parola Cossa, e venne affibbiata alla località ponzese allorquando sedeva sul seggio papale Giovanni Cossa col nome di Giovanni XXIII (1410) (1).
Le isole ponziane in quel periodo erano spopolate e senza governo. Tre contemporanei Papi si spartivano il potere della Chiesa e l’importanza delle isole era inconsistente. Ma papa Giovanni era nativo di Ischia e la vicinanza geografica fu determinante affinché gli isolani con residenza stagionale e privi di Autorità statale attribuirono, in ossequio al papa, a quella località il nome di Giovanni Cossa. Mutato dal dialetto in Giancos.
Dal mare, a destra c’è un altro sperone di roccia che delimita il cavo della spiaggia: è lo scoglio di Frisio.
Acqua appagante per calura e frescura. Un bagno delizioso. Chiudo gli occhi e mi romba in testa il motivetto:
Do do do
domani me ne vado
Re re re
respiro l’aria pura
Mi mi mi….
è la canzoncina che cantavano i bimbi delle colonie estive. Erano ospitati dalle Suore e venivano a fare il bagno nella marina di Giancos. Con la moglie d’ u diavolo ‘i Parmarola, vestita di nero, come assistente alle suore per tener buoni i bambini, e più in là, appartati, Mirella e Ciccillo, fidanzatini, a godersi il mare.
Apro gli occhi e la realtà mi sommerge. Una realtà ben diversa. Più mercantile e meno spontanea. Più confusionaria e meno paesana.
Ma la forza di Ponza sta proprio nel suo addobbarsi per un tempo limitato ad isola per il consumo del divertimento forzato delle ferie. La sua ‘anima isolana’ presto, con l’autunno, riprenderà lo scettro. I Ponzesi ritorneranno isolani residenti. Con gioie e dolori. Con più verità e meno avidità.
Nota (a cura della redazione)
Per quanti si sono stupiti dell’apparente incongruenza.
Giovanni Cossa. Fu eletto papa il 17 maggio 1410 dalla fazione pisana. In quegli anni la Chiesa cattolica era divisa e c’erano più papi rivali nello stesso momento. Fu deposto nel 1415 dal Concilio di Costanza.
Essendo un antipapa, la Chiesa non lo conta tra i veri pontefici. Per questo motivo il nome Giovanni XXIII fu ripreso nel 1958 da Angelo Roncalli.











Luigi M. Dies
11 Settembre 2026 at 16:12
Iamm’ pure nuie a Ciancòss’… o è meglie Sant’Antuòn?
Fantasie e documenti storici. Che bello! Franco mi ha fatto sentire come un papero a mollo che “spaletta” tra memoria vissuta e immaginario spalmato nei secoli.
A Giancos, c’erano le nostre cave ‘i tremmulìn’ (i vermi da sabbia usati come esca impareggiabile). Anche a Sant’Antonio (…si dovrebbe dire in ogni caso Antuono, l’abate nostrano e non Antonio, quello da Padova. Ma quello che non andava italianizzato invece lo fu). Qui, a Sant’Antuòn la tremolina era più scarsa, ma, in compenso, a mollo e in acqua bassa, si scavavano con i piedi buche da cui venivano fuori grosse conchiglie, anche 5/6 cm ¢, famiglia delle Tellinidae, lisce e di colore che tendeva al rosa, soprattutto erano commestibili. Più al largo, dove già compariva il fondale con ancora intatte praterie di posidonia, a mmiez all’aleghe trovavi già i lanapèrl’, la splendida Pinna nobilis.
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Per noi, il massimo dell’avventura, era di cogliere al volo l’occasione di fare un ‘giro’ con il sandolino. Ce n’erano, che scorrazzavano per la baia del porto, tre o quattro, ma l’artista nel campo specifico era Luigi Ambrosino. La bottega era in via Corridoio. Ciro Iacono, lì, abbascie Mamozio, non era tuttavia da meno, anzi… Insomma, artigiani e carpentieri se la battevano. Comunque Luigi stava sempre in mezzo a noi e lui se li costruiva da solo.
Non ho tuttavia mai incontrato, nelle mie estati ponzesi, il nominato da Franco, Baldassarre figlio di Giovanni, eletto papa e dichiarato di lì a poco antipapa XXIIIº, cancellato, diversi secoli dopo anche dall’ elenco ufficiale dei papi. Tanto che di XXIIIº abbiamo avuto poi la gran figura di papa Roncalli. Forse sua santità Cossa era troppo impegnato nel suo girovagare tra seggi papali, reali e fittizi, a condurre le sue lotte per il soglio, tra un arresto e un processo, tanto da nona avere, credo, mai avuto il tempo di villeggiare a Ponza. Può essere invece che a Ponza ci sia stato ma da giovane, a pescare aragoste con i suoi compaesani. Lasciamoglielo però questo privilegio di aver dato il nome a una delle nostre spiagge tra le più belle. O forse lo lasciamo al padre?