Attualità

L’incendio del Reichstag come metodo

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di Guido Del Gizzo

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Nel febbraio del 1933 un incendio doloso distrusse il Parlamento tedesco, un mese dopo che Hitler era stato nominato cancelliere.
Fu accusato un sedicente comunista olandese, ma l’opinione degli storici è che i nazisti non solo fossero a conoscenza dell’iniziativa, ma probabilmente la organizzarono.
Il resto della storia lo conosciamo.

Le rivelazioni del quotidiano israeliano Haaretz, secondo il quale Netanyahu era stato informato, con 10 giorni di anticipo, dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, confermano quello che tutti gli analisti hanno detto all’indomani della tragedia: i servizi segreti israeliani non potevano non sapere.
E figuriamoci se erano rimasti all’oscuro di tutto, solo perché «Netanyahu  non li aveva informati».

Così oggi apprendiamo che, di fatto, nell’ottobre 2023 c’è stato un colpo di stato da parte della destra israeliana, incruento: a parte i morti nell’assalto e la tragedia degli ostaggi.
Di questo e non di altro, si è trattato.
Anche oggi, il resto della storia lo conosciamo.

Pochi oggi ricordano la celebre lettera al New York Times firmata da Albert Einstein, Hannah Arendt e altri intellettuali ebrei, pubblicata il 2 dicembre 1948 (e apparsa sul quotidiano il 4 dicembre) per denunciare la natura fascista del neonato partito israeliano Herut guidato da Menachem Begin, paragonandolo ai partiti nazisti e fascisti europei per organizzazione, metodi e filosofia politica.
Ma, negli ultimi giorni, la cronaca ci ha proposto un paradosso storico/economico incredibile.
I neonazisti hanno vinto le elezioni in Sassonia, una delle regioni più svantaggiate della ex DDR, quindi ex comunista, dove stanno chiudendo le fabbriche della VolksWagen, acuendo la crisi sociale.
Una di queste fabbriche, quella di Onasbrück, però verrà riconvertita al militare – comunque con riduzione di personale – grazie all’investimento del fondo Aurelius Capital, in collaborazione con l’amministrazione locale, il Land della Bassa Sassonia, appunto.
Il fondo Aurelius Capital è israeliano e il suo obiettivo è produrre sistemi missilistici per la difesa aerea, si suppone in prospettiva di difesa anti russa.

In sintesi: i neonazisti vincono in un’area ex comunista e degli ebrei costruiscono con loro delle armi, per combattere contro i russi.
Il glorioso Novecento è davvero finito.

Per il momento, la cosa più seria che ci resta da fare è conservare la memoria – e forse tramandarla -, dei livelli di civiltà che, per pochi effimeri decenni, avevamo raggiunto e che abbiamo potuto vivere: un po’ come prova a fare Ponzaracconta.


Immagine di copertina
Daily Worker – March 1, 1933. The German Reichstag building burns on Feb. 27, 1933 in this colorized photo
[public domain]
The Nazis seized on the fire, blame the Communists and the radical left

1 Comment

1 Comment

  1. Bixio

    11 Settembre 2026 at 06:54

    Con riferimento alla nota di Del Gizzo sull’incendio del Reichstag, Netanyahu, Torri Gemelle… tutti sapevano per avere dopo terra spianata strategica per il potere.
    C’è anche Brusca che dichiara che Berlusconi sapeva! (nell’interrogatorio Brusca dichiara che il Berluska sapeva degli attentati e delle stragi del ’92/’94, ma bisognava delegittimare la sinistra per favorire la sua discesa in campo con Forza Italia)

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