di Francesco De Luca
A riflettere sugli accadimenti che stanno avvenendo nel mondo con spirito critico si giunge alla conclusione che noi, gli ultimi, i poveri cristi, siamo tali perché veniamo considerati e usati come ‘pedine’ di un gioco. Estremamente intricato, ponderoso di affari, di mercati e di guadagni. Paludato di ‘credi religiosi’ e di ideologie. Ma, soprattutto, mortalmente dannoso per chi è oggetto di indottrinamento, di distorta informazione, e soggiacente alle leggi. Da cui dovrebbe trarre la sua sicurezza e da cui, invece, viene l’imperio a combattere. E a perire.
E’ evidente a chiunque rifletti senza paraocchi ideologici che le guerre sono volute e perpetrate dalle classi dominanti, per un subdolo desiderio di affari.
Muoiono i cittadini ucraini in un conflitto di cui non hanno né responsabilità né aspettative. Allo stesso modo muoiono i giovani russi per un ‘disegno politico’ di Putin, non certo della popolazione russa.
E che dire del conflitto Israele-Palestina. Sono naturalmente destinate, nel passato come nel presente, a convivere assieme. Eppure i loro comandanti scelgono la guerra. Con la connivenza degli Stati che hanno elaborato trattati e Autorità e Organismi con lo scopo di mitigare i diverbi, attutire le divergenze, privilegiare il dialogo invece che l’uso delle armi. Ma, poi, sono questi Stati i maggiori produttori di armi, e le banche che foraggiano quegli investimenti sono in mano a lobby, con rappresentanti nei loro parlamenti.
Armi, informazione, energia: questi i fattori dei domini in ballottaggio, sulla pelle di noi, poveri cristi, che stupidamente tifiamo per l’una parte o per l’altra. Ricevendone, soltanto noi, il danno esiziale della morte.
Finge Trump d’ essere d’accordo con Putin, ricevendone lo stesso trattamento. E dietro, come una schiera di servi, fingono Cina, Europa, Italia, Israele, Ucraina. Fingono nel senso che non si dice il vero intento cui si anela. Non la pace bensì gli affari. Quelli di oggi e quelli di domani.








