Gasbarra Rita

La Perdonanza de L’Aquila

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testo e foto di Rita Gasbarra

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Il 28 di agosto si è celebrata a L’Aquila la 732^ Perdonanza Celestiniana, riconosciuta nel 2019 Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco.
Si tratta di una manifestazione storico-religiosa, nata nell’agosto del 1294, quando Papa Celestino V (1), nella Bolla pontificia Inter Sanctorum Solemnis, concede l’indulgenza plenaria (2) a chiunque, confessato e pentito, tra il vespro del 28 agosto e il vespro del 29 agosto di ogni anno, entri nella Basilica di Collemaggio.

Ogni anno la Bolla, documento storico conservato, da dopo il terremoto del 2009, nel caveau di una banca, viene portata in corteo dal centro della città fino alla Basilica. Qui la pergamena entra dalla Porta Santa, aperta solo in questa occasione, e viene esposta al pubblico in una teca, fino alla sera del 29. Dalla Porta Santa potranno accedere in chiesa tutti coloro che vogliano il perdono divino.

Il corteo è ricco di presenze e figuranti ed è uno spettacolo insolito veder circolare per la città, prima e dopo la cerimonia, persone singole o in gruppo vestite in abiti medievali e rinascimentali.
Quest’anno hanno preso parte alla sfilata ben 800 persone, fra cui 120 bambini. Apre il corteo la Dama della Croce, che porta una croce gioiello, eseguita da un orefice locale, da donare alla Basilica. Seguono i rappresentanti delle associazioni civili della città con i loro stendardi, poi i gonfaloni dei comuni abruzzesi con sindaci e rappresentanti, seguono le associazioni religiose e la nutrita schiera dei figuranti in abiti storici, con i musicisti, gli sbandieratori, i bambini abbigliati da paggi e damigelle.
Una festa per gli occhi e per le macchine fotografiche.

A chiudere il corteo, il Giovin Signore, che porta il bastone per bussare alla Porta Santa e decretarne l’apertura, e la Signora della Bolla, colei a cui è affidato l’astuccio con la pergamena.

La veridicità degli abiti e il portamento dignitoso dei figuranti fanno pensare in certi momenti di essere entrati in una macchina del tempo e di essere tornati nel passato…

Note

(1) – Papa Celestino V viene ricordato da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Lo ritroviamo nell’Antinferno, nel girone degli “ignavi”, coloro che vissero “sanza ’nfamia e sanza lodo”, rifiutandosi di prendere una netta posizione morale nella vita. Il severo giudizio fu dovuto alla “viltade” del  ” gran rifiuto” di Papa Celestino, che resistette sul soglio pontificio 4 mesi, per poi dimettersi, considerandosi non idoneo per il compito. Leggendo della sua vita, mi sono fatta altra idea. L’uomo, al secolo Pietro Angelerio, detto Pietro da Morrone, era un eremita in odore di santità. Eletto a sua insaputa in un periodo turbolento per la Chiesa, probabilmente non resse alle pressioni politiche della Curia e se ne volle tornare alla preghiera. Fu poi canonizzato nel 1313. Le sue spoglie sono visibili nella Basilica di Collemaggio, che lui stesso aveva fatto edificare.

(2) – Fino all’anno1294, l’indulgenza plenaria era concessa solo ai crociati in partenza per la Terra Santa o dietro pagamento di somme significative

1 Comment

1 Comment

  1. La Redazione

    9 Settembre 2026 at 05:59

    Non troppo lontano da noi, a Ischia, l’isola madre di Ponza, si svolge ogni anno il 26 agosto, per la festività di S. Alessandro, un famoso corteo storico: oltre 200 figuranti (fino a 300) in abiti d’epoca sfilano dal Castello Aragonese fino alla chiesetta del borgo di Sant’Alessandro.

    https://www.ischia.it/festa-di-sant-alessandro (con galleria di immagini)

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