De Luca Francesco (Franco)

8 settembre, la natività di Maria

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di Francesco De Luca

 

Le voci si sentivano soffuse, lontane, flebili. Anche a causa del fatto che stavo a letto, erano le sei del mattino, e quelle voci agevolavano il mio risveglio.

Erano voci che cantavano lodi alla Madonna. 8 settembre, la natività di Maria.

Con don Luigi Dies l’otto settembre riportava nelle mani del parroco la conduzione delle festività liturgiche. Che nel periodo estivo, da luglio, era stato lasciato alla devozione spontanea dei fedeli. Che ne amministravano i culti nei rispettivi vicoli, corredati di edicole votive con le raffigurazioni della Madonna delle Grazie o della Madonna del Carmine.

La  natività della Madonna   (‘a Madunnella) don Luigi la accoppiò ad un altro culto mariano: la Madonna di Porto Salvo, a Ponza detta la Madonna della Salvazione.

Quella, per intenderci, che diede nome al piccolo promontorio della Madonna, e che lì era venerata da tempi lontanissimi. Vi portarono infatti un’effigie della Vergine i pescatori che da Ischia si trasferivano nell’arcipelago per la campagna di pesca annuale. Già dal 1300 in una piccola grotta, sull’alto della collinetta, collocarono un quadro della Vergine. Simile a quella che a Ischia protegge i pescatori dalla sua chiesa sul porto.

Unite dunque le due festività, come ho già scritto su questo Sito.

Con un’altra particolarità: da Le Forna i fedeli si recavano, in pellegrinaggio, nella cappella del cimitero per onorare la Madonna. Quella che con un braccio sorregge il Bambino Gesù e nell’altra mano tiene la sagoma di una barca a vela. Lei dei marinai è la protettrice.

Da poco ero andato a vivere con la famiglia nella casa in via Madonna, nelle adiacenze del cimitero. Sul far del mattino quelle voci mi svegliavano. Non nascondo che queste tradizioni rendono più vincolante del sangue, l’appartenenza alla comunità ponzese.

Don Ramon, l’attuale parroco della parrocchia del Porto in Ponza ha voluto ripristinare la tradizione: da Le Forna i fedeli sono venuti e nella chiesetta del cimitero si è tenuta la messa celebrativa.

Iniziativa lodevolissima.

Non sono stato svegliato dai canti e non ho sentito alcun sussulto al cuore, ma tutto quanto cementa la vicinanza fra i miei compaesani, dà sollievo al mio spirito.

In tempi di  guerre ideologiche segnali di convivialità e di comunità rincuorano. Non solo chi, come me, soffre la pesantezza degli anni, ma anche chi si accinge a trovare nel mondo la sua personale collocazione.

 

 

 

 

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