racconto storico di Fabio Lambertucci
“Alla Compagnia della Rocca”, Civitavecchia
F. L.
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Eritrea, Baia di Zula (l’antica Adulis), 60 chilometri a sud di Massaua, 4 gennaio 1868
Alla Compagnia della Rocca
Oggi a bordo della “Great Victoria” proveniente da Suez sono giunto nella baia di Zula. All’ancora ci sono già più di 50 navi inglesi.
C’è anche la fregata “Octavia” che imbarca il comandante in capo della spedizione britannica, il generale del Genio sir Robert Napier.
Il Comando Italiano ha incaricato me, conte capitano Egidio Osio di Milano – proprio come il Manzoni ha chiamato l’amante della Monaca di Monza! – di tenere sotto osservazione la “Spedizione militare britannica in Abissinia” contro l’imperatore d’Etiopia Teodoro II che ha vigliaccamente imprigionato missionari protestanti tra cui il noto Henry Aaron Stern e il valdese piemontese David Pietro, il console capitano Charles Duncan Cameron assieme a diplomatici inglesi, 60 europei compresi donne e bambini, nella remota fortezza montana di Magdala che sorge sopra un altopiano di 2750 metri al centro della regione desertica dell’Amhara, difesa da ben 9mila guerrieri, per vendicarsi di non essere stato riconosciuto e rispettato dalla Corona di Sua Maestà la regina Vittoria!
Così mi ritrovo a 27 anni, dopo aver combattuto da volontario a 18 nella Battaglia di Palestro nella Seconda Guerra d’Indipendenza del 1859 nel 10^ Reggimento della Brigata Regina nella Divisione comandata da Giuseppe Garibaldi nella quale mi arruolai senza il permesso di mio padre Nicola e, dopo l’Accademia Militare di Ivrea, essere stato decorato al valor militare alla presa di Capua nel ’60 e infine aver combattuto nel Meridione d’Italia contro i briganti, ad osservare stupefatto una incredibile impresa militare in Africa Orientale!
Infatti il premier inglese Lord Derby ha ordinato al British Raj, l’Impero anglo-indiano, di organizzare a sue spese una forza militare speciale per liberare i prigionieri.
L’arduo compito è ricaduto sul severo e rigoroso tenente-generale Robert Napier che si è ottimamente distinto in Cina e in India nelle campagne contro i Sikh e nella repressione dell’ammutinamento nel 1857 dei Sepoys: ha fatto demolire quasi tutta la città vecchia di Lucknow nell’Uttar Pradesh nel nord dell’India, centro della rivolta, e il tutto l’ha fatto pagare agli abitanti!
Ecco che arriva il mio amico inglese il capitano del Genio William West Goodfellow con la nuova uniforme color kaki e il casco coloniale di sughero coperto da una fascia di stoffa bianca.
La sua fidanzata Elisabeth, figlia di un missionario, è tra gli ostaggi del Negus:
– Salve William! Come vanno le operazioni di sbarco? Vorrei tanto scrivere un diario di viaggio su questa vostra spedizione che credo veramente rimarrà epica!
– Hi Egidio! Very good! Hai detto giusto: epic! Pensa che per liberare i nostri compatrioti, gli altri europei e la mia povera Betty impiegheremo 13mila soldati tra i nostri e gli indiani tra cui 4 reggimenti di cavalleria indiana, uno squadrone di cavalleria britannica, 10 reggimenti di fanteria indigena, 4 batterie di artiglieria da campo, una batteria di 6 mortai da 5 pollici e mezzo, 2 da 8 pollici, 26mila coolie addetti ai lavori pesanti e alla sussistenza, 13mila muli e pony, 1000 asini, 13mila pecore e 7mila manzi, altrettanti cammelli e per finire 44 elefanti!
Ci siamo portati da Bombay anche un porto prefabbricato completo di fari, impianti di desalinizzazione e un treno da montagna!
Una straordinaria impresa logistica, una perfetta fusione di forza indiana e tecnologia britannica!
Ora dovremmo trasportare tutto per 400 miglia (640 chilometri) di deserto e montagna fino a Magdala!
Dovremo costruire un tratto di ferrovia e la strada fino a Senafe’ ma niente paura perché i nostri genieri sono i migliori al mondo!
Teodoro si illude che non ce la faremo perché non conosce ancora la nostra forza e determinazione e soprattutto il nostro grande comandante in capo!
– Hai ragione William! Con un comandante come Napier tutto è possibile!
Mi ricorda il mio Garibaldi che con soli mille uomini è partito alla conquista del Regno borbonico delle Due Sicilie!
– Napier mi ha inoltre ordinato di scavare dopo la nostra Campagna tra le rovine di Adulis che fu il porto del Regno di Axum. Mi aiuterà il paleografo Richard Rivington Holmes del British Museum. Chissà cosa vorranno mai trovare in questo posto dimenticato da Dio?
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25 Gennaio 1868
L’enorme spedizione britannica è partita ed io la seguo…
Ho conosciuto Napier e ho ricevuto un’ottima impressione: non è un esaltato ma un militare molto realista. Infatti per evitare assalti durante l’impervio viaggio ha pagato profumatamente con talleri d’argento di Maria Teresa i ras locali che hanno subito tradito e abbandonato il Negus Teodoro.
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9 Aprile 1868
Nel caldo torrido tra le Euphorbie, le “candele del deserto”, e nonostante leopardi, leoni e sciacalli, dopo una lenta e faticosissima ma inesorabile marcia di tre mesi, lasciandoci alle spalle le carcasse di migliaia di animali disidratati, per Grazia di Dio siamo finalmente giunti ai piedi della fortezza nemica!
Euphorbia abyssinica (Candela del Deserto). Foto flickr.com
I guerrieri di Teodoro guidati dal fedele generale Fitawrari Gebreye armati solo di lance e scudi, qualche fucile e cannone hanno attaccato ma i britannici armati con i moderni fucili Snider-Enfield che sparano 10 colpi al minuto li hanno facilmente sbaragliati e hanno lamentato solo 2 caduti.
Moltissimi guerrieri sono scappati e così Teodoro ha dovuto intavolare una trattativa: ha liberato due ostaggi ma non ha ceduto sulla resa incondizionata imposta da Napier che il 13 aprile ha quindi ordinato di bombardare la fortezza per due ore.
Riparato sotto una grande acacia mentre esplodeva un violento temporale e la banda suonava “Garry Owen”, l’allegra marcia marziale irlandese, ho visto i reggimenti “West Riding” e “Black Watch” guidare la carica su per il monte!
In due ore di feroce combattimento i britannici hanno ucciso 700 abissini e feriti 1800! Solo 18 i feriti inglesi.
Quando si è saputo che Teodoro, ferito ad una gamba, si era suicidato sparandosi in bocca con la pistola c’è stata la resa generale.
Gli stendardi di seta dei reggimenti sventolavano, i caschi, non più bianchi perché colorati dai soldati con il thè, il caffè o con il fango per renderli mimetici, venivano agitati e si lanciavano gli Hurrah! di trionfo.
I suoni della vittoria scesero per il monte e percorsero l’altopiano a una distanza di ben 4 chilometri e le colline circostanti riecheggiavano del grido: “God save the Queen!”.
Un brivido mi è corso lungo la schiena.
I prigionieri sono stati liberati: non vi dico la gioia del mio amico!
David Pietro mi ha mostrato i segni della tortura subita ma ha deciso lo stesso di restare in Abissinia e di diventare agricoltore!
Napier ha fatto distruggere l’artiglieria abissina e la fortezza di Magdala. Prima però ha saccheggiato il tesoro imperiale: 500 preziosi antichi manoscritti cristiani decorati, la corona d’oro e il sigillo di Teodoro, croci processionali in oro e argento, icone, tavole d’altare, bellissimi gioielli e armi. Ci sono voluti ben 15 elefanti e duecento muli per trasportarli! Destinazione Londra al British Museum.
Sono stati deportati in Inghilterra anche il principe Alemayehu Tewodros e l’imperatrice Tiruwork Wube.
Durante una ricognizione sono stato investito da un puzzo nauseabondo.
Mi sono affacciato da un precipizio e – orribile a dirsi! – ho visto circa 300 corpi trucidati!
I poveretti erano Galla, tribù nemica del Negus, che li ha assassinati prima dell’arrivo degli inglesi. E si proclamava pure un buon cristiano!
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Il capitano Goodfellow, ora molto felice, ha scavato per 13 giorni ad Adulis, ha avuto molta fortuna e ha scoperto una basilica paleocristiana con colonne di marmo bianco e rinvenuto monete d’oro e di rame del tempo del re axumita Ouazebas.
Scavi di Adulis (da: https://www.varesenews.it/2024/03/gli-scavi-nellantica-citta-adulis-iniziati-dai-fratelli-castiglioni-offrono-nuove-eccezionali-scoperte/1875606/]
19 maggio 1868
– Visto Egidio? Ho disegnato tutto per quando i nostri archeologi potranno continuare lo scavo. Tu che farai?
– Mi imbarco oggi sull'”Indore” per Suez. Vorrei poi far pubblicare dalla Società Geografica Italiana il mio diario della spedizione.
– Bene. Non vedo l’ora di leggerlo! Speriamo di rivederci presto! Egidio Good luck!
– Buona Fortuna anche a te e a Elisabeth, amico mio!
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Epilogo storico
Il tenente-generale Robert Napier (Ceylon, oggi Sri Lanka, 1810 – Londra, 1890) venne nominato dalla regina Vittoria Primo Barone di Magdala, Gran Commendatore dell’Ordine del Bagno, membro della Royal Society, Libero cittadino di Londra e lo celebrò con una statua equestre posta nei giardini della residenza del Viceré d’India a Calcutta. Un’altra si trova a Londra. Un cannone da 1000 libbre a Gibilterra di cui fu Governatore porta il suo nome così come una scuola.
È sepolto nella St. Paul Cathedral a Londra.
Il capitano Egidio Maria Osio (Milano, 1840 – Milano, 1902) diede alle stampe con buon successo il suo diario nel 1869 per i tipi della Società Geografica Italiana.
Nel 1879 divenne Addetto Militare a Berlino e nel 1881 tutore e precettore del futuro re Vittorio Emanuele III.
Nel 1886 sposò Maria Scanzi ed ebbe tre figli.
Nel 1898 fu promosso tenente-generale e comandò la Divisione Milano.
È sepolto nella sua amata Selvino (BG).
Il Governo dell’Etiopia sta ancora tentando di riottenere tutti i suoi beni artistici e religiosi dal British Museum
Nota
A parte le due immagini di cui è segnalata (sotto) la fonte, le altre sono tratte da Focus Storia Wars (Mondadori). Pubblicazione chiusa da anni. L’autore ne conserva ancora gelosamente i fascicoli.
(C) Fabio Lambertucci (2026)
7 sett. 2026. Aggiunta della colonna sonora – Cfr. commento di Sandro Russo – in omaggio all’originalità di scrittura e di temi di Fabio: é un canto tradizionale irlandese utilizzato come marcia di guerra dal VII Cavalleria di Her Maiesty the Queen.
Da YouTube:
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Sandro Russo
7 Settembre 2026 at 05:31
Un canto tradizionale irlandese, Garry Owen, che dà il titolo al pezzo di Fabio Lambertucci è stato trovato su Youtube e aggiunto come colonna sonora all’articolo di base. Molti lo riconosceranno.
Sandro Russo
7 Settembre 2026 at 17:10
Non per polarizzare i commenti su un fatto insignificante, ma i ricordi vengono poco per volta. E stamattina in macchina, canticchiandola, ho capito perché quella marcia mi era tanto familiare… Era una delle “canzoncine sceme” del ‘grande’ Renato Rascel, di cui ricordo ancora le parole (…potete applicarle anche voi alla melodia):
“Era meglio morire da piccoli
coi peli del culo a batuffolo
che morire da grande soldati
coi peli del culo bruciati!”
Una delle prime canzoni antimilitariste di cui abbia ricordo