di Giuseppe Mazzella

.
Il racconto di Giuseppe Aprea di questa settimana che ci parla di Ponza attraverso… l’Amazzonia, ci dà l’opportunità di approfondire ancora una volta il nostro carattere isolano. Una sua nota, poi, è particolarmente illuminante: “Bisogna attraversare il mondo – scrive – per accorgersi che casa non è soltanto il luogo da cui si parte. E’ il luogo che, dopo averlo perduto di vista, si impara finalmente a vedere”.
Mi sembra veramente questo uno dei problemi del nostro comune sentire: non riuscire a vedere, meglio ancora, non riuscire a vederci. Troppe le nostre prevenzioni, i pregiudizi, le antipatie e simpatie che ci fanno errare nelle valutazioni. Tutto questo ci porta a non fidarci di nessuno, a restare ognuno, convintamente, nella propria pervicace e orgogliosa solitudine. Non basta, infatti, ricordare il nostro passato che ci appare più bello – ma anche su questo ho molte riserve – bisogna avere il coraggio di accettare i propri limiti e sforzarsi di migliorare.
E’ del tutto evidente che con questa mentalità non appare possibile nessuna collaborazione produttiva, e se ve ne sono, nascono spesso su alleanze basate su convenienze momentanee e opportunistiche. Una società basata su questo che appare sempre più un assioma non può crescere e accrescere il senso civile.
Eppure solo qualche decennio fa le nostre isole furono scoperte e apprezzate proprio per il nostro approccio spontaneo, semplice e accattivante. Il turismo, questa grande invenzione e opportunità del mondo moderno, purtroppo vissuta spesso con eccesso, trovò non solo paesaggi incontaminati, ma persone con cui dialogare. Sappiamo tutti la grande attrazione che ha esercitato negli anni sessanta e settanta del secolo scorso, su personalità di spicco del mondo culturale nazionale e internazionale. Tutti questi furono folgorati non solo dalla bellezza del nostro mare, ma anche dal nostro carattere ospitale. Poi, con il turismo di massa, siamo diventati tutti furbi, e in alcuni casi arroganti, concentrati solamente ad ottimizzare tempo e denaro. Finiva il turismo di fedeltà, come bene scrive Giuseppe Mazzella di Rurillo, parlando di Ischia, ma vale anche per noi: l’unico ancora in grado di garantire un futuro economico stabile e moderato.
Il nostro sito da tempo dibatte sulla nostra identità e il nostro futuro. Bisogna imparare ad attuare progetti condivisi, favorire il senso di appartenenza alle nostre tradizioni, alimentare la volontà di costruire un’isola migliore, ricostituendo una vera comunità.
E passiamo ai fatti della settimana.
Martina Carannante annuncia il benvenuto alla nuova nata Marcella, ai cui genitori Marika Spigno e Giuseppe Gabresù rinnoviamo le felicitazioni della nostra redazione.
Continuano gli eventi culturali, con buon successo di pubblico, che stanno arricchendo l’estate 2026.
Sempre Martina ci dà notizia del finissage della Mostra inaugurata il 28 agosto dedicata a Claus Wallner il pittore della Ravia.
Il 31 agosto si è svolto, poi a Villa delle Tortore lo spettacolo della Nestor Theater Company “Ulisse nell’occhio della Maga Circe: l’isola dove il mare cantava”, alla quale la nostra direttora Luisa Guarino dedica una preziosa nota storica sull’attività del noto gruppo teatrale.
Ancora Luisa Guarino illustra poi, con dovizia di particolari, la quarta edizione di “Ponza Film Festival”, organizzata da Acts Theater nei giorni 4, 5 e 6 settembre, con il patrocinio del Comune di Ponza, la direzione artistica di Francesco Maria Cordella e il coordinamento generale di Michele Princigalli. Una rassegna ricchissima che rappresenta per l’isola “un appuntamento culturale capace di coniugare la forza espressiva del cinema con l’identità e la bellezza di Ponza”.
Oggi, domenica 6 settembre poi, sempre nella stessa location, Emilio Iodice presenterà il suo ultimo libro dedicato al grande presidente americano Franklin Delano Roosevelt: “Rendezvous con il destino”.
La settimana è stata segnata anche da un fatto tragico, la scomparsa del giovane Marzio Giangiulio avvenuta nelle acque antistanti Forte Papa, alla cui famiglia il Sindaco di Ponza ha manifestato la propria vicinanza. La stampa riporta anche dei funerali che si sono svolti a Roma. Antonino Feola, Bixio, sull’onda della morte di Marzio, va con la memoria alla tragedia dell’affondamento del mezzo da sbarco americano del 26 febbraio 1944, evento tragico rievocato storicamente da un articolo di Luigi M. Dies.
Ancora Bixio si sofferma su quel clima un po’ triste e nostalgico di un mondo ormai scomparso.
Altra nota dolente di questi giorni, apparso anche sulla stampa, segnalato da Biagio Vitiello, sempre attento a tutto quello che può compromettere l’equilibrio naturale di Ponza, la comparsa di liquami di fronte ad alcune spiagge del centro di Ponza, forse dovuto al mal funzionamento del depuratore di Giancos, che ha anche causato problemi alla salute di alcuni turisti.
Pasquale Scarpati anche questa settimana ci offre uno spaccato su una Ponza di un tempo, rimpiangendo lo stile di vita oggi purtroppo così mutato.
E passiamo agli articoli, sempre nuovi e originali di Francesco De Luca che ci offre questa settimana più di una sorpresa. Partendo dalla rilettura della famosa poesia “Alla luna” di Giacomo Leopardi, sollecita di non abbandonarsi al solo ricordo, ma di vivere la realtà di ogni giorno con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Sempre Francesco ci racconta di un suo recente incontro con un’amica della sua infanzia dopo oltre mezzo secolo e che, emigrata negli U.S.A., torna all’isola e ci regala una inedita filastrocca, E ancora lo stesso si sofferma con accorato dolore su un fatto tragico accaduto proprio il 2 settembre del 1965.
Silverio Guarino, dopo tre anni di assenza dalla ‘Canzone per la Domenica’ (è lui stesso a precisarlo), propone Boum di Charles Trenet.
Anche questa settimana le nostre isole sono presenti sulla stampa: Ponza senz’acqua, il caso finisce in Parlamento;
Rita Gasparra segnala da “la Repubblica” un articolo di Antonio Politano sul penitenziario di S. Stefano ; Ventotene rinnova il tradizionale seminario di formazione federalista europea (leggi qui) e sempre a Ventotene, viene presentata una petizione contro il nuovo parcheggio.
Sempre dalla stampa ancora notizie sulla tragedia di Forte Papa e al via il nuovo bando di gara per i mezzi di collegamento con le nostre isole. Ancora dalla stampa, da Ventotene, la petizione contro la pensilina fotovoltaica, considerata un eco-mostro.
Altra notizia importante, che interessa anche le nostre isole, il provvedimento del Consiglio di Stato che obbliga entro il 2027 il rinnovo delle concessioni balneari.
Guido Del Gizzo analizza con sue considerazioni uno dei fatti delle ultime settimane: la questione Ranucci e Report.
Per il gruppo di scrittori della “Scuola di Viaggio”, questa settimana il sito ha presentato Genova attraverso gli occhi di Sandro Russo, Marco Muratori, Elena Ruggeri, Federica Barbieri , Anna Maria Bietolini, e Rita Gasparra. Tutti hanno corredato i loro scritti ccon foto originali.

Per i cultori, questo mese Marco Madana Rufo Mansur, esperto di astrologia, scrive del segno della Vergine.
Ancora Patrizia Maccotta ci racconta un angolo straordinario della Puglia, la città di Trani e il suo bianco fulgente.
Moltissime le segnalazioni di articoli di interesse segnalata dalla stampa: Sandro Russo, da “la Repubblica”, un coinvolgente articolo sul mondo delle piante , mentre Teresa Denurra sempre da “la Repubblica” propone un intervento di Paolo Mastrolilli sullo scrittore americano Jonathan Safran Foer che racconta il suo caldissimo luglio a Parigi .
Gianni Sarro approfondisce con una nuova nota critica il ruolo dell’eroe nel cinema della modernità e ne l’Odissea di Nolan, in particolare.
Ancora Sandro Russo segnala, sempre da “la Repubblica” due altri articoli: “E’ tempo di resistere alla pericolosa ascesa del fascismo bianco”, di Michele Ainis e Confessioni di un ansioso, di Michele Serra e sempre da “la Repubblica” un curioso articolo sul premio Ignobel, che, pur strettamente nell’ambito e con i metodi della scienza, intende promuovere l’insolito e l’immaginifico.
La segnalazione dell’uscita dell’ultimo numero di “Focus” innesca un nuovo incentivo alla ricerca, nella quale molti appassionati sono impegnati da anni: quella del ritrovamento dei resti del nostro Santo protettore, San Silverio Papa. Una scoperta che, oltre ad avere una rilevanza storica ed archeologica, costituirebbe un elemento importante nella crescita non solo spirituale della nostr comunità che ha nel Santo, uno dei suoi riferimenti più sentiti.
Buona domenica a tutti.



















