Bianco è il colore di Trani
reportage di viaggio di Patrizia Maccotta
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Mi piace il colore bianco. Più che per la sua facile simbologia, per il fatto che racchiude tutta la luce dello spettro visibile: quando tutta la luce viene riflessa noi vediamo come colore il bianco.
In Africa, nel Maghreb, molte città hanno legato al loro nome, come in un poema epico, l’epiteto “bianco’: in Marocco troviamo Casablanca, che l’attributo lo ingloba nel nome, Tangeri la Bianca e Tetouan la Bianca; in Tunisia, una piccola cittadina che profuma di gelsomino è chiamata “La Bianca e la Blu”.
È Sidi Bou Said, non lontano dalla capitale, Tunisi, che appare anch’essa in un romanzo di Myriam Harry pubblicato negli anni 20 del Novecento, presso le Edizioni Arthème Fayard et Cie di Parigi, con il titolo Tunis La Blanche.
Nel 1986, esce invece un cortometraggio di 28 minuti, realizzato da Cyril Collard, che si intitola Alger la Blanche perché bianca è pure Algeri.
Dans la ville blanche (Nella città bianca) è un film drammatico del 1983 diretto da Alain Tanner (1) e interpretato da Bruno Ganz. Nel film ‘la città bianca’ è Lisbona.
Tanner. Dans la ville blanche. Una scena
Abbiamo anche noi in Italia una città di una bellezza particolare che ci accoglie sul mare e che merita lo stesso epiteto: Trani, in Puglia, Trani La bianca.
Trani che brilla alla finestra
Il candore delle sue vie, delle sue case, delle sue chiese, dei suoi monumenti, tutto il suo nucleo vecchio, è abbagliante. Le pietre che le regalano questa lucentezza sono il risultato di rocce carbonatiche, composte dunque di bicarbonato di calcio; si sono formate nel Mesozoico, durante il periodo Cretaceo. In quel tempo profondo, un mare tropicale copriva le terre della Puglia attuale. I movimenti della crosta terrestre portarono alla luce i fondali che oggi costituiscono l’altopiano delle Murge. Le pietre vengono estratte in cave vicino al centro abitato.
Il loro colore bianco è venato da un rosa appena accennato e mi fa pensare ai petali di alcune rose molto delicate come la Tea Blanche e la Sweet Avalanche.
Trani è, pertanto, legata due volte al mare.
Dei suoi monumenti, i due più celebri sono interamente costruiti in quella pietra. Il più scenografico, grande vascello pronto a salpare sull’Adriatico, è senz’altro il Duomo.

Il Duomo o basilica cattedrale Maria Assunta.
Il Duomo è una basilica cattedrale dal doppio nome: Maria Santissima Assunta e San Nicola Pellegrino! Una sacralità che rispetta le pari opportunità: donna e uomo. Costruito in stile romanico pugliese, fu iniziato nel 1099 e terminato, ad eccezione del suo campanile, intorno al 1200. Ci vollero, pertanto, cento anni per edificarlo.
Se la paragoniamo ad un’altra celebre cattedrale, Notre Dame de Paris (1163 – 1345) costruita in stile gotico, possiamo osservare che la cattedrale di Trani, iniziata 63 anni e terminata 145 anni prima, è molto più antica, anche se, così bianca, ha un’aria per così dire più giovanile, più slanciata, pronta a confrontarsi con l’immensità del mare.Le barche la sfiorano con rispetto. Bianche sono tutte le sue ‘broderies’ ed il suo interno.
Non lontano dalla chiesa, anch’esso strettamente legato alla presenza mare, incontriamo il Castello Svevo edificato per ordine di Federico di Svevia (1194 -1250).
È un castello a pianta quadrangolare con agli angoli quattro torri e si ispira ai castelli dei Crociati.D’altronde i crociati si imbarcarono dal porto di Trani, durante la Prima Crociata e le successive, accolti e benedetti in un altro luogo bianco fatto costruire dai Cavalieri Templari (2) nella metà del XII secolo: la chiesa di Ognissanti, vicina al porto.

Peccato che una costruzione così bella, come il Castello Svevo, sia servita da carcere dal 1831 al 1974.
Pare che ancora vi si aggiri lo spettro della moglie del castellano, Armida, alla quale il marito uccise – facendola morire d’amore – il giovane soldato di guardia di cui si era innamorata.
Ma, lasciando vagare Armida rinchiusa nel castello, io mi incanto nel camminare sulle grande pietre lucide delle vie di Trani, salendo e scendendo i vari scalini che incontro e non sapendo più se guardare in alto o in basso, in tutto questo bianco che mi avvolge!
Note (a cura della Redazione)
(1) – Dans la ville blanche (Nella città bianca) è un film drammatico del 1983 diretto da Alain Tanner. Della sua filmografia fa parte della cosiddetta ‘trilogia della fuga’.
(2) – Il tema delle Crociate e dei Cavalieri Templari è stato svolto da Franco Cardini, in un recente conferenza (luglio 2026) di cui sul sito abbiamo riportato la cronaca: https://www.ponzaracconta.it/2026/07/03/la-serata-con-franco-cardini-e-i-suoi-templari-al-palazzo-dello-smom/
Anche un recente numero di Focus Storia – che sul sito seguiamo mensilmente – è dedicato alle Crociate:
Tutte le foto sono dell’autrice, tranne quella del film (dal web)
















