di Teresa Denurra
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Maria Lai, mia conterranea, mi dà lo spunto per provare a cercare, nei tanti articoli della settimana sul sito, un filo comune.
Direi che è la curiosità forte della conoscenza, ma anche il desiderio di condivisione con le altre persone, il bisogno di fermarsi a riflettere. Un filo può essere esile e allo stesso tempo forte; così forte da riuscire a legare insieme tante persone – i redattori e i contributori del sito – che cuciono con pazienza e nel silenzio di una stanza le notizie, i fatti e così riescono a fare un sito bello e ricco.
Così, da non ponzese – ma bisogna che senza tardare troppo io programmi un viaggio a Ponza -, il tutto mi appare.
Comincio con lo scritto di Bixio, perché mi offre l’occasione per mettere in campo il discorso dell’overtourism, argomento che mi pare abbia preso parecchio il sito in quest’estate infuocata. A tutti noi cara la citazione della foca monaca, ’u voje marine, e la speranza che torni a mostrarsi.
Francesco De Luca, ci ricorda che, nonostante siamo alle soglie di settembre, “i tempi non si corrompono più” e “la calura non demorde”. Grande spunto di riflessione di questi tempi.
La redazione fornisce notizie e numeri in merito alla gara per la continuità marittima con Ponza e Ventotene.
A Genova si è svolta la Summer School della Scuola del Viaggio, cinque giorni di lezioni di scrittura, fotografia e grafica. Sandro Russo parla di una città da raccontare e da capire, immergendosi in essa, magari nella pioggia, e nei contrasti del luogo, con in mente la canzone “Genova per noi”, proposta come “Canzone per la domenica”. Nella parte due, Sara Bonfanti introduce la visita guidata al Sestiere dell’Oregina con un video su Genova, di Emanuele Luzzati. Bellissimo!
In questi e negli altri articoli su Genova la città in sé è un pretesto. Ciascuna città ha la sua specificità ma gli articoli ci girano intorno per indicare un modo, delle chiavi per penetrarla, conoscerla e… amarla.
Segnaliamo poi il consueto appuntamento con Meteo e foto della settimana. Questa settimana abbiamo avuto anche la luna piena, ghiotta occasione per i nostri fotografi.
Due foto di Silveria Aroma: il giorno della luna piena (28 agosto) e il giorno prima
Francesco Ferraiuolo, doverosamente, dopo dieci anni, ricorda il terremoto che devastò Amatrice e non solo, con una sua poesia: “…I duri montanari rifaranno Amatrice…”
Il viaggio a Genova di Federico Barbieri e l’incontro con un ometto un po’ strano di nome Cristoforo che a domanda, risponde: “G’ho feto un bel belinon!” “ò scoverto l’America”, il tutto accompagnato dalla vignetta, geniale, di Emilio Giannelli.
Guido Del Gizzo, partendo dalla battuta di de Gaulle sul contrastare gli imbecilli, les cons, avvia un’acuta riflessione sull’overtourism. La domanda finale su Ponza fa ovviamente pensare.
Nel 1984 l’artista ogliastrina Maria Lai, mette in campo un evento unico, a Ulassai, dove nel 1861 crollò un costone della montagna che travolse un’abitazione; morirono tre bambine, ma un’altra riuscì a salvarsi: aveva in mano un filo celeste e inseguendolo, uscì dalla grotta un momento prima del crollo ed ebbe salva la vita. Partendo da questo fatto storico, Maria Lai, nel suo lavoro di “arte relazionale”, unì con un filo celeste lungo 27 km le case del paese, lasciando a ciascuno la scelta di come legarsi al proprio vicino. L’arte come riflessione sui rapporti con le persone vicine: la relazione è legata a un filo sottile e a noi la scelta quanto questa sottigliezza possa diventare forza. Maria Lai, una vita scandita da lutti, lavora e cuce. “Le Janas (le Fate) conoscevano la pazienza guerresca che serve per vivere” scrive Concita De Gregorio parlando di Maria Lai. E Maria cuce in silenzio e crea, raggiungendo una fama praticamente mondiale.
Un altro articolo: “Scuola plurale anche a parole” di Vanessa Roghi cita Leonard Covello che, dalla Basilicata, con la famiglia si dovette trasferire in America e visse sulla sua pelle l’apprendimento della lingua inglese, cercando di non perdere la lingua d’origine. Problema sempre attuale: quante bambine e bambini migranti vivono questo difficile momento di passaggio?
Biagio Vitiello, riferisce dettagliatamente sul contrasto al dissesto idrogeologico nel Lazio: “La prevenzione deve assumere un ruolo centrale nel governo del territorio, tanto sul piano della programmazione quanto su quello ineludibile dell’attuazione”. La Corte dei Conti si esprime in proposito in modo molto preciso.
Federico Ferraris e la Villa delle tortore: appassionato di caccia fin dai tempi del fascismo, a Ponza, sul piccolo colle tra località Tre venti e Campo inglese trovò il luogo eletto per il passaggio delle tortore. L’inaugurazione della villa Le Tortore alla fruizione cittadina è un atto a cui plaude Francesco De Luca che racconta i risvolti del rapporto personale tra Federico Ferraris e Salvatore Feola. Il sito riporta foto e immagini da Latina Oggi e il Messaggero sulla serata di apertura di Villa delle Tortore.
Rita Gasbarra ritorna su Genova, con tre acquerelli: “Genova è doppia con gli stranieri. Burbera e impenetrabile per il turista, accoglie chi è disperso e cerca riparo. La città non ha dimenticato i suoi figli inghiottiti dall’orizzonte né il codice del mediterraneo…” e il murale ai Giardini Luzzati con la madre dolente: affascinante l’associazione mentale col bimbo palestinese, le sono riconoscente.
Io ho, di mio, un ricordo lontano e bello di Genova: sul fare della sera, mentre il traghetto per la Sardegna parte e si accendono le prime luci della città, saranno passati almeno cinquant’anni, sto abbandonando Genova e l’aspetto burbero precedentemente percepito, scompare dinanzi a tanta bellezza, e quasi mi dispiace di lasciare questa città che cerca di stringermi in un ideale abbraccio mentre la lascio.
La citazione dei Giochi del Mediterraneo: un’occasione per parlare di tutela e difesa del Mare Nostrum.
Rosanna Rampazzo argomenta su un epitaffio nel bellissimo Cimitero di Ponza, nella tomba di Silverio Martinelli, medico condotto di Ponza. “Lascia buone memorie, anima mia”, si conclude l’epitaffio.
Segnalato da Pino Moroni & Sandro Russo un lungo e articolato il pezzo sull’Intelligenza Artificiale e sull’allarme intorno a essa. Scenari inquietanti su cui riflettere: “…è come se esistessero dieci diversi Progetti Manhattan, gestiti da aziende in feroce competizione tra di loro”.
Pasquale Scarpati apre uno scorcio sul passato e sul ruolo del bagnino, una vita che iniziava ogni giorno prestissimo e che portava, attraverso la vita da spiaggia, a conoscere i fatti e la vita delle persone. “Altri tempi” – dice giustamente il titolo.
Martina Carannante propone una riflessione sulle vacanze ponzesi che ormai volgono al termine, anche per la cugina bolognese che scrive una poesia per spiegare come ci si può innamorare di Ponza. “Alla fine ci sei riuscita…” è proprio rivolto a Ponza.
Silverio Guarino racconta nei dettagli la sua esperienza di sopravvissuto alla difterite, fatto che fa riferimento alla drammatica morte della bimba non vaccinata, cronaca di questi giorni e di un periodo storico in cui il partito delle persone no vax si sta pericolosamente affermando, in barba a tutte le evidenze scientifiche.
Paolo Iannuccelli porta la nostra attenzione sui disservizi idrici nella provincia di Latina che non hanno risparmiato l’isola di Ponza, soprattutto nel periodo di maggiore afflusso turistico e insufficiente apporto delle navi cisterna.
Giuseppe Mazzella di Rurillo con La sberla di Feola si diffonde sull’ordinanza n. 43 del Commissario Straordinario per gli interventi di riparazione, di ricostruzione, di assistenza alla popolazione di ripresa economica dei territori dell’isola d’Ischia con tutti gli annessi e connessi.
Da non perdere l’articolo su Antonio Cederna: Serenella Iovino ricorda i trent’anni dalla morte: grande ambientalista. “Fu grazie alle sue campagne che all’Italia e a Roma soprattutto furono risparmiati scempi ancora peggiori”. Una lezione ancora viva.
Luisa Guarino segnala il reading teatrale di Dante Taddia sull’aereo riemerso dal mare; il riferimento è l’arco temporale 1943-1944. L’aereo fu recuperato nel 1998 e ora si trova a Latina.
Sandro Russo, nell’ambito del viaggio a Genova, ci parla di “Quei che ciòccan” e trova le parole giuste per spiegare come, soprattutto nelle piccole comunità, c’era la consuetudine di tenere d’occhio le persone con problemi mentali, ma anche di accettarle e di proteggerle.
Quasi in diretta sul sito la (sconvolgente) notizia del ritrovamento in acqua a Punta Papa, del corpo senza vita di un giovane. Negli articoli successivi se ne parla diffusamente, come pure di un altro drammatico evento avvenuto in quella zona, il naufragio di una nave da guerra, nel 1944, con molti morti, articoli di Bixio e di Luigi M. Dies: leggi qui e qui.
Biagio Vitiello segnala un interessante articolo sulle specificità e le aspettative delle Isole minori prodotto dall’ANCIM, Associazione Nazionale Comuni Isole Minori.
Francesco De Luca, in “Si incurva l’estate” riflette su Ponza: “l’isola ha una fragilità strutturale propria. Sia geologica, sia culturale. Ogni aspetto naturalistico, bello o brutto, ha una sua deperibilità insita. Che va riconosciuta e protetta”.
Viaggio a Genova, puntata n. 5, di Marco Muratore: “La lucardina di Corto”. Dove Corto è Corto Maltese e la ‘lucardina’ ora sappiamo cos’è.
“Santo Stefano, il nostro penitenziario preferito”. Lo propone Rita Gasbarra riprendendo un un articolo da Repubblica di Antonio Politano, scrittore di viaggi e fotografo con cui Rita ha viaggiato.
La testimonianza di Giuseppe Aprea: “Ho attraversato l’Amazzonia per ritrovare Ponza”. Con interessanti commenti sul significato del viaggiare, della nostalgia e della memoria.
Si è chiusa a Ponza la Mostra dedicata a Claus Wallner e al suo legame con la Ravia, un grande scoglio con una casa sopra (di suo proprietà) che ospita il fanale verde dell’accesso al Porto di Ponza. Il segnale rosso (alla sinistra di chi entra in Porto è costituito dal Lanternino).
Notizie varie dalla stampa su:
– Il seminario di formazione federalista europea a Ventotene.
– Ponza senza acqua e Internet e il caso finisce in Parlamento.
– Ventotene, una petizione contro il nuovo parcheggio.
Sandro Russo segnala da Repubblica un articolo in cui Harriet Rix, studiosa inglese, parla di “genialità delle piante” e di come dal mondo vegetale possiamo avere indicazioni per un cambiamento soprattutto in relazione alla crisi climatica “…se ogni cittadino piantasse un albero sarebbe una grande rivoluzione”. Questa cosa mi ha colpito tanto perché una persona a me molto cara, morta da poco, del piantare alberi nella sua vita ha fatto quasi un atto religioso.
Concludendo… Tanta Genova in questa settimana, un evento drammatico, tante riflessioni e poi quel filo di cui ho parlato all’inizio: dietro un filo possiamo perderci o salvarci.
Buona domenica a tutte e tutti con l’affetto che ho imparato ad avere per i contributori e lettori di Ponzaracconta.
























