segnalato da Sandro Russo da la Repubblica
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Rix: “Il pianeta ha bisogno di maestri verdi”
L’intervista di Maddalena Messeri – Da la Repubblica del 28 agosto 2026
La studiosa inglese spiega come la genialità delle piante e del mondo vegetale possano insegnarci a cambiare
Il nostro pianeta è malato, respira male e i primi a pagarne le spese sono gli alberi. Il surriscaldamento globale li fiacca fino a farli seccare, le inondazioni li sradicano, gli incendi li devastano, i temporali li abbattono, i parassiti li consumano, e gli umani continuano a tagliarli a favore di cemento e colture intensive.
La studiosa inglese Harriet Rix in Maestri silenziosi (il Saggiatore) ripercorre la storia del mondo vegetale. E ci racconta come, grazie alla loro straordinaria intelligenza, gli alberi siano stati ii nostro più grande alleato per l’evoluzione, continuando tuttora manipolare la biochimica per resistere al cambiamento climatico e a creare un ambiente più equilibrato e vivibile per tutti.
Ma non sono mai stati cosi fragili e in pericolo.
Secondo la Rix gli alberi sono “geniali” e nei millenni hanno creato una grande comunità che, comunicando e creando connessioni, manda avanti la vita degli umani e degli animali, rendendo «il nostro mondo meraviglioso.. Nel libro ha raccolto le storie straordinarie degli alberi più particolari al mondo: le conifere che sfruttano il vento per l’impollinazione, le yucche che si riproducono grazie a una falena rara e le sequoie giganti che crescono gemelle, con gli apparati radicali fusi insieme.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Aria, acqua, terra, fuoco. In che modo gli alberi sono connessi a questi elementi?
«Gli alberi sono cresciuti in altezza molte volte, per poter combinare aria e acqua e creare catene di carbonio. Assorbendo anidride carbonica e rilasciando ossigeno, hanno modificato l’atmosfera a tal punto da diventare infiammabili. E poi hanno iniziato a manipolare il fuoco per mantenere la propria supremazia. Nel plasmare l’acqua, avevano bisogno anche di minerali e, nel processo di estrazione di questi ultimi dalla roccia, hanno modellato la terra fino a darle la forma che conosciamo oggi, creando il suolo e canalizzando l’acqua nei fiumi. Così, 390 milioni di anni fa, hanno creato il paesaggio che loro stessi avevano plasmato sotto terra.
Ma questo e solo l’inizio: mentre si moltiplicavano in ogni angolo del mondo, continuavano a plasmare tutti gli altri elementi.
In che modo gli alberi plasmano la nostra vita?
«Ho una teoria secondo cui siamo tutti “cripto-animisti”. Riconosciamo l’anima degli alberi anche se non disponiamo del vocabolario per spiegarlo, e questa consapevolezza entra cosi profondamente nella nostra psiche fin da piccoli da contribuire a plasmarci. Uno dei miei alberi preferiti è la Quercia dei Cento Cavalieri di Tricase, in Puglia: e un’enorme quercia vallonea al centro di una strada, divisa in due per correre attorno all’albero.
Nel 2023 ho preso un treno molto lento per andare a visitarla: era carica di ghiande, le foglie sembravano opere d’arte. Secondo la leggenda, sotto le sue fronde si radunò l’esercito di Federico II. Anche in mezzo al traffico di oggi trasmette pace e stabilità.
Le piante ci hanno reso migliori?
Gli alberi sono il punto d’incontro tra l’utilità che avevano in passato – riparo, legna da ardere, cibo – e la spiritualità di ogni epoca. Quando guardiamo le nostre mani, vediamo come si sono adattate per farci arrampicare sugli alberi: la presa, i polpastrelli, che si deformano per massimizzare l’attrito con i rami, e le impronte digitali, che condividiamo con i koala e che servono a convogliare l’acqua impedendo alle dita di scivolare sulla corteccia bagnata. Sono stati la nostra culla: gli esseri umani sono cresciuti sotto le chiome degli alberi ed è a loro che dobbiamo l’evoluzione del nostro cervello. Siamo intimamente consapevoli della loro importanza e spesso torniamo in cerca della loro stabilità nei momenti più difficili.
Come stanno reagendo ai cambiamenti climatici?
«Sono abituati ai cambiamenti climatici, ma non ad una velocità così elevata. Non possono scappare dal calore o dall’inquinamento. Reagiscono attraverso la loro “intelligenza incorporata”. Le ricerche sulle querce dimostrano che, durante la germinazione, vengono attivati o disattivati geni diversi. Possono aumentare la loro sopravvivenza preferendo geni associati alla tolleranza alla siccità. Accelerano il ciclo generazionale, consentendo maggiore variabilità e una sorta di evoluzione accelerata su piccola scala.
Cosa possiamo fare per loro?
«Impedire la diffusione di malattie devastanti, boicottare i prodotti ottenuti da disboscamenti, far crescere alberi a partire dai semi, piantarli ovunque sia possibile e prendercene cura. Se ogni cittadino piantasse un albero sarebbe una grande rivoluzione. Mi viene in mente ben poco che potremmo fare di meglio per affrontare la crisi climatica».
[Intervista di Maddalena Messeri a Harriet Rix, in la Repubblica del 28 agosto 2026]
Il libro. Maestri silenziosi di Harriet Rix; traduz. A. Panini II Saggiatore pagg. 320 euro 26
Molti articoli sul sito sulle piante come esempio di una diversa modalità di convivere e interagire ai fini della sopravvivenza della specie (e i definitiva anche del pianeta): qui sotto una schermata degli articoli dall’indice (cliccare per ingrandire):










